Stampa questa pagina
Giovedì, 30 Settembre 2021 09:10

Rincari del 26% su A24 e A25, Marsilio: "Governo decida su Pef"

di 

"Spero che gli aumenti non ci siano e che finalmente finisca questa telenovela. Sono troppi anni che si rinvia l'approvazione del Pef e quindi si cade sempre, periodicamente, sotto il rischio di un aumento indiscriminato. È tempo che il governo decida se questo piano economico-finanziario presentato da Strada dei Parchi è un piano accettabile, licenziabile, oppure se dev'essere respinto. Ma, a questo punto, credo che debba essere inevitabilmente il governo a mettere la parola fine ad una eterna discussione che crea incertezza sull'economia del nostro territorio e per le tasche delle nostre famiglie".

Il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, è intervenuto così sul rischio di un aumento fino al 26% dei pedaggi sulle autostrade A24 e A25.

Per il governatore, c'è tempo di assumere decisioni entro la fine dell'anno: tuttavia, "sono anni oramai che questo progetto di Pef è allo studio del ministero; è stato nominato anche un commissario per l'inerzia del governo riscontrata dai tribunali: e dunque, decida sul Pef".

"In base all’attuale convenzione - ha spiegato nei giorni scorsi il vice presidente di Strada dei Parchi, Mauro Fabris - l’incremento tariffario previsto, che scatterà in automatico dal primo gennaio 2022, è del 26 per cento, sempre che il governo non decida di approvare il piano"; un piano su cui si sta discutendo da anni, almeno dal 2012, e che s'intreccia con il progetto di messa in sicurezza delle arterie autostradali, considerate strategiche in caso di calamità naturali. 

Per sbrogliare la matassa, il Consiglio di Stato ha ordinato il commissariamento riconoscendo l'inerzia del Ministero dei Trasporti nell'approvazione del Pef, che doveva essere licenziato entro il 30 ottobre 2019: è stato prima nominando il capo Dipartimento per il coordinamento amministrativo presso la Presidenza del Consiglio, Mario Barillà, sostituito poi, nei mesi scorsi, dall'avvocato generale dello Stato Sergio Ferentino. Un lavoro, quello del commissario, che va coordinato con altre due strutture commissariali: quella prevista dal 'Decreto rilancio' per la messa in sicurezza delle autostrade, guidata dall'ex ad di Rfi Maurizio Gentile, e quella per la messa in sicurezza del sistema idrico del Gran Sasso, affidata a Corrado Gisonni.

"Per evitare il pesante aumento dei pedaggi autostradali sulle tratte A24 e A25 mi batterò con la stessa tenacia con la quale, due anni fa, ottenni il congelamento delle tariffe per 24 mesi", le parole della deputata del Pd Stefania Pezzopane; "un incremento del 26% è impensabile. Ho sollecitato il ministro delle Infrastrutture Enrico Giovannini affinché si prenda carico di un problema causato da errori del passato e dalla mancata approvazione del Piano economico finanziario (Pef). Grazie a un mio emendamento, approvato nel decreto Sisma a fine 2019, furono congelate le tariffe per il 2020 e 2021 recuperando risorse dall'ingente quota che il gestore, per un'anomalia della convenzione stipulata a suo tempo, avrebbe dovuto riversare ad Anas. Il mio emendamento, non votato dalla destra, ha evitato i rincari autostradali ai cittadini e alle cittadine abruzzesi, i quali hanno potuto beneficiare di questa mia importante iniziativa, che fu sostenuta anche dall'allora presidente Conte. Tuttavia, oggi siamo nella stessa incresciosa situazione di due anni fa".

Per il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, "in un contesto di stangate sulle utenze manca solo che, a noi abruzzesi, Strada dei Parchi 'regali' un clamoroso aumento delle tariffe autostradali. Peraltro per esclusiva e colpevole responsabilità dei vari organi competenti e, naturalmente, senza offrire un briciolo di servizio in più. Lavoratori, pendolari, studenti, cittadini che usano l'autostrada - già ora una delle più care d'Italia - rischiano di doversi accollare una mazzata senza senso (l'annuncio parla del 26% in più) per percorrere un itinerario da anni flagellato da cantieri, rallentamenti e deviazioni dovute ai lavori per la sacrosanta messa in sicurezza. La mancata approvazione, in sede istituzionale, del Piano economico-finanziario relativo alla concessione va immediatamente risolta con ogni atto amministrativo necessario, visto che parliamo di un'infrastruttura strategica", conclude Pietrucci.

Articoli correlati (da tag)