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Giovedì, 15 Maggio 2014 19:00

Francesco Storace a L'Aquila per sostenere la candidatura di Gianfranco Giuliante

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Pochi giorni fa, rispondendo a Angelino Alfano, che aveva definito la nuova Forza Italia un partito "né carne né pesce", aveva scritto su Twitter: "Alfano ha la faccia come il culo".

Tornato da poco all'ovile di Forza Italia, dove è stato accolto "a braccia aperte" da Giovanni Toti, Francesco Storace non ha perso tempo per rinsaldare, a suon di risse verbali con altri esponenti del centrodestra fuoriusciti dall'orbita del Cavaliere, la ritrovata unione con Berlusconi.

L'ex governatore del Lazio ha fatto tappa all'Aquila per sostenere la candidatura di Gianfranco Giuliante (altro ex Msi-An confluito in Forza Italia) e ribadire l'appoggio del suo partito, La Destra, ai candidati azzurri alle elezioni Europee.

Nel corso dell'incontro con la stampa locale, al quale erano presenti anche Guido Liris (consigliere comunale e vice coordinatore regionale di FI) e Luigi D'Eramo (assessore provinciale e consigliere comunale), Storace ha scoccato nuove frecciate agli alleati di una volta.

L'ex ministro della Salute ce l'ha in particolar modo con gli ex An approdati a Fratelli d'Italia, con i quali c'è stata anche una disputa sulla proprietà del simbolo della vecchia fiamma missina ("Ci rimproverano perché FI non ha la fiamma ma neppure il Pdl l'aveva. Però finché Berlusconi ha distribuito ministeri ci sono stati comodamente seduti"), e con gli esponenti del Nuovo Centrodestra, in particolare con Alfano e Schifani, "un signore che ha usato Berlusconi esclusivamente per se stesso e poi l'ha mollato quando non gli serviva più".

Alle regionali del 25 maggio La Destra sosterrà, naturalmente, Gianni Chiodi: "Qui in Abruzzo" ha detto Storace "ci troviamo ad appoggiare un antico militante delle battaglie della destra italiana, Gianfranco Giuliante, e con lui speriamo di arrivare a una vittoria con Gianni Chiodi".

Parlando della consultazioni elettorali abruzzesi, Storace ha auspicato un'alta affluenza e un contenimento del voto di protesta: "I cittadini potrebbero votare scheda nulla o dare il voto a Grillo. Così però rischiano di compromettere i cinque anni di governo appena trascorsi. Mi auguro che ci sia la capacità di ragionare".

Il segretario della Destra sembra trovarsi perfettamente a suo agio nella nuova Forza Italia, nonostante le divisioni del partito, l'assenza, al suo interno, della componente più identitaria della destra italiana - la vecchia An, quasi tutta trasigrata in Fdi e Ncd - e il potere esercitato dal cosiddetto cerchio magico, quello che fa capo a Francesca Pascale e a Giovanni Toti: "Perché dovrei essere a disagio? Lo sarei stato di più accanto a persone come Scaiola o Cosentino, che Berlusconi, infatti, ha scaricato da tempo".

Durante la conferenza stampa ha tenuto banco anche il caso Geithner: "Avevamo sempre sospettato che fosse vero quello che ha rivelato Geithner e cioè che venne fatto cadere un governo, quello di Berlusconi, senza che fosse sfiduciato dal Parlamento, con il ricatto dello spread e tutto quello che abbiamo visto e subito. Non so se Mario Monti ha fatto qualche dichiarazione su questa vicenda, il suo silenzio la dice lunga. Fu lui il protagonista principale di quella manovra". Storace ne ha anche per Napolitano: "In questa vicenda continua a essere poco chiaro. Vorrei evitare di accumulare processi per dire la mia sull'attivismo del capo dello Stato. Credo che il presidente dovrebbe dire la verità su quello che successe".

Sulle elezioni regionali, è stato invece Giuliante a rimarcare "la necessità dell'unione del centrodestra" e a rivendicare i buoni risultati ottenuti dalla giunta Chiodi sulla riduzione del debito sanitario e sull'abbassamento delle tasse. Giuliante ha sottolineato anche l'importanza di avere, nella prossima legislatura, un consigliere espressione del comprensorio aquilano e ha scomunicato ogni tentativo di divisione del partito compiuto da "conventicole che vogliono avvelenare il clima applicando vecchi modi di fare politica". Un'allusione nemmeno troppo velata a Giorgio De Matteis e al cosiddetto ticket che quest'ultimo avrebbe firmato con Carla Mannetti e Luca Ricciuti per conquistare la leadership del partito: "Per me la classe dirigente di Forza Italia è quella che siede con me oggi in questa conferenza stampa".

 

Ultima modifica il Venerdì, 16 Maggio 2014 18:59

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