Giovedì, 17 Giugno 2021 12:34

Bagarre in Consiglio comunale, approvato sul filo dei numeri lo schema d'accordo con Ater per la permuta degli alloggi di Porta Leoni. Forza Italia si sfila, opposizioni contestano l'assenza del numero legale

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Bagarre in Consiglio comunale, approvato sul filo dei numeri lo schema d'accordo con Ater per la permuta degli alloggi di Porta Leoni. Forza Italia si sfila, opposizioni contestano l'assenza del numero legale I banchi vuoti delle opposizioni

La notizia è che il Consiglio comunale, con 17 voti favorevoli e 1 astenuto, ha approvato lo schema d’accordo con l’Ater per la permuta del complesso immobiliare di Porta Leoni e dello stabile di via dei Verzieri a Preturo.

La delibera licenziata stamane dall'assise civica del capoluogo prevede che il Comune acquisisca dall'Ater, con l'istituto della permuta, 50 unità immobiliari più 5 non residenziali ex Incis a Porta Leoni che non verranno ricostruite per realizzare, in un primo momento, 89 parcheggi a raso e, in una seconda fase, due piani di stalli interrati.

Il complesso immobiliare è stato valutato 11 milioni di euro: dunque, all'azienda regionale andranno 51 abitazioni, che cubano lo stesso valore, tra quelle cedute dai proprietari delle case distrutte dal terremoto in seguito alla richiesta di contributo per il riacquisto di alloggio equivalente; di queste, 20 fanno parte del ‘complesso 201’ di Pettino: ce ne sono altre localizzate in via Amiternum, in via San Sisto, in via Martiri di Filetto, in via Maestri del Lavoro e in via Fontesecco. 

Con il medesimo atto, il Consiglio comunale ha dato il via libera anche all'acquisizione dello stabile in via dei Verzieri, a Preturo, laddove è già stata trasferita, a seguito dei lavori d’adeguamento, la scuola primaria della frazione.

I consiglieri di opposizione hanno tentato di chiedere il rinvio del provvedimento in Commissione per approfondire alcune questioni poco chiare e, in particolare, i parametri applicati per la valutazione del complesso immobiliare di Porta Leoni se è vero che, a giugno 2017, la passata amministrazione di centrosinistra aveva sottoscritto un protocollo d'intesa con l'Ater già finalizzato alla permuta degli appartamenti che stimava un impegno economico di 7 milioni e 400 mila euro. Come è possibile che, in quattro anni, il valore sia ‘schizzato’ a quasi 11 milioni?

La proposta di rinvio è stata bocciata. Poi, è andata in scena una vera e propria bagarre in Consiglio, riunito in modalità mista, con alcuni consiglieri in presenza e altri collegati su piattaforma digitale. 

Dopo una breve sospensione, al momento di riprendere i lavori risultavano presenti 16 consiglieri comunali: oltre al sindaco Pierluigi Biondi, sono risultati assenti il consigliere Leonardo Scimia (poi riapparso in chat) e il gruppo di Forza Italia (Giorgio De Matteis, Marcello Dundee, Berardino Morelli e Chiara Mancinelli con l'eccezione del presidente Roberto Tinari) che ha deciso di non votare il provvedimento, aprendo un altro squarcio, l'ennesimo, in seno alla maggioranza. 

A quel punto, Tinari ha comunicato a microfono che non c'era il numero legale; tuttavia, è stata corretto dal segretario generale che, su concitato impulso di alcuni membri dell'Ufficio del Consiglio comunale, in particolare della dipendente Lorella Reato, ha consultato il regolamento arrivando alla conclusione - non condivisa dai consiglieri di centrosinistra che, pur non avendo risposto all'appello, erano in aula - che si sarebbe potuto andare avanti, considerato che il primo cittadino non andava computato e, dunque, il numero legale c'era sebbene i voti non sarebbero stati sufficienti ad approvare la delibera.

I consiglieri di minoranza hanno abbandonato polemicamente la sala consiliare, dopo un confronto piuttosto acceso col segretario generale e il presidente del Consiglio; sta di fatto che i lavori sono ripresi: come detto, in chat è riapparso il consigliere Scimia e, dunque, si è arrivati alla sofferta approvazione del provvedimento.

Ora, oltre la 'lettura' del regolamento, è chiaro che stamane, per l'ennesima volta e su una delibera piuttosto importante, il Consiglio comunale dell'Aquila ha restituito una immagine piuttosto svilente; non aiuta, certo, la modalità mista, con i collegamenti 'ballerini' della piattaforma digitale cui siamo tristemente abituati: microfoni lasciati aperti col fastidioso vociare di fondo, consiglieri che non sentono, altri che non vedono, risposte tardive e spesso confuse agli appelli segno che, nel frattempo, chi è in collegamento sta facendo altro e non sta seguendo i lavori del Consiglio. Scene non degne di un capoluogo di Regione. 

Così come è imbarazznate assistere alla 'rincorsa' dei consiglieri assenti, spinti a collegarsi - almeno a collegarsi, mica a partecipare - per non far mancare il numero legale. 

Ci si aspetta altro, davvero. 

Sulle spaccature in maggioranza, torneremo; è evidente che i rapporti tra il sindaco e Forza Italia siano ai minimi termini: stamane si è scritto un altro capitolo di una crisi perenne che ha accompagnato questi quattro anni di legislatura. 

Tornando all'accordo con l'Ater, restano, come anticipato, alcuni nodi non sciolti e, in particolare, sulla valutazione del complesso immobiliare. Come si è arrivati alla stima di 11 milioni? Ai nostri microfoni, nei giorni scorsi, il capogruppo di Italia viva Paolo Romano aveva spiegato che per la valutazione, "l'esecutivo ha utilizzato la forbice più alta dei valori Omi sull'edilizia economica così come previsti nel primo semestre 2009 (2.500 euro a metro quadro: la forbice era da 1.500 a 2.500); la Giunta Cialente aveva utilizzato la stessa forbice, tenendosi però assai più bassa. Tuttavia, se all'epoca si potevano utilizzare solo i valori Omi del primo semestre 2009, considerato che, a seguito del terremoto, per svariati anni non sono stati aggiornati, ora si hanno a disposizione i valori 2020 che, per l'edilizia economica all’interno delle mura urbiche, prevedono una forbice dai 1.000 ai 1.500 euro a metro quadro".

Per questo, c'è il rischio che il provvedimento venga attenzionato dalla Corte dei Conti.

Altri dubbi attengono, poi, alla realizzazione dei parcheggi. Sorvolando sulle "prescrizioni vincolanti" della Sopritendenza - vengono prescritti una fascia di rispetto di due metri dalle mura urbiche e gli scavi archeologici 'di rito' a seguito di demolizioni, ma viene prescritto anche che la pavimentazione dovrà essere realizzata con terre stabilizzate, senza l'utilizzo di asfalto né di blocchetti o altri tipi di materiali - resta il nodo della suddivisione del progetto strategico da 4 milioni e 750 mila euro in due lotti; il primo, per la realizzazione di 89 stalli a raso; il secondo che prevede, invece, la costruzione di un parcheggio interrato a due piani che dovrebbe ospitare altri 200 posti auto per una spesa di oltre 3 milioni e 370 mila euro. "Una scelta - ha sottolineato Romano - che potrebbe essere interpretata come una elusione del Codice degli Appalti che al comma 6 dell'articolo 35, ad oggetto le 'soglie di rilevanza comunitaria e i metodi di calcolo del valore stimato degli appalti', prevede non si possa frazionare un appalto d'importo superiore alla soglia comunitaria. E c'è il rischio che possa intervenire l'Anac", ha avvertito il capogruppo di Italia viva.

Che ha sollevato, poi, un'ulteriore questione: "mancando ancora il progetto unitario, e dunque l'accordo di programma con la Provincia, non c'è possibilità di apporre il così detto vincolo preordinato all'esproprio del privato proprietario della struttura che insiste sull'area e che, prima del sisma, era destinata a parcheggio coperto. Si possono perseguire due strade: l'accordo col privato o l'esproprio, appunto. Avendo deciso di approvare lo schema d'accordo con l'Ater per la permuta del complesso immobiliare ad un valore altissimo - gli alloggi sono stati valutati quasi 11 milioni di euro - è chiaro che il privato non si accontenterà di una intesa al ribasso. Di qui, la necessità di ricorrere al vincolo preordinato all'esproprio che, tuttavia, non si può apporre. Questo significa anche che l'accesso agli stalli a raso dovrà avvenire dal piccolo cancello laterale che serviva le unità immobiliari, su porta Leoni, e ciò rischia di intasare l'area piuttosto che agevolare la possibilità di trovare un parcheggio".

Lelio De Santis: "il parcheggio di Porta Leone crea caos e spacca la maggioranza"

"Il Consiglio comunale odierno ha fatto registrare un’evidente spaccatura nella maggioranza di centrodestra, con l'uscita dall'aula del gruppo di Forza Italia, dopo la bocciatura della pregiudiziale per il rinvio del progetto del parcheggio di Porta Leone, per una valutazione più approfondita. Il Presidente del Consiglio, Roberto Tinari, a mio avviso supportato da un Segretario generale molto incerto, ha proceduto con la presenza di soli 16 Consiglieri sui 33 assegnati e, quindi, secondo il mio punto di vista, senza la maggioranza di legge".

Così il capogruppo di Cambiare insieme, Lelio De Santis.

"Passa il progetto per realizzare il parcheggio a raso a Porta Leone, con la cementificazione di un' area strategica a ridosso delle mura uniche e con un'operazione politica poco chiara, attraverso la permuta degli alloggi con l'Ater, un'operazione di oltre 11 milioni , senza i necessari chiarimenti tecnici ed amministrativi! Viene rimandato a dopo le Elezioni amministrative il progetto integrato, che prevedeva un parcheggio interrato ed una valorizzazione di tutta l'area... Al di là del vizio formale sulla validità della seduta, è grave l' atteggiamento arrogante di una maggioranza, anche se divisa, che ha voluto imporre una scelta così importante per l'assetto urbanistico della città, rifiutando ogni chiarimento ed approfondimento sul piano tecnico".

Ultima modifica il Lunedì, 19 Luglio 2021 11:51

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