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Lunedì, 08 Novembre 2021 15:48

Legge di bilancio approda in Senato: c'è anche l'istituzione del Centro nazionale del Servizio civile all'Aquila. A regime si prevede una dotazione di 2500 alloggi. Ieri, incontro su Pnrr e fondo complementare

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Approda in Senato la Legge di bilancio 2022 che inizia, così, l'iter parlamentare; la manovra, da 30 miliardi di euro, era stata licenziata il 28 ottobre scorso dal Consiglio dei Ministri. 

Poco meno della metà delle risorse, 12 miliardi, sono destinate ad interventi di riduzione fiscale; tra le misure, alcune modifiche agli ammortizzatori sociali e al reddito di cittadinanza e un addio soft a quota 100, con l'introduzione di quota 102. Sul fronte pensioni, proroga con nuovi requisiti anche per Opzione Donna. Rinnovati i principali bonus edilizi ma arrivano nuovi paletti per il superbonus al 110%.

Con l'articolo 40-quater si prevede l'istituzione del Centro Nazionale del Servizio Civile Universale che avrà sede all’Aquila. Il provvedimento era già stato annunciato: sta dentro il pacchetto di interventi da 1 miliardo e 780 milioni di euro a valere sul fondo complementare al Pnrr destinato ai crateri sismici del 2009 e del 2016.

Il via libera all'istituzione del Centro è arrivato dalla Cabina di coordinamento integrata, presieduta dal Commissario straordinario per il sisma 2016, Giovanni Legnini, e della quale fanno parte il Capo Dipartimento di Casa Italia, Elisa Grande, il titolare della Struttura di missione L'Aquila 2009, Carlo Presenti, i presidenti di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria e i rappresentanti dei Comuni dei due crateri.

Il Centro Nazionale viene istituito "per sostenere le finalità e gli obiettivi assegnati al servizio civile universale e assicurare la compiuta realizzazione del progetto di potenziamento del servizio medesimo previsto nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza".

La scelta della sede - viene specificato - "si inserisce nel percorso volto alla promozione e al sostegno della ripresa e dello sviluppo dei territori abruzzesi colpiti dal sisma del 2009. L’obiettivo generale è quello di dotarsi di uno strumento strategico, quale un Centro Nazionale, in modo da armonizzare i processi di formazione, facilitare e sostenere l’acquisizione di competenze chiave per l’apprendimento permanente dei giovani operatori in termini di soft skills, competenze personali, sociali e di cittadinanza attiva e, al contempo, rafforzare il territorio abruzzese nel suo percorso di crescita e sviluppo a seguito del sisma 2009, facendo leva sulla creazione di un polo di eccellenza quale elemento catalizzatore nel processo di rigenerazione e rivitalizzazione urbana, sociale, culturale e tecnologica della città dell’Aquila e delle aree limitrofe".

Sul provvedimento si è deciso di investire 5 milioni di euro l'anno a decorrere dal 2022.

Nella relazione allegata viene indicato che, "a regime, il Centro Nazionale avrà una dotazione di 2500 alloggi" che dovrebbero essere reperiti, in particolare, nelle palazzine del progetto Case; saranno destinati a ragazze e ragazzi che si alterneranno nell’ambito di un reclutamento nazionale che prevede, per ciascun anno del prossimo triennio, circa 50.000 unità su tutto il territorio nazionale. 

Le modalità di fruizione delle unità immobiliari verranno stabilite per il tramite di specifica convenzione tra il Comune dell’Aquila, la struttura di missione per il coordinamento dei processi di ricostruzione e sviluppo dei territori colpiti dal sisma del 6 aprile 2009 e il Dipartimento delle politiche giovanili e il servizio civile universale della Presidenza del Consiglio dei ministri.

A seguire l'attuazione del progetto sarà Salvo Provenzano, titolare dell'Ufficio speciale per la ricostruzione dell'Aquila.

Più indietro, invece, l'altro intervento annunciato all'Aquila a valere sul fondo complementare al Pnrr, l'insediamento in città di una Scuola tecnico-amministrativa della Pubblica amministrazione: a dirlo è stato Carlo Presenti, ospite nel tardo pomeriggio di ieri dell'incontro promosso dalla deputata dem Stefania Pezzopane proprio per fare il punto sul Piano nazionale di riprese e resilienza e sullo specifico fondo complementare per le aree terremotate, l'unico intervento specificatamente previsto per un territorio particolare.

incontro

Oltre a Presenti, collegato su piattaforma digitale da Roma, all'evento hanno partecipato Giovanni Legnini, Giovanni Lolli, Quirino Crosta e rappresentanti di istituzioni, imprese, categorie e sindacati; in platea, tra gli altri, lo stesso Provenzano, l'ex sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, l'ex presidente del Consiglio comunale Carlo Benedetti, i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci e Americo Di Benedetto, il capogruppo del Pd in Consiglio comunale Stefano Palumbo, il coordinatore dei sindaci del cratere Gianni Anastasio, il segretario generale della Cgil dell'Aquila Francesco Marrelli, il referente cittadino del Movimento 5 stelle Antonio Perrotti, Enrico Perilli e Pierluigi Iannarelli della segreteria di Sinistra Italiana, Massimiliano Mari Fiamma di Apindustria, Ezio Rainaldi di Confindustria, Ettore Perrotti, presidente dell'Ordine dei commercialisti di L'Aquila-Sulmona, Pierluigi De Amicis, presidente dell'Ordine degli ingegneri dell'Aquila, Venanzio Gizzi, presidente di Assofarm, e diversi imprenditori, in particolare del settore edile, tra questi Gianni Frattale, candidato alla successione di Adolfo Cicchetti alla guida dell'Ance.

Legnini e Presenti hanno spiegato come il pacchetto di interventi si articoli su due grandi direttrici, la prima dedicata a “Città e paesi sicuri, sostenibili e connessi”, con una dotazione di 1.080 milioni di euro, la seconda al “Rilancio economico e sociale”, con 700 milioni di fondi disponibili, tutte e due articolate in quattro progetti specifici.

Le risorse sono aggiuntive rispetto a quelle trasversali previste dai progetti nazionali del Pnrr e complementari rispetto a quelle già stanziate per la ricostruzione pubblica e privata.

Nel primo gruppo di misure rientrano l’Innovazione digitale, che punta al potenziamento dell’infrastruttura nelle aree interne, allo sviluppo di piattaforme di servizi con l’uso di nuove tecnologie blockchain per il controllo e la gestione del territorio, il sostegno alle comunità energetiche e alla rifunzionalizzazione degli edifici pubblici, la Rigenerazione urbana e territoriale, dalla riqualificazione delle aree Sae al miglioramento dell’accessibilità e dell’accesso ai beni culturali fino agli interventi sulle infrastrutture, compresi cammini e ciclovie, nonché il progetto relativo alle Infrastrutture stradali e alla mobilità.

Nella seconda linea di interventi ci sono il Sostegno agli investimenti delle imprese, un programma per la promozione di Cultura, turismo, sport e inclusione, uno per la Valorizzazione ambientale, l’economica circolare e il ciclo delle macerie, e la creazione e l’implementazione di Centri di ricerca ed alta formazione per l’innovazione, con la realizzazione dei due centri di alta formazione per la Pubblica amministrazione e per il Servizio civile all’Aquila.

Per l’Abruzzo sono già previsti, tra l'altro, il V lotto della L’Aquila-Amatrice, che quindi procederà oltre Montereale (dove è attualmente il cantiere del IV lotto) e della Pedemontana Teramo-Ascoli.

Qui si può scaricare la scheda sugli "Interventi del PNRR area sisma".

"Siamo chiamati a reagire non solo alla crisi pandemica, ma anche sociale ed economica che, nei nostri territori, si sovrappone all'uscita dall'emergenza terremoto", ha sottolineato Pezzopane introducendo i lavori; "per questo, abbiamo deciso di discutere della grande opportunità rappresentata dal Pnrr in modo aperto e trasparente, insieme a chi dovrà proporre, programmare e scegliere. Abbiamo l'occasione unica ed irripetibile per dare un colpo di acceleratore alla ripresa, ricostruzione e rigenerazione dei nostri territori: è una sfida che va vissuta con spirito innovativo". 

Pezzopane ha ribadito l'urgenza di una "strategia unica" per le aree dell'Appennino centrale colpite dai recenti terremoti, con L'Aquila che può e deve ambire a divenirne 'capitale'; "è per questo - ha ribadito - che abbiamo lavorato ad una governance integrata che, pur tenendo conto delle specificità dei diversi territori, sia in grado di immaginare un futuro possibile per queste aree". Per farlo, è necessario coinvolgere le comunità - ha proseguito Pezzopane - "i sindaci, le imprese, le categorie e i sindacati, come faceva Giovanni Lolli da vice presidente e poi presidente vicario della Giunta regionale, con la convocazione del tavolo della ricostruzione che tanti problemi ha saputo risolvere. Da allora, però, sono mancati momenti di incontro e confronto: non intendiamo rassegnarci, però, non rinunciamo all'idea di costruire un tavolo allargato per discutere dell'utilizzo dei fondi del Pnrr". 

Risorse che, come detto, si aggiungono a quelle trasversali previste dal Pnrr a livello nazionale, a quelle già stanziate per la ricostruzione pubblica e privata e al 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo economico, della vecchia e nuova programmazione: una quantità di soldi enorme per un territorio così ristretto, un'occasione storica per il rilancio dei nostri territori che non si può perdere. 

Sui fondi del 4% per il cratere 2009 si è concentrato Giovanni Lolli: "sono stati già stanziati 319 milioni, 100 milioni nell'aprile 2013 con l'allora governo Monti e altri 219 milioni a valere sui 5 miliardi impegnati sulla ricostruzione dal governo Renzi; di questi, 280 milioni sono stati assegnati (240 dal 2014 al 2019, i restanti 40 col nuovo governo regionale) e 40 restano da assegnare. Ci sono poi ulteriori 100 milioni della nuova programmazione, sui 2 miliardi e 400 milioni garantiti dal governo Conte per i processi di ricostruzione. Parliamo, dunque, di 140 milioni che vanno ancora indirizzati". 

Ma come sono stati spesi i soldi assegnati? "Circa 200 milioni sono andati alle imprese", ha chiarito Lolli; "sono stati sottoscritti 4 contratti di sviluppo da più di 20 milioni - con Dompé, Accord Phoenix, Sanofi e Chimica Bussi - altre risorse sono andati su progetti rilevanti, penso a Darkside con l'Infn e la partecipazione di Università dell'Aquila e GSSI, o al progetto ex Emerge ancora con l'Università per lo sviluppo della guida autonoma. E ancora: 20 milioni sono andati al programma 'Fare centro', altri 20 milioni ai bandi sul turismo. Parliamo di co-finanziamenti che, stimiamo, hanno messo in campo progetti per 450 milioni di euro. Poi ci sono i 13 milioni alla cultura, i 10 milioni per il Pums, 1 milione per la scuola internazionale. Restano 'congelate' altri 4 capitoli di investimento: i 20 milioni per lo sviluppo del Gran Sasso, gli 11 milioni per la ciclovia L'Aquila-Capitignano, i 10 milioni per l'accesso al credito delle piccole e medie imprese che, dopo anni, sono stati sbloccati soltanto in questi giorni, e i 6,5 milioni della riprogrammazione covid di cui non si è speso neanche un euro". 

Stante il quadro d'insieme, Lolli ha inteso tirare le somme per capire cosa ha funzionato e cosa non ha funzionato, così che i prossimi interventi possano essere calibrati in modo migliore: "è fondamentale attivare un tavolo di coordinamento che sia in grado, come abbiamo fatto noi, di stilare un programma chiaro che, auspicabilmente, sia in linea con gli investimenti nazionali. Ciò che va corretto sono i tempi di esecuzione dei progetti, Invitalia ha imposto procedure ugualmente severe che si trattasse di contratti di sviluppo o di progetti da 30mila euro, e vanno poi legati gli investimenti alla creazione di nuovi posti di lavoro: con le misure messe in campo fino ad oggi, non si è colto l'obiettivo".

Ultima modifica il Lunedì, 08 Novembre 2021 23:45

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