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Lunedì, 14 Marzo 2022 18:00

Bignotti: "Approvata istituzione doposcuola in alcune primarie dell'Aquila". Flc Cgil: "Trovata elettorale, arcaico termine da oratorio". Romano: "Persa occasione del Pnrr"

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E' notizia di ieri: la giunta comunale, su proposta dell'assessore alle politiche educative e sociali Francesco Cristiano Bignotti, ha approvato l’istituzione del servizio di doposcuola presso alcune scuole primarie dell’Aquila, accogliendo le proposte dei dirigenti scolastici degli istituti comprensivi “Carducci”, “T. Patini” e “Paganica”.

"Abbiamo raccolto, tramite le scuole, le richieste delle famiglie aquilane, alle quali stiamo dando risposte efficaci con l’ampliamento dei servizi a domanda individuale a cui va ad aggiungersi il doposcuola in alcuni plessi scolastici: un servizio di qualità che consentirà ai genitori di conciliare al meglio le loro esigenze lavorative con quelle familiari, senza il bisogno di rivolgersi a soggetti privati per la custodia dei loro figli al di fuori dell’orario scolastico", ha spiegato l’assessore Bignotti. Che ha aggiunto:

Il sostegno delle attività decentrate rappresenta, d'altra parte, il perno della ripresa delle relazioni sociali nel post-covid e si inserisce negli interventi previsti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza, "che ha tra i propri obiettivi anche quello di favorire il tempo pieno nelle scuole, per superare il divario Nord-Sud. Con questa iniziativa strategica intendiamo supportare i nostri giovani che per primi hanno particolarmente sofferto la chiusura delle attività relazionali e la didattica a distanza”.

Il riferimento al tempo pieno, però, non è piaciuto affatto alla segretaria provinciale della Flc Cgil, Miriam Del Biondo: "Gli alunni e le alunne delle scuole primarie avrebbero nel vero tempo pieno, legge 820 del 1971, quello distrutto dalla riforma Gelmini, la possibilità di vivere la scuola con tempi didattici distesi ed attività diversificate. Avrebbero grandi spazi di socializzazione e non avrebbero il problema dei compiti a casa. Il tempo pieno - ha messo in evidenza Del Biondo - nacque nei primi anni '70 anche per favorire l'occupazione femminile. In Italia è stato poco promosso anche per l'ingerenza della chiesa che riteneva che la scuola non dovesse sottrarre i figli e le figlie alle madri e alle famiglie. Inoltre, il tempo pieno - quello vero - prevedeva il doppio organico e, quindi, non tagliava, ma aumentava posti di lavoro. Il doposcuola, oggi, è un arcaico termine da oratorio anni cinquanta che, se all'epoca aveva un valore, ora è solo una trovata elettorale. Parlare di attività integrative riporta la scuola aquilana indietro di quarant'anni. La stessa scuola aquilana che, nonostante i piani e i ri-piani, non è mai stata ricostruita", l'affondo.

Così come non è piaciuto al capogruppo di Italia viva, Paolo Romano, il richiamo al Pnrr; d'altra parte, il Comune dell'Aquila ha presentato un solo progetto sulla missione 4 del Piano nazionale di ripresa e resilienza che si pone l'obiettivo di potenziare i servizi educativi 0-6 anni, di aumentare il numero di mense e palestre per il tempo pieno a scuola, oltre che della messa in sicurezza degli edifici scolastici.

Le scadenze dei bandi andavano dal 8 febbraio al 28 febbraio per un importo complessivo di 5 miliardi di euro di cui:

  • 800 milioni per la costruzione delle nuove scuole;
  • 3 miliardi per il potenziamento dell’offerta dei servizi educativi 0-6 anni (2,4 miliardi per gli asili nido e 600 milioni per le scuole dell’infanzia);
  • 710 milioni per la realizzazione di scuole moderne e la riqualificazione del patrimonio esistente.

Come detto, L'Aquila ha presentato un solo progetto, per la ristrutturazione della scuola dell'infanzia 1° maggio di Pile.

"L’amministrazione vuole far credere ai cittadini che sia una cosa stupefacente l’avvio della programmazione del doposcuola; peccato che nelle altre grandi città - per non parlare dei capoluoghi di regione - si parla di potenziamento del servizio, non di 'avvio'", le parole di Romano a NewsTown. "I fondi del Pnrr avrebbero dovuto dare al mondo scolastico una visione culturale nuova, lo dice lo stesso assessore Bignotti, e io sono d’accordo con lui; peccato che è lo stesso Comune dell’Aquila che non ha inteso cogliere l’occasione non partecipando ai bandi ministeriali della missione 4; questo lassismo amministrativo e politico è il chiaro sintomo di una mancanza di programmazione quinquennale, dunque del percorso claudicante dell’assessore Bignotti e della Giunta Biondi".

Basti pensare che per il servizio delle mense scolastiche il Comune dell’Aquila impiega buona parte delle risorse che il Governo ci riconosce per le minori entrate e le maggiori spese: "con il Pnrr si sarebbe potuto agire strutturando ben altre azioni". Oppure si pensi alle maestre dell’AFM che "da anni attendono l’adeguamento contrattuale: rischiano che la consiliatura finisca senza vedere realizzate le promesse fatte. Il doposcuola così come strombazzato dall’amministrazione assomiglia solo a una trovata elettorale per nascondere ritardi e fallimenti. La verità è che non sono riusciti a dare al capoluogo di regione quel ruolo di capoluogo di servizi che tutti si sarebbero aspettati dopo la manna dei finanziamenti sul Pnrr e adesso non resta che gettare fumo negli occhi dei cittadini".

Ultima modifica il Lunedì, 14 Marzo 2022 23:21

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