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Mercoledì, 28 Luglio 2021 17:06

Case e Map, in Consiglio la maggioranza fa mancare il numero legale sulla proposta di rateizzazione dei solleciti inviati a fine giugno per oltre 7 milioni di euro

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Partiamo da una constatazione, che proveremo a motivare nell'articolo.

L'inerzia della passata e dell'attuale amministrazione, incapaci di gestire in modo efficente ed efficace la riscossione delle utenze, dei canoni di compartecipazione e di locazione del progetto Case e Map, ha aperto una voragine nel bilancio del Comune dell'Aquila, un buco nero di oltre 22 milioni di euro - ma i debiti si sommano, giorno dopo giorno, considerato che la giunta di centrodestra, che pure aveva vinto le elezioni nel 2017 promettendo di risolvere la situazione, non invia le bollette agli assegnatari dal 2018 - che sarà impossibile recuperare, se non in parte. 

Significa che gli aquilani, tutti, anche coloro che nel progetto Case e Map non hanno mai messo piede, anche coloro che, a casa o negli alloggi provvisori, hanno pagato ciò che dovevano, si ritroveranno sul groppone un debito monstre che verrà coperto con le finanze pubbliche, e dunque con i soldi che andrebbero spesi per assicurare servizi primari ai cittadini. 

Nella seduta del Consiglio comunale convocata stamane si doveva l'ordine del giorno presentato dal consigliere Lelio De Santis (Cambiare insieme) e sostenuto da altri colleghi d'opposizione che intendeva impegnare l'amministrazione attiva ad una ulteriore rateizzazione dei solleciti di pagamento che, in queste settimane, sono stati spediti ad assegnatari ed ex assegnatari che debbono regolarizzare la propria posizione. 

In Commissione Politiche sociali, l'assessore con delega al patrimonio Vito Colonna aveva detto chiaramente che l'esecutivo si sarebbe attenuto alla volontà del Consiglio: fosse stato per lui, però, avrebbe votato contro l'ordine del giorno; d'altra parte - aveva aggiunto Colonna - per la stragrande maggioranza dei nuclei familiari parliamo di somme richieste inferiori a 1000 euro.

Se non fosse che la maggioranza di centrodestra, per non discutere l'ordine del giorno, ha preferito la 'fuga', facendo mancare il numero legale; alla prima chiamata erano presenti i soli Berardino Morelli (Forza Italia), Chiara Mancinelli (Forza Italia) e Marcello Dundee (Coraggio Italia), oltre al presidente dell'assise Roberto Tinari; alla seconda chiamata, hanno risposto soltanto Morelli e Tinari.

"Una vergogna", l'ha definita il capogruppo di Italia viva Paolo Romano. "Tutti i consiglieri di maggioranza sono fuggiti dal loro dovere, non assumendosi le loro responsabilità e non consentendo la discussione di un argomento delicato che riguarda oltre 4 mila famiglie, che dovrebbero pagare entro agosto ed in un un'unica soluzione somme salate, anche di migliaia di euro", ha aggiunto Lelio De Santis. "Ricordo che l'argomento era all'odg già nel precedente Consiglio e fu rinviato per consentire al Sindaco ed alla Giunta di valutare le soluzioni tecniche; evidentemente il motivo era diverso ed oggi si è esplicitato: la maggioranza di centrodestra non vuole ascoltare una richiesta di buon senso che consentirebbe a tutti di pagare il giusto nei modi possibili, con rate sulla base del reddito ISEE. Il Consiglio comunale, scommetto, non si riunirà in agosto ed i problemi saranno solo delle tantissime famiglie che dovranno decidere se mangiare o pagare le bollette. Ma un problema serio riguarderà anche il Comune che rischia di non incassare quanto dovuto, per gli inevitabili contenziosi e per le possibili prescrizioni".

Oltre la mancata volontà di rateizzazione dei solleciti inviati nelle ultime settimane, in effetti, la verità è che l'amministrazione attiva riuscirà a recuperare soltanto una parte dei crediti maturati in questi anni; ciò è dovuto alla mancata gestione del progetto Case e Map, all'inerzia della Giunta comunale che, pur avendo ereditato una situazione difficilissima, non ha fatto altro che complicarla ulteriormente. Ed oggi, ci si muove con l'affanno di una indagine della Corte dei Conti che rischia di 'terremotare' l'Ente. 

Ma andiamo con ordine. 

In questi giorni sono stati recapitati 4262 solleciti, emessi senza more e interessi in quanto, per la maggior parte delle situazioni - non solo in considerazione del tempo trascorso ma anche per le modalità di invio attuate in precedenza - non si aveva certezza dell'avvenuta ricezione delle bollette da parte dei cittadini. 

Ricorderete che il 25 agosto 2014 il Comune dell'Aquila aveva richiesto un versamento in acconto relativo alle spese delle utenze di gas e illuminazione condominiale per i giorni di occupazione compresi nel periodo 01/04/2013 – 30/06/2014; l’importo era stato calcolato secondo la metodologia stabilita dalla deliberazione di Giunta comunale n. 281 del 04/07/2014, e cioé quella forfettaria, sulla base dei consumi degli anni precedenti. Il pagamento poteva essere effettuato in un’unica soluzione o in rate mensili. Il 28 luglio 2016, poi, è stata emessa una richiesta di pagamento a conguaglio (al netto dell’acconto già emesso) per il periodo 01/04/2013 – 31/12/2014. Il pagamento poteva essere effettuato in un’unica soluzione o rateizzato con un massimo di 18 rate mensili.

Ciò significa che non stiamo parlando di conguagli stimati e richiesti oggi per il 2013/2014, bensì di quanto già richiesto con la stessa causale e con le stesse cifre con l’emissione del 28/07/2016 (naturalmente gli interessati sono quelli che all’epoca non hanno provveduto al pagamento richiesto).

Riassumendo, con i solleciti arrivati in questi giorni sono stati richiesti gli importi non pagati relativi a:

Consumi di gas metano per riscaldamento e acqua calda sanitaria

  • Conguaglio 01/04/2013 – 31/12/2014 dei consumi a seguito di acconto;
  • Anno 2015 (consumo ordinario e conguaglio)
  • Anno 2016 (consumo ordinario e conguaglio)
  • Anno 2017 (consumo ordinario e conguaglio)
  • Anno 2018 fino al 30 giugno (consumo ordinario)

Canoni di locazione

  • Anno 2017 (relativamente ai canoni emessi e non pagati);
  • Anno 2018 (relativamente ai canoni emessi e non pagati);
  • Anno 2019 (relativamente ai canoni emessi e non pagati);
  • Anno 2020 fino al 30 settembre (relativamente ai canoni emessi e non pagati).

Canoni di compartecipazione

  • Anno 2017 (solo relativamente ai solleciti per i canoni di compartecipazione inviati il 17/12/2019 e tornati indietro dalle Poste);
  • Anno 2018 (relativamente ai canoni emessi e non pagati);
  • Anno 2019 (relativamente ai canoni emessi e non pagati);
  • Anno 2020 fino al 30 settembre (relativamente ai canoni emessi e non pagati).

I solleciti sono stati inviati per mezzo di raccomandata con ricevuta di ritorno: delle 4262 lettere spedite, ad oggi solo 2709 sono state effettivamente ricevute.

Nel corso della Commissione Politiche sociali, Colonna ha chiarito che l'ammontare delle somme richieste è pari a 7 milioni e 243 mila euro. Ovviamente, ciascuno dei 4262 plichi contiene uno o più avvisi (per i canoni di compartecipazione, per quelli di locazione e per i consumi di gas metano); ebbene, ci sono più di 6mila avvisi d'importo inferiore a 2500 euro: di questi, 4626 non superano i 1000 euro e 3mila sono sotto i 500euro.  

Ci sono, però, 311 solleciti per somme che vanno dai 2500 ai 5000 euro; addirittura si contano 161 avvisi per importi tra i 5 mila e i 10 mila euro. E non sono i 'casi limite': 35 nuclei familiari, infatti, debbono al Comune dell'Aquila somme che superano i 10 mila euro, e che possono arrivare a 40 mila euro. Colonna ha assicurato che queste situazioni verranno valutate "una per una", per capire come si è potuti arrivare ad un debito così pesante.

Aggiungiamo che, dal mese di settembre - così almeno è stato ribadito dagli uffici - dovrebbero iniziare ad arrivare le bollette, mai recapitate, relative agli ultimi anni, dal 2018 al giugno 2021. 

Stante la situazione, per quale motivo ci siamo detti convinti che sarà difficile recuperare le somme, se non in parte?

Sorvolando sulla difficoltà di rintracciare tutti i nuclei familiari debitori, a distanza di anni, c'è una spada di Damocle che pende sulla testa dell'amministrazione: la prescrizione. Giuliano Bruno del comitato 'Assergi due Ade' che, da anni, sta seguendo la vicenda, è convinto che le somme dovute per le annualità 2013, 2014 e per parte del 2015 siano, di fatto, prescritte. In Commissione, l'assessore Colonna si è detto certo del contrario: staremo a vedere chi avrà ragione. 

Oltre la prescrizione, però, alcuni assegnatari - e non sono pochi, a dire il vero - contestano incongruenze nelle bollette inviate e, per questo, non hanno alcuna intenzione di pagare le somme richieste; anzi, a quanto si è appreso starebbero per arrivare in Comune delle lettere che invitano il sindaco a ritirare in autotutela gli atti istruiti in queste settimane. 

Insomma, è concreto il rischio di ricorsi.

"Premesso che, da parte nostra, non vogliamo difendere chi non vuol pagare le bollette, non ci stiamo a passare, però, per quelli che mandano in mora l’amministrazione", spiega Giuliano Bruno a newstown.

"Già negli anni scorsi, e parlo della passata amministrazione, avevamo segnalato come vi fossero delle incongruenze nelle bollette inviate"; ed in particolare, per ciò che attiene la richiesta di pagamento a conguaglio per il periodo 01/04/2013 – 31/12/2014. "In quel periodo, come ricorderete, in deroga alla legge si sono calcolate le utenze sulla base della superficie lorda degli alloggi, e non secondo i consumi imputabili ai singoli appartamenti previa lettura dei contatori. Tuttavia - aggiunge Bruno - per il periodo precedente, e dunque dal marzo 2012 e fino al 31 marzo 2013, si sarebbe dovuto pagare per ciò che si era effettivamente consumato: al contrario, le somme sono state inserite nel conguaglio. Ho visionato, personalmente, 185 fatture, con tutti i riferimenti, piastra per piastra: parliamo di una somma di circa 520mila euro di gas metano e di circa 60mila euro per l'energia elettrica".

Non solo.

Gli assegnatari denunciano da anni difformità nei calcoli di pagamento: "in una stessa palazzina, ci sono appartamenti cui è stato chiesto di pagare per la sola superficie interna, altri che hanno pagato per la superficie interna e per i 6 mq di balcone; altri ancora hanno visto aggiungersi anche i 2.40 mq di posto auto. E ciò ha influito sulle bollette di gas e luce, certo, ma, negli anni a seguire, anche sul pagamento della Tari e delle così dette spese condominiali, pure calcolate a metro quadro, con differenze di centinaia di euro da famiglia a famiglia". 

Fino ad alcuni 'casi limite': "nel periodo da aprile 2013 a dicembre 2014, una palazzina di Bazzano ha pagato 0 euro per l'energia elettrica; una stessa palazzina a Cese di Preturo, invece, ha visto recapitarsi bollette per 25.256 euro. Come si spiega?".

C'è poi un altro tema sollevato da Bruno che, in realtà, l'aveva già denunciato nel 2011; fu l'allora consigliere comunale Ettore Di Cesare a portare la vicenda in Commissione dove, nel 2014, l'amministrazione riconobbe che c'erano dei gravi problemi. In sostanza, spiega Bruno, "denunciammo che ad Assergi non funzionavano i pannelli per la produzione di acqua calda; si scoprì che, in realtà, non funzionavano quasi ovunque. Ora, l'appalto di costruzione degli alloggi Case prevedeva che il 50% dell'acqua calda dovesse derivare proprio dai pannelli. Dal 2010 ad oggi, sono stati spesi più o meno 30 milioni di gas metano: considerato che l'incidenza del riscaldamento dell'acqua sanitaria è del 30% circa, dunque 9 milioni più o meno, il mancato funzionamento dei pannelli è gravato sugli assegnatari per 4.5 milioni. Soldi che non avremmo dovuto sborsare se l'amministrazione comunale di allora si fosse mossa per tempo".

Non solo. 

Come non bastasse, la decisione di ritardare l'invio delle bollette a dopo le elezioni del 2012, comportò che "Enel impose la tariffa di salvaguardia sulle utenze riferibili al Comune dell'Aquila per la morosità accumulata: è significato un aggravio dei costi in bolletta del 20-30%. Di nuovo, soldi che gli assegnatari non avrebbero dovuto sborsare, mancanze della politica che sono ricadute sui cittadini che vivevano in Case e Map".

E poi c'è il nodo del contratto con Antas, sottoscritto alla fine del 2016, per il servizio di manutenzione degli impianti e la fornitura del gas metano per il riscaldamento e l’acqua calda, "a costi unitari minori di quelli applicati da Enel" si legge nel comunicato stampa diffuso all'epoca. E invece, non è andata esattamente così: "l'appalto prevedeva un costo standard di 2 milioni e 638 mila euro che divennero più di 3 milioni perché erano escluse le spese pre e post accensione. Si pensi che nel 2015 il totale della spesa sostenuta era stato di 2 milioni e 600 mila; nel 2016, con 22 piastre in meno che, nel frattempo, erano state evacuate per il crollo dei balconi, si è arrivati a pagare 400mila euro circa in più. Come è possibile?".

Sui costi standard ci sarebbe stata, nel frattempo, una ricontrattazione e, probabilmente, questo è uno dei motivi per cui l'amministrazione tarda ad inviare le bollette degli ultimi 3 anni e mezzo. 

Bruno conclude portando il suo 'caso' personale, con riferimento, in particolare, al discusso periodo di calcolo forfettario delle bollette: "fino al marzo 2013 avevo pagato 800 euro circa l'anno di luce e gas; dall'aprile 2013 al dicembre 2014, e dunque per 21 mesi, mi sono arrivate bollette per 2400 euro. E' chiaro che mi è stato chiesto di pagare per consumi riferibili ad altri appartamenti. Ecco il motivo per cui, da anni, ci battiamo affinché le bollette vengano ricalcolate. Ripeto che non giustifichiamo chi non intende pagare: vogliamo soltanto pagare il giusto".

Di qui, il rischio di ricorsi che, stante le cose, potrebbero vedere l'amministrazione soccombente; se si aggiunge la possibile prescrizione e la difficoltà, passati così tanti anni, di 'correre dietro' agli assegnatari morosi, è evidente che sarà improbabile recuperare tutti i crediti maturati dal Comune dell'Aquila.

Col buco di bilancio che finirà per ingessare le attività dell'Ente.

Ultima modifica il Venerdì, 30 Luglio 2021 15:09

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