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Martedì, 14 Aprile 2015 10:06

Sanità, guerra aperta su punti nascita e Pronto Soccorso da ridimensionare

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"Se il Presidente della Regione D'Alfonso pensa di poter ignorare il voto del Consiglio regionale in merito ai Punti nascita abruzzesi, come ha chiaramente e più volte lasciato intendere, allora sarà guerra su tutta la linea: in aula si prepari alla battaglia perché da questo momento sarà muro contro muro, non gli permetteremo di approvare più una sola delibera. E intanto, stamane, ho presentato, come primo firmatario, anche la richiesta di convocazione di una seduta urgente del Consiglio regionale per conoscere la verità sulla paventata chiusura dei Pronto soccorso in ben 8 ospedali abruzzesi, richiesta sottoscritta dall'intera opposizione".

E' la dichiarazione del capogruppo di Forza Italia alla Regione Abruzzo, Lorenzo Sospiri, in riferimento ai lavori odierni del Consiglio regionale che si è svolto, di nuovo, in un clima arroventato: fuori i cancelli, infatti, centinaia di cittadini abruzzesi hanno manifestato avverso le decisioni della giunta di centrosinistra. 

E' guerra aperta sulla chiusura dei punti nascita, già stabilita dal cronoprogramma condiviso tra il commissario ad acta alla sanità, Luciano D'Alfonso, l'assessore Silvio Paolucci e i tecnici del Ministero. 

Il rispetto degli impegni assunti significherà, per Regione Abruzzo, l'uscita dal commissariamento già in autunno, con una premialità di 31milioni di euro. Il costo, però, è altissimo: chiusura dei punti nascita di Sulmona, Atri, Penne e Ortona, appunto, oltre al ridimensionamento dei pronto soccorso. La riorganizzazione punta ad aperture 24 ore su 24 solo per i centri di prima assistenza che insistono su ospedali che consentano interventi immediati in tutti i casi di codice rosso, i più gravi. Altrove, i pronto soccorso saranno aperti da 6 a 12 ore al giorno e serviranno per stabilizzare le condizioni del paziente prima di trasferirlo nell'ospedale più vicino. 

"Restiamo allibiti dinanzi all'arroganza dimostrata dal Presidente D'Alfonso e da parte della sua maggioranza che hanno ufficializzato addirittura le date di chiusura dei punti nascita in Abruzzo - ha sottolineato Sospiri -: essere stato eletto al governo di un territorio non significa poterne disporre a proprio piacimento, ignorandone le istanze e le esigenze, muovendosi come un carro armato e schiacciando le volontà di migliaia di cittadini che gli hanno espresso chiaramente, sia dentro che fuori dell'aula del Consiglio regionale, la loro contrarietà a quelle chiusure, motivando anche bene e senza possibilità di replica il proprio dissenso".

Le scelte della Giunta di centrosinistra avranno ripercussioni politiche difficili da decifrare, almeno per ora. Infatti, anche la maggioranza è in fibrillazione: il centrosinistra è stato battuto sul voto alla risoluzione presentata dalle opposizioni per evitare la chiusura dei punti nascita, con il voto 'dissidente' dei consiglieri Pietrucci e Monticelli (Partito Democratico), Gerosolimo, e Olivieri (Abruzzo Civico) che hanno fatto infuriare il presidente della Giunta regionale. Come non bastasse, Abruzzo Civico ha mantenuto nei giorni scorsi una posizione di forte contrapposizione alle scelte del centrosinistra al governo, denunciando la mancata programmazione e condivisione della riorganizzazione dell'assetto sanitario regionale. 

E stamane, a margine del Consiglio regionali, i consiglieri dissidenti hanno trasmesso una nota al presidente della Giunta regionale: "Egr. Presidente - si legge - in data 9/04/2015, in occasione della seduta di Consiglio Regionale, sono state approvate a maggioranza due risoluzioni inerenti i punti nascita. La prima prevede la sospensione del decreto commissariale n.10/2015, la seconda il riesame dello stesso. Naturalmente le due risoluzioni sono complementari tra loro, poiché un atto che esplica già i suoi effetti per essere riesaminato va prima sospeso. Siamo certi che darà senz’altro seguito a quanto stabilito dall’ Assemblea regionale, attraverso un’azione di concertazione, finalizzata al raggiungimento di soluzioni compatibili con i bisogni e le necessità indicate nelle risoluzioni. La salutiamo con la consueta cordialità".

In un clima di forte tensione politica, il centrodestra ha deciso di appellarsi al senso di responsabilità del Presidente del Consiglio Di Pangrazio, "al quale chiediamo - hanno detto Lorenzo Sospiri e Mauro Febbo - che ponga in essere tutti gli atti necessari per dare attuazione alla risoluzione approvata democraticamente dall'Assemblea. Se cosi non dovesse essere il Presidente dell'assise vestirà ancora una volta i panni e il ruolo di consigliere di maggioranza e non di arbitro assumendosi tutte le conseguenze del caso".

I forzisti Febbo e Sospiri hanno ribadito come "anche nella risoluzione votata dalla maggioranza di centrosinistra si mette in evidenza la necessità di un riesame di tutto il procedimento. Quindi anche il Commissario ad acta e l'Assessore alla Sanità votando la risoluzione del centrosinistra hanno riconosciuto che il tema è di assoluta rilevanza e per questo va approfondito e riesaminato attentamente".

Poi, l'avvertimento: "Non resteremo a guardare silenti che anche la rete delle emergenze urgenze venga stravolta con la chiusura dei Pronto Soccorso. Se il consiglio non è tenuto in considerazione per noi ogni legge sarà campo di battaglia per difendere e l'Abruzzo e la dignità del Consiglio".

Sul punto, pronta la replica del centrosinistra al governo. "Non costituisce oggetto dell'agenda politica regionale il 'taglio' dei Pronto Soccorso e dei Punti di Primo Intervento, semmai si intende investire nelle reti di emergenza urgenza, soprattutto nelle aree interne d'Abruzzo". A dichiararlo, il consigliere regionale Maurizio Di Nicola, segretario della Quinta Commissione consiliare e l'assessore regionale alla Salute, Silvio Paolucci. "Gli investimenti - affermano - riguardano i 10 milioni di euro per nuove postazioni del 118 (ovvero 20/25 postazioni aggiuntive rispetto a quelle attuali), i 10 milioni già investiti su servizi di telemedicina e, in più, la dotazione di 1 defibrillatore per ogni comune della regione - rilevano ancora Di Nicola e Paolucci -. Inoltre, siamo impegnati a ricercare le condizioni giuridicamente sostenibili per la salvaguardia dei Punti nascita, che afferiscono a territori caratterizzati da peculiari condizioni orografiche e viarie. Riteniamo, infatti, che è necessario sviluppare azioni per mettere in sicurezza il percorso nascita delle cittadine abruzzesi e non - sottolineano, infine - ma dobbiamo saper evitare che la distanza dai presidi erogatori di questa prestazione sanitaria diventi un pericolo maggiore di quello che si intende eliminare".

 

 

Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2015 16:32

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