Stampa questa pagina
Lunedì, 02 Marzo 2015 22:53

Frattale: "Sottoservizi non a rischio ma il cantiere più grande d'Europa ha fallito"

di 

Non è un momento semplice per la ricostruzione e le imprese ad essa legate. E' notizia degli ultimi giorni il controverso fallimento della Edimo Spa, dello stesso gruppo di Taddei Spa, e il concordato chiesto dalla Acmar.

Sia Taddei ( al 38%) che Acmar ( al 42%) insieme ad Edilfrair (con il 20%), fanno parte della società consortile Asse Centrale Scarl, che si è aggiudicata il più grande appalto pubblico legato alla ricostruzione: quello dei sottoservizi.

NewsTown ha intervistato proprio il numero uno di Edilfrair Gianni Frattale, presidente dell'Associazione nazionale costruttori edili (Ance) dell'Aquila. Lo abbiamo sentito al telefono al ritorno da Nizza, "costretto" a lavorare anche all'estero "per creare indotto economico". Il presidente dell'Ance non si ritiene preoccupato per l'inizio lavori dei sottoservizi, ma si scatena contro la politica per i ritardi nei pagamenti e nelle nomine della governance legata alla Ricostruzione.

Presidente, questi fallimenti potrebbero far ritardare ancora l'inizio dei lavori per i sottoservizi?

Il fallimento della Edimo Spa come quello della Acmar, non influirà assolutamente con l'inizio dei lavori dei sottoservizi che sono gestiti dalla Scarl, società consortile indipendente, per così dire, dalle società da cui è costituita, con un suo consiglio d'amministrazione. Eventualmente, per problemi interni si può cambiare il membro del consiglio d'amministrazione ma non si può bloccare l'appalto, nella maniera più assoluta. Anche perché non incassano nemmeno le società, incassa la Scarl come se fosse un'altra società con mezzi propri, affidamenti propri e gestione propria. Basti pensare che questa Scarl ha una sua rappresentanza tecnica operativa da ben sette mesi a L'Aquila, con uffici in Viale Duca degli Abruzzi. Lì ci sono un direttore tecnico e uno operativo, un capo cantiere, un contabile ed altre figure che si recano al proprio posto di lavoro da ben otto mesi, non da ieri.

A cosa sono dovuti i ritardi e quando inizieranno i lavori?

Non ci sono ritardi, in quanto sono stati necessari tempi tecnici per tutti gli interessati al tavolo di lavoro per definire e approvare il progetto e rispettare gli interessi dei vari Enti come la Valutazione d'impatto ambientale, la Soprintendenza, il Comune e quant'altro. Adesso si sta ultimando l'iter di queste approvazioni e l'inizio lavori è in programma ad ore, al massimo a giorni. Per me non ci sono scuse per non iniziare... ho convocato un consiglio giovedì dove faremo il quadro della situazione e metteremo a punto l'organizzazione per l'inizio dei lavori.

Crede potrebbero esserci dei ritardi legati al rinvenimento di reperti archeologici, visto che lavorerete a stretto contato con due archeologi?

No, in qualsiasi opera pubblica dovrebbero esserci archeologi. Mi sono ritrovato in altre circostanze, per lavori importanti fuori L'Aquila, con la loro presenza: si scava e loro verificano, ma non è che sotto L'Aquila ci siano catacombe. E poi sia chiaro: il cantiere si sviluppa lungo 15 Km, ammesso ci sia un problema legato al rinvenimento di reperti, si circoscrive quell'area e si aprono nuovi fronti. Poi si affronta il recupero di quanto scoperto dagli archeologi, ma senza ritardi.

Ma cosa pensa sia successo ad una realtà importante nel panorama edilizio locale come la Edimo?

E' sofferente per tutte le vicissitudini dei mancati incassi, ritardi nell'inizio di altri lavori e quant'altro. Adesso aspettiamo di vedere quanto è successo realmente e capire quale sarà l'impostazione del curatore fallimentare.

Non è un periodo semplice nel complesso per la ricostruzione e lo stato di salute delle imprese lo testimonia. Cosa sta succedendo?

E' tutto bloccato da cinque mesi e mi meraviglia il fatto che alcuni adesso cadano dalle nuvole, come se non lo sapessero. Ma perché ogni giorno dobbiamo stare a pietire e raccomandarci affinché ci facciano i pagamenti che ci spettano? Cosa dobbiamo fare, andare fuori il Comune e fare da zerbini? Quando ci sono i ritardi è tutto l'indotto che non funziona. D'altra parte, si devono pagare le tasse: se avanziamo, l'IVA non ce la rimborsano, però dobbiamo pagarla. E' tutta un'impostazione generale dello Stato che non funziona, ci stanno affossando. Gli Enti locali non funzionano, ma non tanto per una mancanza di personale, bensì per un problema politico. Cosa ci metteva il Comune dell'Aquila a trasferire dieci persone all'Usra per licenziare i Sal? Si deve sempre arrivare alla catastrofe per poi far finta che nessuno sapeva nulla. Vogliamo parlare dell'appalto delle 201 a Pettino? Il gruppo Edimo l'ha demolito avviando i lavori per un milione e poi non ci sono i finanziamenti. Quante persone, quanti fornitori non vengono pagati a causa dei mancati pagamenti? Il fatto è che da parte della politica, oltre le belle parole di facciata, non c'è la volontà. Ogni frase è rivolta ad un interesse politico e non a quelle che sono le reali esigenze imprenditoriali e del territorio.

Dalle sue parole la prospettiva non sembra essere rosea...

Non lo è mai stata e non lo sarà tant'è che io me ne sono andato a lavorare all'estero per creare un indotto economico, sto tornando da Nizza in questo momento...

Ma come, per un'impresa come la sua non basta il cantiere più grande d'Europa?

Il cantiere più grande d'Europa ha fallito, non è mai esistito, non c'è. E' possibile che per le nomine della governance si debbano aspettare sette mesi, un anno? Noi abbiamo fatto un lavoro da 350mila euro col Mibact, è un anno che ancora non si fa il Sal e ancora non prendo i soldi perché non c'è neanche la direzione del cantiere, nulla. Tutti soldi con cui pagare stipendi. E non mi si venga a dire che non si sapeva, il punto è che a L'Aquila il sistema non funziona.

Ma fino a quando le figure della governance erano al proprio posto, e con Aielli a capo dell'Usra e Magani al Mibact, la macchina funzionava?

Con Aielli fino ad un certo punto la macchina girava, ma qui si tratta del Comune e del Governo che devono fare le nomine. Leggevo che è stato finalmente nominato anche il nuovo direttore regionale dei Beni culturali al posto di Magani, che è andato via lo scorso maggio. Il programma 2014, con appalti da 100milioni circa, è tutto bloccato e il programma 2015 è già ugualmente bloccato. E' possibile che anche arrivino i soldi devono metterli in cassa ad aprile-marzo e noi perdiamo cinque mesi di stagione favorevole? Se la politica non lo capisce, allora è il caso che si facciano dei corsi d'addestramento.

Anche il nuovo capo dell'Usra è di recente nomina, che idea si è fatto di Fabrizi?

Ho conosciuto Fabrizi. E' una persona tecnica e competente, che è anche delle nostre parti, e dovrebbe già conoscere il territorio perché è stato già all'Aquila nel provveditorato alle opere pubbliche. Ci auguriamo capisca le problematiche che ci attanagliano in questo territorio. 

Ultima modifica il Martedì, 03 Marzo 2015 17:24

Articoli correlati (da tag)