Martedì, 10 Marzo 2015 10:57

Metanodotto Snam, il consigliere regionale Ranieri (M5S): "Opera pericolosa e inutile"

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Gianluca Ranieri Gianluca Ranieri

L’opera Snam è uno scempio e finalmente se n’è accorta anche la Regione. Il Movimento Cinque Stelle Abruzzo, da sempre schierato in prima linea contro quest’opera inutile che causerà enormi problemi al territorio Abruzzese: ci riteniamo soddisfatti di come le numerose proteste e richieste dei cittadini abbiano avuto seguito nelle parole dell’Assessore Mazzocca che ha deciso, forse non troppo tardi, di prendere la posizione che è stata da noi più volte richiesta ad una Regione che si dice attenta al territorio”.

Lo afferma il Consigliere regionale del M5S Gianluca Ranieri.

“Nei giorni scorsi – continua - la giunta abruzzese ha ribadito il diniego all’intesa per l’opera Snam deliberando che ‘gli scavi necessari per la posa in opera dei giganteschi tubi richiedono servitù per una estensione di 40 metri, 20 m per lato, e rappresenterebbero un elevato consumo di territorio ed un serio ostacolo ad una corretta pianificazione urbanistica con limiti e danni alle attività agricole. E’ il primo passo di una battaglia che noi del Movimento Cinque Stelle Abruzzo continueremo a combattere, sperando che l’azione della Regione non si esaurisca con una delibera, ma che impedisca effettivamente la costruzione di un metanodotto che non deve essere costruito sul territorio regionale".

"La Snam è da combattere con caparbietà e consapevolezza perché l’opera è inutile e altamente impattante. Sono 26 i Comuni interessati dal passaggio dei tubi tra Abruzzo, Umbria, Marche, Lazio e dei 18 comuni abruzzesi metanodottizzati, 17 sono nella provincia dell’Aquila attraversata per oltre 103 km dal tracciato: L’Aquila, Sulmona, Pratola Peligna, Roccacasale, Corfinio, Collepietro, Navelli, Caporciano, San Pio delle Camere, Prata d’Ansidonia, San Demetrio néVestini, Poggio Picenze, Barisciano, Pizzoli, Barete, Cagnano Amiterno e Montereale".

"Il metanodotto si snoda lungo le depressioni dell'Appennino centrale, uno dei territori che sull'intera penisola spicca per l'elevato rischio sismico, correndo in parallelo e intersecando le numerose faglie che si diramano nelle località dell'Aquilano".

"La memoria ci riporta al disastroso sisma del 6 aprile 2009 (ma non dimentichiamo neanche quelli di Umbria e Marche del 1997). Al rischio sismico va aggiunto quello ambientale e paesaggistico dei territori interessati, in alcuni casi si andrebbero a cancellare per sempre aree di interesse archeologico, a sconvolgere antichi tratturi, boschi e foreste secolari, numerosi corsi d'acqua. L’opera provocherà una alterazione profonda ed irreversibile degli habitat e degli equilibri naturali e di sicuro non può conciliarsi con il progetto A.P.E. (Appennino Parco d'Europa)".

"Questi sono i rischi ed i problemi che un impianto simile comporterebbe, per cui la questione merita di essere valutata in maniera adeguata. Le decisioni assunte nella riunione con i rappresentanti delle altre regioni nonché il documento dei Comuni interessati che evidenzia il loro parere contrario sull'opera sono tutti elementi che comprovano come l’Abruzzo voglia dire no compattamente alla Snam. Una vicenda che investe i temi della tutela ambientale, della sicurezza sismica e, più in generale, il futuro di interi territori. Il Movimento Cinque Stelle vigilerà costantemente sullo svolgersi delle attività della regione poiché è importante che i cittadini siano tutelati da queste macro strutture che nulla di buono portano al territorio. ‘Io la mia terra la difendo’, mai come oggi il Movimento Cinque Stelle Abruzzo grida a gran voce queste parole”.

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