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Sabato, 09 Gennaio 2021 16:29

Crisi di maggioranza, il Pd: "Guerra di potere tra Biondi e D'Eramo"

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La crisi della maggioranza al Comune dell’Aquila non è dovuta a differenti visioni su come amministrare la città o su opinioni divergenti in merito alle scelte strategiche da prendere per il futuro. E’ una crisi alimentata solo dalle ambizioni personali degli attori in campo, a lotte di potere intestine.

Il Partito democratico attacca il centrodestra e lancia a Biondi una doppia sfida: accettare un confronto pubblico sulla sua gestione politica e amministrativa e prendere atto, qualora non ci fossero i margini per ricucire con la Lega, della fine della sua esperienza governativa. Presa di coscienza che non potrebbe che portare alla conclusione anticipata della consiliatura e quindi alle elezioni.

Il Pd ha parlato in una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il segretario e il presidente comunale, rispettivamente Emanuela Di Giovambattista e Carlo Benedetti; i consiglieri comunali Stefano Albano e Stefano Palumbo; la deputata Stefania Pezzopane; l’ex sindaco Massimo Cialente; l’ex assessore Pietro Di Stefano, attualmente presidente provinciale del partito; Quirino Crosta, segretario del circolo dem di Sassa.

“Questa è una crisi di potere tra Lega e Fratelli d’Italia” osserva Di Giovambattista “Non ha niente a che vedere con i tanti problemi che ha L’Aquila. Lo dimostra il fatto che è stata discussa in un tavolo che si è svolto a Pescara. Ed è ridicolo che si risolva con una richiesta di scuse, come se fosse una lite tra compagni di classe. Le responsabilità maggiori sono del sindaco, che aveva il compito, quale leader della maggioranza, di chiamare a raccolta i consiglieri comunali e trovare una soluzione. Anche durante l’era Cialente ci furono crisi di maggioranza ma nacquero su temi seri, che riguardavano la città. E Cialente non le gestì ricorrendo a qualche aiuto esterno. La verità è che quello di Biondi è un fallimento amministrativo e politico. Checché ne dica, il sindaco sta inaugurando progetti pensati e avviati dalle precedenti amministrazioni e non gli consentiamo di risolvere i suoi problemi con la Lega dicendo menzogne sulle cose fatte dal centrosinistra. Biondi non ha gestito la crisi perché non gli interessa amministrare la città. Ha altri obiettivi: fare il leader provinciale del suo partito, stare agli ordini della Meloni, far crescere Fratelli d’Italia a dispetto dei suoi alleati. Sta costruendo un percorso politico per se stesso a discapito della città, che invece continua a rimanere senza una visione e senza risposte su molti problemi: dai parcheggi al ripopolamento del centro storico alla povertà”.

“Se oggi facessimo un sondaggio chiedendo agli aquilani qual è la peggiore amministrazione di sempre, credo che la maggioranza di essi indicherebbe questa” attacca Stefano Palumbo “E se ci fosse la possibilità di vedere qual è la parola più ricorrente negli articoli di giornale in questi tre anni e mezzo sarebbe sicuramente la parola ‘crisi’. Ormai abbiamo superato i tre quarti del mandato e i problemi della città continuano a rimanere sullo sfondo. Il fatto che Biondi, per ricompattare le sue truppe, chiami ogni volta in causa le precedenti amministrazioni dà l’idea di quanto debole sia nell’interpretare il suo ruolo. I risultati rivendicati e enfatizzati da questa giunta sono il frutto di progetti e processi amministrativi e politici avviati dalle giunte Cialente, che si trovarono a gestire un momento storico incomparabilmente più complicato di quello in cui si è trovato a governare Biondi. Eppure, in quella complessità vennero scritte regole, costruite strategie, trovati i fondi. Lui non ha fatto niente. Le scuole inaugurate, i progetti come Porta Barete e la Casa delle tecnologie sono tutte cose che partono dalla precedente amministrazione. Ma la cosa più preoccupante è che non ha una visione del futuro. Oggi ovunque si parla e ci si confronta su temi cruciali per l’avvenire, qui invece non c’è traccia di un dibattito sul ruolo che L’Aquila dovrà avere nella partita del rilancio della regione. Se il sindaco vuole un confronto noi siamo disponibili purché sia un confronto che verta su tutto. Se non ha più una maggioranza, sarebbe meglio andare al voto. Così rischiamo di morire per colpa dell’inerzia sua e di Marsilio”.

“Le dichiarazioni di D’Eramo sul confronto maschio” sottolinea Stefano Albano riferendosi a un’intervista rilasciata alla testata L’Aquila Blog dal deputato e coordinatore regionale della Lega “ricordano il whisky maschio di ‘Febbre da cavallo’, anche se qui il titolo giusto sarebbe ‘Febbre da poltrone’. La causa di questa crisi è la mancanza di visione di questa maggioranza, che noi denunciamo da quando venne presentato in consiglio il programma di mandato. Quando parliamo di visione non intendiamo qualcosa di astratto ma ci riferiamo a questioni che invece incidono sulla carne viva dei cittadini. Ci riferiamo, per esempio, ai parcheggi. Alla ricostruzione dell’edificio dell’ex Inam, che era stato messo nel Pums e poi invece è stato destinato a uso direzionale. Al Ponte Belvedere, che sarà finanziato con i soldi che avevamo messo per i parcheggi interrati di viale della Croce Rossa. E ancora, alla riqualificazione del patrimonio immobiliare comunale, un tema sul quale in consiglio non è ancora arrivato niente. Al bando Fare Centro, che è l’unico vero strumento di rilancio del centro storico pensato finora e che è stato voluto dal centrosinistra. Ne verrà fatto un altro? Se sì, quando? Magari a ridosso delle elezioni, per usarlo in campagna elettorale? Biondi e Marsilio parlano sempre di commercianti e artigiani ma voglio ricordare che è stato il centrodestra a togliere i soldi del microcredito per darli al Napoli e a tagliare il fondo per il credito agevolato per le imprese del Cratere tramite il sistema dei Confidi portandolo da 10 a 5 milioni. Per non parlare del Recovery Fund: sono stati presentati progetti, dove tra l’altro non c’è niente per L’Aquila, senza il coinvolgimento delle associazioni di categoria”.

“Biondi mente sapendo di mentire e questo è grave per un uomo che ha giurato sulla Costituzione” attacca Massimo Cialente “Invito lui e i suoi assessori a un confronto pubblico con me e con gli assessori delle mie giunte. Nel 2017 dissi una frase che fece molto arrabbiare Biondi e anche Walter Cavalieri. Dissi che chi aveva amministrato un condominio non poteva governare una città complessa come L’Aquila in una fase così difficile. Volevo dire, con quelle parole, che Biondi non aveva l’esperienza giusta per fare il sindaco. Chi fa il sindaco e guida una coalizione non può avere anche incarichi di partito perché è chiaro che se di notte togli consiglieri comunali ai tuoi alleati quelli di giorno te la fanno pagare. Negli anni in cui sono stato sindaco io, non ebbi alcun ruolo all’interno del partito. Ma dando dell’amministratore di condominio a Biondi intendevo dire anche che non aveva l’esperienza per amministrare una città intermedia. Le città intermedie vivono solo se hanno un progetto strategico, una meta. Tra pochi mesi mesi il Covid sarà superato e tra qualche anno anche la ricostruzione sarà finita. In questo momento non c’è una discussione su cosa sarà questa città nel post Covid e nel 2030. Un sindaco che dice, per uscire da una crisi di maggioranza, ‘facciamo pace se mi chiedi scusa’ non ha una visione politica ma solo personale. Io credo che, piuttosto che continuare così, sia meglio lo scioglimento del consiglio. E mi colpisce che qualcuno possa dire ‘ci vediamo tra un anno e mezzo’ (il riferimento è alle dichiarazioni del Passo Possibile, ndc). Tra un anno e mezzo, come città, saremo morti”.

“L’oggetto di questa crisi di maggioranza” afferma Carlo Benedetti “è una lite su chi si sta costruendo l’autostrada migliore per andare a Roma. La città sta pagando una campagna elettorale a Biondi e D’Eramo non è d’accordo. Cialente abbandonò Roma e il parlamento per fare il sindaco. Biondi ha abbandonato questa città per cercare di andare a Roma e sulla sua strada ha trovato D’Eramo”.

“Le deroghe al codice degli appalti per la ricostruzione delle scuole” osserva Pietro Di Stefano “sono arrivate in virtù della pandemia, non certo grazie agli emendamenti di Fratelli d’Italia, che invece volevano introdurre trattative private anche negli appalti pubblici in barba alla legalità”.  

“La battuta di D’Eramo sul confronto maschio è indice di povertà linguistica e culturale” rimarca Quirino Crosta “In questo momento in città il dibattito è pietrificato, il modello di questa maggioranza è quello dei troll. L’effetto troll soffoca la discussione e il conflitto, che in democrazia è necessario perché ha una portata generativa. Invito i cittadini a riprendersi il diritto di discutere su quello che sta succedendo nella loro città”.

“Noi non ci facciamo ingannare dalle parole e dalle mistificazioni del sindaco” afferma Stefania Pezzopane “Rivendichiamo tutto quello che abbiamo fatto nella passata amministrazione e quello che stiamo facendo ora al governo. Non consentiamo al sindaco di far passare per proprie iniziative pensate da altri, non gli concediamo di inaugurare cose predisposte dalla passata amministrazione senza avere nemmeno il garbo di dare atto del lavoro altrui. Questa crisi di maggioranza non è sui contenuti ma ha a che vedere solo su chi dovrà essere il candidato del centrodestra nel collegio elettorale dell’Aquila alle prossime elezioni. Biondi sta usando la città per perseguire un suo disegno personale. Il sindaco mi ha chiamato in causa su alcuni emendamenti che avrei bocciato. Gli rispondo che l’emendamento non era il suo, perché non è ancora parlamentare, ma di Fratelli d’Italia e conteneva cose che non c’entravano niente con la ricostruzione delle scuole. Se vuole un confronto pubblico noi siamo pronti. Oggi vogliamo dire anche che il Pd è unito e forte”.

Ultima modifica il Sabato, 09 Gennaio 2021 17:05

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