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Giovedì, 15 Aprile 2021 10:49

Vaccini ai magistrati, Marsilio smentisce se stesso: "Errore della Asl"

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"Per un errore della Asl di Pescara, una domenica vengono convocati circa 190 magistrati e dipendenti del Tribunale e vengono vaccinati: è stato un errore che non si è ripetuto". 

Parole del presidente della Giunta regionale Marco Marsilio che, in una intervista rilasciata alla trasmissione Agora [in video] andata in onda ieri mattina, ha provato a mettere la parola fine sulla polemica, divampata in Abruzzo nei giorni scorsi, per le dosi di vaccino inoculate ai magistrati. 

Marsilio, parso di nuovo piuttosto nervoso sulla gestione della campagna vaccinale - nei giorni scorsi aveva già alzato la voce ai microfoni della trasmissione di la7 'Piazza pulita', in particolare sul tema della categoria 'altri', non ancora resa trasparente, cui è stata destinata una quota rilevante delle dosi consegnate alla Regione - si è, di fatto, rimangiato le dichiarazioni dei giorni scorsi con cui aveva difeso la scelta di vaccinare i magistrati e il personale dei tribunali, scaricando la responsabilità sulla Asl di Pescara.

"Abbiamo seguito le indicazioni del governo per le priorità del piano vaccinale", aveva dichiarato Marsilio. "Quando il governo, a seguito delle decisioni AIFA, ha autorizzato Astrazeneca solo per gli under 55 (vietandolo per gli anziani, quindi) ci ha indicato alcune categorie prioritarie, tra le quali gli ‘ufficiali di polizia giudiziaria’. A seguito di ciò, il Presidente della Corte d’Appello e il Procuratore Generale hanno evidenziato che tale qualifica è attribuita anche al personale in servizio presso la Magistratura. Non c’era motivo per non accogliere tale richiesta, come fatto per tutto il comparto delle forze dell’ordine e delle forze armate aventi pari qualifica".

Non solo.

Marsilio aveva risposto alle critiche parlando di "polemica figlia di un momento paranoico"; e d'altra parte, con la delibera di Giunta regionale 173 si è espressamente previsto che al completamento della vaccinazione per gli ultra 80 enni, dei soggetti con elevata fragilità e dei loro caregiver, si doveva accompagnare "l'inoculazione delle dosi al personale docente e non docente, scolastico e universitario, alle forze armate di Polizia e del Soccorso pubblico" e, tra queste, erano dettagliatamente comprese la Polizia di Stato, la Guardia di finanza e gli altri operatori di polizia tributaria, la Capitaneria di porto, i Vigili del fuoco, la Polizia locale, la Protezione civile e - citiamo testualmente - "gli operatori a vario titolo qualificati Ufficiali di Polizia giudiziaria compreso il personale operante presso le Procure della Repubblica e i Tribunali".

Insomma, la Asl di Pescara ha seguito le indicazioni della Regione. Altro che errore. 

Di fatto, con quel provvedimento gli operatori della giustizia - ovvero magistrati togati e onorari, giudici di pace, nonché personale amministrativo del Tribunale, della Procura della Repubblica e dei Giudici di pace - sono stati equiparati al personale scolastico e alle forze armate sebbene non fossero inserite tra le categorie previste come urgenti nel piano vaccinale nazionale. 

Persino il Consiglio degli ordini forensi Abruzzo (Cofa) aveva espresso "forte perplessità per una iniziativa che antepone la tutela di pochi a quella dei più fragili, quali gli anziani ed i portatori di gravi patologie", esprimendo "soddisfazione per il fatto che all’avvocatura abruzzese, pur se protagonista del ‘servizio essenziale della giustizia’ in misura almeno pari ai magistrati ed al personale di cancelleria, sia risparmiato l’imbarazzo di una priorità che si tradurrebbe di fatto in un privilegio".

E la questione col passare dei giorni ha assunto una dimensione politica. Il leader della Lega Matteo Salvini, infatti, si è scagliato contro l'Anm che aveva chiesto che i magistrati fossero inseriti tra la popolazione target prioritaria: "Modello Palamara anche per farsi vaccinare prima? Una vergogna", il commento pubblicato su Facebook. Poi, ai microfoni dei giornalisti Salvini ha aggiunto: "Si devono mettere in fila come tutti gli altri. Sono stufo dei furbetti del vaccino, l’unico criterio che deve esistere è quello dell’età e della malattia: se c’è qualche magistrato anziano o che ha qualche patologia ha gli stessi diritti degli altri, altrimenti per me vengono esattamente come le commesse o altri lavoratori".

Peccato che l'Abruzzo, regione guidata da una coalizione di centrodestra a trazione leghista - il Carroccio esprime 10 consiglieri e 4 assessori, tra cui l'assessore alla Salute - nel frattempo avesse avviato la vaccinazione proprio dei magistrati. "Qualcuno avvisi Salvini che una delle Regioni governate anche da lui, l’Abruzzo, ha arbitrariamente applicato proprio questo modello e, mentre aspettano ancora molti tra ultra ottantenni e fragili, si è iniziato a vaccinare i magistrati", era arrivata la stoccata del segretario regionale del Pd Michele Fina. "Mentre Marco Marsilio, presidente della Regione Abruzzo, di Fratelli d’Italia, minimizza parlando di paranoia con centinaia di morti al giorno", aveva aggiunto Fina, "il Pd ha fatto sentire la sua voce; attendiamo quella della Lega. Quando Salvini avrà finito di pregare sulla sua nuova Bibbia, cioè il libro di Palamara, si occupi anche della coerenza tra quello che dice e quello che fanno i suoi quando governano. Almeno questo".

Ora, il passo indietro di Marsilio che ha derubricato la vicenda a "errore della Asl". 

Ultima modifica il Giovedì, 15 Aprile 2021 11:59

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