Lunedì, 18 Ottobre 2021 15:31

Sottoservizi, GSA detta le condizioni per poter portare avanti i lavori

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Istituire una conferenza dei servizi dedicata in seno al Comune dell’Aquila che, seduta istante, possa rilasciare le autorizzazioni necessarie ai lavori in 24/48 ore; dare subito il lasciapassare a 2iReteGas per realizzare una nuova condotta in viale della Croce Rossa, così da sbloccare almeno il quinto lotto del secondo stralcio; rivedere i tempi contrattuali per la chiusura dei cantieri; rifinanziare l’opera per affrontare le criticità sopravvenute, ed in particolare l’istallazione dei bypass necessari ad assicurare i servizi ai cittadini e ai commercianti che vivono e lavorano nelle aree di cantiere.

Sono le condizioni minime indicate stamane, in Commissione Vigilanza, dalla stazione appaltante dei sottoservizi, la Gran Sasso Acqua, per portare avanti il secondo stralcio della maxi opera pubblica, suddiviso, come noto, in cinque lotti funzionali.

Oltre ai vertici della Gsa, alla riunione hanno partecipato, tra gli altri, i referenti delle società che gestiscono i servizi – Bastianelli (2iReteGas), De Carolis (Enel) e Ciancarella (Telecom) - e i rappresentanti di alcune delle imprese che si sono aggiudicate i lavori: Frattale di Asse Centrale Scarl che ha praticamente concluso i lavori per il primo stralcio; Tramontano di Cons Coop che si è aggiudicata, in associazione d’impresa con Edilastrade Srl, il secondo lotto del secondo stralcio da 9,5 milioni (Quarto San Giovanni/San Marciano); Velis della Framich di Catania che dovrebbe realizzare il quinto lotto su viale della Croce Rossa per 3,5 milioni; De Cesaris dell’azienda omonima cui è stato assegnato il quarto lotto su via Strinella per 4,7 milioni.

La linea dettata stamane è arrivata a valle di una interlocuzione tra il presidente della società partecipata Alessandro Piccinini e il consigliere regionale e comunale Americo Di Benedetto, già presidente della GSA per 11 anni; una interlocuzione che, di fatto, ha ‘scavalcato’ l’amministrazione attiva che, fino ad oggi, si è incredibilmente sottratta al confronto sul destino della maxi opera pubblica.

Anche stamane, come era accaduto in occasione della seduta convocata dal presidente della Commissione Giustino Masciocco il 4 ottobre scorso, il sindaco dell’Aquila non si è presentato, delegando il vice sindaco Raffaele Daniele che, tuttavia, non ha potuto far altro che assistere alla discussione non avendo competenze dirette. D’altra parte, fino ad oggi Biondi - pure piuttosto loquace, ultimamente – non ha proferito parola sulla più importante opera pubblica del post terremoto, di cui il Comune dell’Aquila è committente per un importo lavori che cuba 80 milioni di euro.

Il motivo è presto detto: ciò che è emerso stamane è che l’inerzia dell’amministrazione attiva, in questi anni, ha complicato, invece che facilitare, l’esecuzione delle opere, fino a costringere il presidente della GSA Piccinini, insediatosi un anno e mezzo fa, a stralciare il velo di silenzio, a svelare le criticità che si sono annidate intorno alla maxi opera pubblica e che hanno portato l'azienda partecipata a mettere in chiaro che, se non interverranno le modifiche indicate, non si potranno portare a compimento i lavori.

Innanzitutto, il Comune deve istituire una struttura dedicata – “conferenza dei servizi” l’ha definita Di Benedetto – in grado di rilasciare velocemente le autorizzazioni richieste; è evidente come gli uffici comunali, dalla ricostruzione pubblica alla viabilità, vadano per conto proprio, rispondendo a logiche interne e non ad una progettualità complessiva, e condivisa, che dovrebbe sottendere alla realizzazione di un’opera unica nel suo genere. In questi anni, l’amministrazione attiva ha preferito non occuparsene: anzi, l’atteggiamento degli uffici comunali è stato poco incline alle aperture verso la Gran Sasso Acqua, come se i sottoservizi non fossero affare loro.

Ciò ha portato a storture incomprensibili: si pensi che 2iReteGas, già nel 2018, aveva presentato un progetto per lo spostamento, a suo carico, della condotta che corre sotto viale della Croce rossa – parliamo della dorsale che alimenta il 70% della città – così da consentire i lavori previsti dal quinto lotto senza che vi fossero interferenze; un progetto presentato di nuovo nel 2020: “una ulteriore comunicazione verrà inoltrata al Comune in questi giorni”, ha sottolineato Bastianelli. Fino ad oggi, e sono passati più di 3 anni, nessuno si è degnato di rispondere: per questo, il quinto lotto è ancora fermo sebbene il contratto con l’impresa Framich sia stata firmato, come gli altri, tra la fine del 2016 e l’inizio del 2017.

D’altra parte, Bastianelli ha ribadito che non è possibile disattivare una rete alimentata per l’obbligo di garantire la continuità d’esercizio: ecco il motivo per cui è necessario installare dei bypass che, tuttavia, hanno un costo che la Gran Sasso Acqua è chiamata a sostenere. Si consideri che, all’indomani del sisma, erano stati disattivati 55 km di rete, oggi ricostruite per il 90%. In questi anni, l’amministrazione attiva avrebbe dovuto lavorare per individuare ulteriori canali di finanziamento per la maxi opera pubblica così da sostenere costi che non erano stati previsti al momento dell’affidamento dei lavori; risorse che, stante le linee di investimento indicate nel Pnrr, potrebbero essere reperite, se soltanto si volesse.

Di qui, la richiesta della Gran Sasso all’amministrazione attiva di una presa in carico del problema.

Non finisce qui.

De Carolis di Enel ha messo in luce come l’azienda abbia già occupato una buona parte dell’infrastruttura realizzata col primo stralcio: tuttavia, “lo smart tunnel non è ancora completato, ci sono impianti da realizzare. Inoltre, c’è la necessità di redigere un regolamento di servizio e di capire chi gestirà l’infrastruttura se è vero che ci sono sversamenti, infiltrazioni d’acqua e così via”. Insomma, l’Enel chiede risposte che non sono mai arrivate.

Così come vanno evidenziate altre criticità: “ci sono tratti del primo stralcio – ha sottolineato De Carolis – che non sono stati completati e sono stati lasciati in stato d’abbandono. Per questo, siamo stati costretti ad installare strutture provvisorie per aria che non possiamo tenere a lungo così. Dunque, vorremmo sapere che cosa intende fare l’amministrazione: i lavori verranno completati? Altrimenti, saremo costretti a realizzare reti interrate”.

De Carolis non si è limitato a mettere in evidenza le strutture sul primo stralcio; per ciò che attiene il secondo, “l’eventuale posa dei cavi di media tensione all’interno di polifore rappresenterebbe, per noi, un problema notevole. Un conto è pensare di realizzare le polifore in brevi tratti dove è impossibile calare lo smart tunnel, altro conto è pensare di rivedere completamente il progetto”.

Più chiaro di così.

Un'altra criticità è stata messa sul tavolo da Ciancarella di Telecom: “A febbraio – ha spiegato – parte il progetto di collegamento Ftth (quello che consente l'arrivo diretto dei cavi della fibra fin dentro casa) delle abitazioni di tutto il Comune, comprese le frazioni. C’è un diniego, però, alla connessione di edifici che rientrano nelle aree dove si dovrà realizzare lo smart tunnel. Purtroppo, però, noi abbiamo tempi stretti per realizzare il progetto: 3 anni. Parliamo di un investimento importante”.

Anche su questo, risposte non sono arrivate.

Ora, le proposte avanzate da Piccinini e Di Benedetto per consentire alla Gran Sasso Acqua di portare avanti i lavori verranno sottoposte all’attenzione del Consiglio comunale; lì si capirà, finalmente – o almeno, lo speriamo – qual è la posizione dell’amministrazione attiva e del sindaco Biondi.

Se il documento verrà bocciato, si tratterebbe di una sfiducia di fatto al presidente della Gran Sasso Acqua e l’esecutivo dovrebbe spiegare alla città i motivi della decisione di lasciare incompiuto il progetto dei sottoservizi, sostituendo lo smart tunnel con le polifore per ciò che attiene il secondo stralcio. Se invece le proposte dovessero essere accolte, allora verrebbe da chiedersi il motivo per cui ci sono voluti quattro anni per ‘prendere di petto’ e affrontare i problemi.

Non resta che attendere. 

 

Ultima modifica il Lunedì, 18 Ottobre 2021 16:57

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