Stampa questa pagina
Martedì, 30 Marzo 2021 22:39

Euroservizi: Antonio Mazzaferro è il nuovo commissario liquidatore

di 

Antonio Mazzaferro è il nuovo commissario liquidatore di Euroservizi spa, società in house della provincia dell'Aquila messa in liquidazione nel 2017. 

Dottore commercialista con studio all'Aquila, segretario dell'Ordine, Mazzaferro è stato nominato lunedì dal presidente della Provincia Angelo Caruso: succede all'avvocato ed ex assessore comunale Alessandro Piccinini (attualmente presidente della Gran Sasso Acqua) che si è dimesso dall'incarico assunto nel 2019. 

Si tratta di una scelta squisitamente tecnica, fuori dagli steccati politici; Mazzaferro è stato indicato a valle di una manifestazione d'interesse cui hanno risposto una ventina di professionisti. D'altra parte, eredita una situazione disperata. 

Come noto, la vicenda Euroservizi si trascina da anni, con i lavoratori che sono senza stipendio da più di 43 mesi e un buco nei bilanci da milioni di euro; in questi mesi, si è tentato di salvare i 9 dipendenti riassorbendoli in Abruzzo Engineering, società in house della Regione. Tuttavia, la trattativa si è arenata.

A quanto è stato possibile ricostruire, una parte dei dipendenti di Euroservizi si è detta indisponibile a passare sotto Abruzzo Engineering perché ciò avrebbe significato, in sostanza, accettare condizioni contrattuali differenti. Questa decisione ha vanificato l'ipotesi del salvataggio tramite la cessione del ramo d'azienda, opzione che sarebbe stata percorribile solo se quest'ultimo fosse rimasto intatto. Inoltre, la Regione Abruzzo - per l'acquisizione del ramo d'azienda da parte di Abruzzo Engineering - ha stanziato 150mila euro per il 2020 e 280mila euro per il 2021 e 2022; risorse che, stando alla società in house della Regione, sarebbero insufficienti a coprire i costi del riassorbimento dei lavoratori, comprensivi anche di oneri contributivi e fiscali, posto che la Provincia dell'Aquila aveva detto, nel frattempo, che non intendeva farsi carico del pregresso.

Abruzzo Engineering ha dunque evidenziato la necessità di ridiscutere il contratto di servizio con la Regione, per ampliare le convenzioni in essere; passaggio sul quale anche la Regione si era detto d'accordo. Tuttavia, all'atto pratico, quell'intenzione non si è tradotta in una variazione di bilancio da parte della giunta.

Insomma, la trattativa si è arenata per l'intervento tardivo e pasticciato della politica.

"Occorre anzitutto ricordare che la vicenda è stata ereditata da questa amministrazione provinciale, insediatasi ad agosto 2017, quando già si era deliberata la messa in liquidazione senza prospettiva occupazionale alcuna per i lavoratori, e con la Regione Abruzzo che già in ottemperanza della l.r. 32 del 2015, sul riordino delle funzioni, avrebbe dovuto a suo tempo procedere al riassorbimento dei lavoratori", hanno tenuto a chiarire il presidente della Provincia Angelo Caruso e il vice Vincenzo Calvisi all'atto delle dimissioni di Piccinini. "Abbiamo scelto di non mandare a casa i lavoratori, pur mantenendo lo stato liquidatorio della società Euroservizi come previsto dalla legge Madia, al fine di addivenire ad una soluzione che potesse garantire la rioccupazione al lavoratori. Gli sforzi compiuti hanno portato, grazie all’intesa politica raggiunta con la Regione Abruzzo, a prevedere la cessione del ramo dei lavoratori alla società Abruzzo Engineering, in forza della l.r. n. 14 del 16 giugno 2020. Preliminarmente all’assunzione, la società Abruzzo Engineernig ha proposto ai lavoratori la sottoscrizione di un accordo di conciliazione. Tuttavia - hanno chiarito Caruso e Calvisi - dopo numerosi confronti, se da un lato abbiamo trovato i sindacati Cgil e Cisl disponibili a raggiungere un’intesa, dall’altro si è rilevato l’atteggiamento di totale chiusura del sindacato Ugl: su nove lavoratori del ramo di azienda, ad oggi solo sei hanno firmato accordi di conciliazione, e pertanto la società Abruzzo Engineering, con nota dello scorso 22 febbraio, ha comunicato il non potersi procedere all’assorbimento del ramo dei 9 lavoratori. Di qui la necessità, allo stato odierno dei fatti, del doversi procedere con la liquidazione della società Euroservizi, come legge impone". 

Alla provincia ha prontamente replicato il sindacato dell'Ugl. "Il presidente della Provincia e il suo vice presidente mentono sapendo di mentire", l'affondo; "innanzitutto - ha tenuto a preciare l'Ugl - il verbale di conciliazione lo hanno firmato cinque lavoratori su nove, anche nella seconda versione, e non sei come dichiarano, ma soprattutto tra i lavoratori che hanno scelto di non firmarlo c’è un iscritto alla Cgil, dunque cade l’architrave accusatorio nei confronti di Ugl L’Aquila; inoltre non risultano ad oggi altri iscritti ad altre organizzazioni, alcuni addirittura hanno preferito procedere con legali di fiducia. Non bisogna essere dei luminari della giurisprudenza per sapere che non è possibile intraprendere sottoscrizioni di contratti se la procedura è ancora aperta e il tutto dovrebbe essere fatto in relazione alle norme nazionali e regionali. Si rimanda per comprensione alla lettura dell’art. 2112 previsto dal codice civile; si tratta infatti di trasferimento e non di nuova assunzione con i parametri in essere dell’intero ramo di azienda e non solo di qualcuno che aggrada più di altri, creando di fatto dipendenti di serie A e altri di serie B. Diverso se, come emerso dalle asserzioni in sede di Assemblea aperta della Euroservizi del 02 febbraio, ci fossero errori nella Legge Regionale. Questo compete alla Regione e non ai sindacati".

La procedura non è di fatto conclusa tanto che mancano all’appello ancora degli atti deliberativi, come quello di competenza della Regione Abruzzo, ha aggiunto l'Ugl; quindi, "non si possono far firmare conciliazioni ai lavoratori – con contenuti che rimandiamo a chi di dovere – senza aver onorato tutti i contributi previdenziali spettanti ai lavoratori e senza aver opportunamente spiegato il motivo per cui gli stessi, in un contesto pandemico come l’attuale, non abbiano potuto attivare gli ammortizzatori sociali. Forse non sono in regola i contributi obbligatori? I due rappresentanti della Provincia dell’Aquila – quindi Ente pubblico – avrebbero dovuto porre piuttosto maggiore attenzione nell’assegnazione dell’incarico di Commissario liquidatore che forse non poteva essere conferito; ci riferiamo al problema del mancato rispetto della Legge Severino. Il liquidatore Piccinini, a nostro avviso, era inconferibile in quanto non vi è stato il rispetto del periodo di raffreddamento come prevede la norma, art. 7 comma 2 del D.Lgs 39/2013: le dimissioni da Assessore del Comune di L’Aquila sono del 26.03.2019 e l’incarico di Liquidatore di Euroservizi.Prov.Aq SpA di agosto 2019".

A tal proposito l’Anac si è anche espressa in merito alla possibilità che un liquidatore, in ragione degli ampi poteri gestori, seppur funzionali allo scioglimento della società, debba essere assimilato all’amministratore delegato o al presidente con deleghe gestionali. "Pertanto, al fine di dare un perimetro di trasparenza alle scelte fatte, si è provveduto ad inoltrare apposita segnalazione all’Autorità Nazionale Anticorruzione così da dirimere tale vicenda e prendere gli accorgimenti del caso. Quindi il presidente Caruso ed il suo vice Calvisi dovrebbero pensare bene prima di 'scaricare' la colpa ad altri ricordando proprio i loro interventi ed emendamenti in merito alla problematica della società e dichiarando tra l’altro, ancora una volta, che sono state poste in essere azioni senza la concertazione sindacale. Almeno con l'Ugl L’Aquila. La responsabilità è solo ed esclusivamente politica". 

Articoli correlati (da tag)