Martedì, 27 Luglio 2021 13:06

Abruzzo: Fratelli d'Italia presenta disegno di legge per sepoltura dei bambini mai nati. Il centrosinistra annuncia battaglia: "Proposta strumentale, faremo ostruzionismo per evitare derive oscurantiste"

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"Riconoscimento e tutela del diritto alla sepoltura dei bambini mai nati": è l'oggetto del disegno di legge numero 203 del 15 luglio scorso, depositato agli uffici competenti dal capogruppo di Fratelli d'Italia nel Consiglio regionale d'Abruzzo Guerino Testa, dal consigliere e presidente della commissione Sanità Mario Quaglieri e dal consigliere e sottosegretario alla presidente della Giunta Umberto D'Annuntiis

"Riteniamo che il provvedimento abbia un valore umano e simbolico incommensurabile", viene spiegato in una nota. L’obiettivo è quello di "intervenire in materia funeraria e di polizia mortuaria per legittimare il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestionale inferiore alle ventotto settimane, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori ma anche laddove questa risulti mancante".

"Nel pieno rispetto della Legge 194/78, che regolamenta l’interruzione volontaria della gravidanza - sottolineano gli esponenti di FdI - intendiamo colmare una rilevante lacuna normativa di questa Regione (modificando la legge n. 41 del 10 agosto 2012) affinché venga affermato il diritto ad una degna sepoltura a tutte quelle creature che non sono riuscite a venire al mondo, identificandole come vita. Contestualmente, con il provvedimento si intende rivolgere la massima attenzione e tutela a quelle donne che abbiano già subito un importante trauma con la perdita del proprio figlio, impedendo che ne patiscano un altro con la scoperta, spesso tardiva, che il feto verrà smaltito tra i rifiuti speciali".

La proposta di legge, che comporterà una spesa minima a carico del bilancio regionale, coinvolgerà fattivamente le aziende sanitarie che, oltre a dover garantire la sepoltura nei succitati casi di assenza di richiesta da parte dei genitori, dovranno provvedere ad assicurare un’adeguata informazione all’utenza.

A settembre, con la ripresa dei lavori del Consiglio regionale inizierà l’iter legis di una norma che "affronta una tematica particolarmente delicata, attraverso una scelta eticamente irreprensibile perché promuove la cultura della vita", concludono Testa, Quaglieri e D'Annuntiis.

E la discussione in aula si preannuncia tesissima. I consiglieri di centrosinistra, infatti, parlano di proposta "inutile e strumentale".

In una nota, i consiglieri di PD, Legnini Presidente, Abruzzo in Comune e Gruppo Misto chiariscono che "la sepoltura dei bambini non nati è già un diritto nella legislazione italiana. In una regione che non aiuta i giovani con iniziative e progetti affinché trovino lavoro e non siano costretti a fuggire, che non sostiene le donne con incentivi e risorse in grado di assicurare loro parità reddituali e professionali e dove proprio donne e giovani sono i soggetti più toccati dagli effetti della pandemia, per Fratelli d’Italia diventa prioritario un gesto che interviene a gamba tesa su situazioni dolorose e intime e umilia le donne e su cui ci prepariamo a fare ostruzionismo", l'affondo.

Sui diritti civili, "è necessario un confronto aperto e trasversale – ribadiscono i consiglieri di centrosinistra – che resti attuale e non faccia fare all’Abruzzo passi indietro sui diritti acquisiti e, soprattutto, non nasconda strumentalizzazioni come quelle sull’efficacia e la valenza della legge 194, o la somministrazione della pillola del giorno dopo, su cui il centrodestra ha sempre puntato il suo mirino. Ad oggi, non riscontriamo nessuna politica reale per sostenere la responsabilità genitoriale e rendere la famiglia non un sogno irrealizzato ma una scelta; nulla per favorire il diritto alla casa, per un nuovo welfare regionale, per promuovere e sostenere l’occupazione femminile. Anzi, le donne abruzzesi perdono il lavoro e sono professionalmente meno garantite ed economicamente le più svantaggiate della società".

Temi, questi, contenuti in una proposta di legge presentata nei giorni scorsi dal centrosinistra e "che speriamo presto di vedere calendarizzata per l’approvazione in Consiglio. Non c’è nessuna politica per attuare la prevenzione dell’aborto come richiede la 194 ma tanti tentativi, alcuni anche fuori tempo, di svuotarne l’applicazione. Sulla sepoltura proposta non si tutela nessuno, si stigmatizza una scelta che è da anni un diritto civile e lo si fa in modo subdolo, utilizzando un’idea che ha peraltro già copertura legislativa perché la legge consente che per volontà della madre si possa procedere alla sepoltura del feto".

L’Abruzzo ora ha ben altre esigenze. "I diritti civili sono tali perché devono cambiare in meglio la società di riferimento, parliamo di questo ed evitiamo derive retrive e oscurantiste che non rappresentano la realtà e di cui l’Abruzzo non ha bisogno".

Conferenza Democratiche Abruzzo: "Da Fratelli d'Italia proposta medievale che addita le donne come colpevoli"

Ancora una volta Fratelli d'Italia, la forza politica di destra che amministra la Regione "ostenta tutta la sua subcultura forse sperando di rimediare volgarmente alle figuracce finora collezionate: dai contestatissimi spot sul turismo alla totale assenza di consapevolezza dei problemi degli Abruzzesi. Il comunicato diffuso da Testa, Quaglieri e D’Annuntiis sulla proposta di istituire un cimitero per i bambini mai nati fa infatti orrore nella sostanza e nella forma".

A dirlo è la Conferenza delle Democratiche d'Abruzzo che sottolinea come pensare di 'intervenire in materia funeraria e di polizia mortuaria per legittimare il diritto alla sepoltura dei bimbi mai nati di età gestionale inferiore alle ventotto settimane, non solo in presenza della formale richiesta dei genitori ma anche laddove questa risulti mancante' "sia semplicemente medievale. Strumentale e vergognosamente fuorviante giustificare il ritorno di proposte retrive riferendosi alle donne come coloro 'che abbiano già subito un importante trauma con la perdita del proprio figlio impedendo che ne patiscano un altro' ma in realtà additandole come colpevoli".

La frase più infelice di tutte, ovvero quella secondo cui la proposta di legge sarebbe 'una scelta eticamente irreprensibile perché promuove la cultura della vita', ben rivela - denunciano le Democratiche - "il vero intento degli esponenti della destra abruzzese: condannare di fatto le donne che compiono una scelta personale ed insindacabile in osservanza di una legge dello Stato, dipingendole come promotrici di una cultura della morte".

La Conferenza regionale delle donne PD e tutte e quattro le conferenze provinciali, attraverso le loro portavoci, condannano senza appello la proposta strumentale e medioevale dei consiglieri Testa, Quaglieri e D’Annuntiis, "invitandoli, insieme a tutti i loro colleghi della destra più becera e retriva che ci si potesse mai immaginare, ad astenersi da questioni e giudizi che riguardano le scelte delle donne e ad occuparsi dei problemi che attanagliano gli abruzzesi. Sempre se li conoscono".

Ultima modifica il Martedì, 27 Luglio 2021 21:37

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