Lunedì, 11 Agosto 2014 16:37

Sisma: indagine UE su aiuti di Stato, Regione chiede incontro con il Governo

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Il vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli Il vice presidente della Giunta regionale Giovanni Lolli

La Regione chiederà un incontro urgente a Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del consiglio dei Ministri - Dipartimento per le Politiche Europee, per valutare direttamente la natura della richiesta della Commissione europea sugli Aiuti di Stato connessi al terremoto del 2009.

Lo ha assicurato il vicepresidente Giovanni Lolli ai rappresentanti delle forze economiche, sociali, imprenditoriali e professionali dell'area del cratere incontrati stamani nella sede della Regione Abruzzo a Palazzo Silone.

"La questione è molto delicata - ha spiegato Lolli - perché il Governo, su richiesta della Commissione europea, vuole avere la documentazione contabile di aziende e privati con partita Iva relativa ai danni subiti e altre compensazioni ricevute. Il totale delle agevolazioni fiscali e contributive si aggira intorno a 180 milioni di euro. Stiamo parlando di numeri rilevanti - ha detto Lolli - perché ci sono qualcosa come 3.585 beneficiari, di cui 115 imprese, che hanno ottenuto agevolazioni superiori al 'de minimis' (200 mila euro, ndr) e altri 17.493 beneficiari al di sotto di quella soglia".

Da qui la necessità di "avere una interlocuzione diretta e immediata con il Governo" prima di avviare la procedura di ricognizione contabile così come chiede la Commissione e di inviare, entro il 4 settembre, qualsiasi documento così come richiede il Governo.

"Con il Sottosegretario Giovanni Legnini e la senatrice Stefania Pezzopane - ha detto Lolli - chiederemo a Gozi se questo tipo di accertamento è stato avviato anche per tutte le altre regioni colpite da calamità naturale e se la documentazione richiesta fa riferimento solo alle aziende del cratere che hanno avuto agevolazioni superiori alla soglia del de minimis".

L'indagine disposta dalla Commissione europea nasce dal fatto che l'agevolazione fiscale non ha stabilito alcun nesso tra l'aiuto concesso e il danno subito a seguito del terremoto e quindi la ricognizione servirebbe ad individuare aziende che, da tale abbattimento, hanno ottenuto benefici economici superiori ai danni subiti.

Il Governo italiano, infatti, ha concesso agevolazioni fiscali con la legge 183/2011, prima della formale notifica alla Commissione avvenuta nel luglio 2012.

"E' una circostanza che dobbiamo assolutamente scongiurare - ha concluso il vicepresidente Lolli - perché significherebbe chiedere alle aziende del territorio di ridare indietro liquidità in un momento così drammatico per la nostra economia".

Ezio Rainaldi, Confindustria: "Imprenditori non pagheranno"

“Un po’ in sordina e in un periodo in cui tutti sono in ferie, il governo Renzi ha riaperto la madre di tutte le battaglie, la vertenza sulla restituzione di tasse e contributi sospesi dopo il sisma del 6 aprile 2009. Noi imprenditori del ‘cratere’ saremo al fianco dell’esecutivo nella lotta contro l’Europa, ma se si perde non potremo essere noi a restituire fondi, sarà il governo a essere responsabile”.

Così il delegato di Confindustria L’Aquila in materia di ricostruzione, Ezio Rainaldi, prende posizione a seguito della diffusione della notizia di una lettera inoltrata da Sandro Gozi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Politiche europee, per richiedere  la documentazione contabile di aziende e privati con partita Iva relativa ai danni subiti e altre compensazioni ricevute.

Le norme comunitarie, infatti, prevedono aiuti di Stato solo a imprese che abbiano subito danni direttamente collegati a catastrofi naturali come il terremoto. In caso di illegittimità accertata, potrebbe chiedere la restituzione al 100% in tutti gli altri casi, ipotesi per cui si battono imprenditori e categorie.

La novità è venuta fuori in un vertice tra le associazioni di categoria e il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, al quale ha preso parte il direttore di Confindustria L’Aquila, Carlo Imperatore.

“Noi imprenditori abbiamo avuto l’unico vero aiuto dallo Stato 5 anni fa attraverso una legge, la cosiddetta ‘legge Letta’, che fissa la restituzione abbattuta al 40% per tutti - ricorda Rainaldi - Lo stesso Lolli più volte ha difeso questa legge da emendamenti che volevano bypassarla o sopprimerla”.

“Chiamarci in causa ora e dirci ‘difendiamoci, se si perde poi si restituisce quanto si è ricevuto’, per noi è inaccettabile. Se si perde si dovrà pagare, ma non possono essere gli imprenditori a pagare, dopo 5 anni sarebbe una definitiva condanna del tessuto economico e produttivo di questo territorio”, prosegue.

Per il delegato alla Ricostruzione, “non dobbiamo difenderci da alcuna accusa: non accettiamo in partenza la domanda che ci pone l’Europa, se la ‘legge Letta’ fosse propria o impropria e, quindi, rifiutiamo ab origine l’ipotesi di un’infrazione”.

Da Rainaldi anche un avvertimento agli enti locali. “Staremo a fianco dei nostri governanti, che fa bene a sollevare il problema della disparità con altre situazioni simili, ma non ci devono utilizzare come una testa di ariete che poi resta ferita dopo aver sfondato la porta. Siamo al di sopra di qualsiasi risultato che venga dalla vertenza del governo contro la Ue. Non possiamo essere noi a pagare”.

 

Guido Liris: "Il governo Renzi, killer dell'economia locale"

"Sulla restituzione delle tasse del cratere, il governo Renzi si comporta da 'killer' esattamente come l'esecutivo guidato da Mario Monti".

È quanto afferma il vice presidente regionale di Forza Italia, Guido Liris, capogruppo dello stesso partito nel Consiglio comunale dell'Aquila, in riferimento alla richiesta avanzata da Roma alle imprese di dover dimostrare il nesso di causalità tra benefici ottenuti e danni subiti a seguito del sisma del 2009.

"Dai tecnici ai politici poco sembra essere cambiato: si vuole la morte dell'economia locale con il rimborso al 100% dei contributi sospesi, in ossequio alle norme cervellotiche dei burocrati della Commissione europea", prosegue Liris.

"In questo modo, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, tra un selfie e l'altro, nuova moda dei maggiorenti del Partito democratico - attacca l'esponente forzista - dimostra di essere più sensibile ai diktat di Bruxelles che non alle esigenze di un territorio martoriato all'interno del quale si trova una delle più importanti città del Paese in termini di arte e storia".

"Le avvisaglie, in realtà, erano già nell'aria - sottolinea Liris - nel momento in cui ha annunciato di non volersi fare dettare l'agenda dalla Ue ma poi ribadendo l'intangibilità del feticcio del rapporto deficit/Pil al 3% che stronca le speranze di nuovi investimenti per le zone colpite dalle calamità".

"Oggi i timori sono diventati certezze - prosegue - nel momento in cui un sottosegretario del suo governo torna alla carica nel richiedere alle nostre aziende, a distanza di cinque anni, di dimostrare che quelle agevolazioni sono state meritate".

"Renzi non ha mai trovato un'ora del suo tempo per venire all'Aquila - ricorda Liris - Renzi si è dimostrato sordo alle grida d'aiuto provenienti dai sindaci del nostro territorio, alcuni suoi sodali abruzzesi avevano promesso massima attenzione e certezze di finanziamento per L'Aquila e i 56 comuni del cratere: finora, però, si sta dimostrando solo un istrionico bugiardo".

"Tra l'altro - aggiunge - nella quasi indifferenza dei democrat aquilani, che si limitano a timidi sussurri: un trattamento nettamente più benvolente di quello riservato ai governi Berlusconi e Letta".

"Se queste sono le premesse, quindi - conclude Liris - i timori per il futuro sono più che fondati. Renzi all'Aquila in autunno? Se il suo biglietto da visita è questo troverà una accoglienza adeguata: il premier non dimentichi che l'abbattimento delle tasse gli aquilani se lo sono preso con la manifestazione dei 20 mila sulla A24 e non sono disposti a tornare indietro".

 

 

 

Ultima modifica il Martedì, 12 Agosto 2014 12:26

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