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Martedì, 14 Aprile 2015 15:36

Regione, via libera a risoluzione contro 'Ombrina'. D'Alessandro: "Centrodestra è fuggito"

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Il Consiglio regionale, nella seduta odierna, ha approvato una serie di risoluzioni.

La prima riguarda l’ospedale di Atessa e impegna il Presidente della Giunta a riaprire il tavolo delle trattative con il Comune, la Asl e la Regione, per definire il futuro del presidio ospedaliero della città. Contestualmente si chiede di riconvocare il Collegio di direzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti per riesaminare il provvedimento dirigenziale che ha sospeso l’attività chirurgica nel nosocomio.

"La preoccupazione dei cittadini e delle istituzioni locali - ha inteso sottolineare il Presidente della Quinta Commissione consiliare, Mario Olivieri (Abruzzo civico), primo firmatario della risoluzione - era divenuta forte in seguito alla sospensione dell’intera attività operatoria dell’Ospedale, il 7 aprile scorso, su decisione del Direttore generale della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro. Già mesi fa, il Presidente della giunta si era impegnato ad aprire un tavolo di discussione con i rappresentanti del comune di Atessa e della ASL. Confronto al quale, tuttavia, non è stato mai dato un effettivo seguito". La proposta ha ricevuto il sostegno di tutta la maggioranza, del Movimento 5 Stelle e di Forza Italia. "Questo è il primo passo per riaprire la discussione sul futuro del P.O. di Atessa e per il riesame del provvedimento di chiusura del blocco operatorio", ha sottolineato Olivieri. "L’approvazione della risoluzione rappresenta la naturale conseguenza dell’impegno dei rappresentanti regionali per escludere la chiusura dell’ospedale e per individuare soluzioni alternative alla volontà del Ministero".

Via libera anche alla risoluzione contro Ombrina Mare, in cui si chiede a D’Alfonso di attivarsi per accelerare la conclusione della perimetrazione dell’istituendo Parco nazionale della Costa Teatina, oltre a intervenire presso i Ministeri competenti per bloccare i decreti di compatibilità ambientale sia per Ombrina Mare, sia per Elsa 2. In caso contrario, la Regione proporrà ricorso al Tar del Lazio. Ma nel documento si invita anche il Governo nazionale a emanare un decreto legge che modifichi la nuova versione del Codice dell’Ambiente, reintroducendo il limite delle 12 miglia dalla costa per l’insediamento di impianti di estrazione petrolifera.

"Oggi in Consiglio è stato svelato il grande inganno su Ombrina Mare. All’improvviso tutto il centrodestra è fuggito dall’aula per non partecipare alla votazione che diceva ‘no’ a Ombrina e ‘sì’ al Parco nazionale della Costa Teatina". A diro, il Consigliere regionale del PD, Sottosegretario alla Giunta, Camillo D’Alessandro. "Ha votato a favore solo il M5S – ha spiegato D’Alessandro – mentre il centrodestra, con il suo atteggiamento, ha dimostrato di essere favorevole agli insediamenti petroliferi, lasciando i banchi per non esprimere il proprio dissenso. Noi lo sapevamo e li abbiamo scoperti, facendo crollare il muro delle menzogne che si sono susseguite in questa ‘giostra’. La maggioranza e il governo del Presidente Luciano D’Alfonso ha sempre detto ‘no’ alle piattaforme petrolifere, presentando anche due ricorsi alla Corte Costituzionale contro i provvedimenti che hanno dato il via libera a Ombrina".

Pronta la replica, piccata, del centrodestra in Consiglio regionale, affidata a Mauro Febbo. "Il sottosegretario Camillo D'Alessandro prima di lasciarsi andare a delle dichiarazioni prive di significato e di qualsiasi fondamento politico, farebbe bene a guardarsi allo specchio e contare fino a dieci poiché la nostra non presenza in aula voleva sottolineare proprio la loro tardiva e insignificante risoluzione inerente il problema di Ombrina Mare, cioè aver messo una pezza a colori".

Febbo ha ricordato che "solo qualche giorno fa la stessa maggioranza aveva respinto la nostra risoluzione, depositata con ben sette giorni di anticipo, dove si impegnava in maniera concreta il Presidente della Giunta ad attivarsi presso la competenti sedi ministeriali al fine di scongiurare definitivamente una deriva petrolifera. Visto che anche lo stesso Ministro all'Ambiente Galletti ha dichiarato ufficialmente che l'installazione di Ombrina Mare e delle altre perforazioni continuano il loro iter e non verrà fermato neanche dalla costituzione e perimetrazione del Parco della Costa Teatina, ormai divenuto inutile. Inoltre D'Alessandro mente sapendo di mentire, poiché anche lui è consapevole dell'inutilità del ricorso presentato dalla Regione alla Corte Costituzionale, poiché riguarda le competenze che aveva la Regione sugli impianti a terra e che al 31 marzo scorso saranno definitivamente decadute anche sui progetti in itinere. Infatti – ha rimarcato Febbo - lo 'Sblocca Italia' esclude le Regioni dalle concessioni a terra per gli idrocarburi e rende il ricorso inefficace visto che il Governo Renzi ha avviato anche il percorso di modifica del Titolo V della Costituzione, togliendo alle stesse amministrazioni regionali anche le competenze in materia di trasporto delle energie, come il metanodotto Snam. Pertanto la nostra posizione – ha concluso il consigliere regionale forzista - rimane quella di sempre e coerente da 14 anni, ossia no al Petrolio e no al Parco, mentre il Partito Democratico è ondivago: a livello nazionale è a favore delle trivelle, mentre in Regione Abruzzo ha posizioni contradditorie e diverse, a seconda dell'esponente politico. E lo stesso vale per il Parco, visto e considerato che i Sindaci del PD che si dichiarano favorevoli, a oggi, ancora non approvano nessuna perimentrazione: neanche quella presentata dal Commissario De Dominicis".

Una terza risoluzione riguarda l’iniziativa, presso il Governo nazionale, per ottenere il ripristino dell’esenzione dal pagamento del pedaggio autostradale (come avveniva fino allo scorso 31 dicembre) per i mezzi delle organizzazioni di volontariato. Il Consiglio ha chiesto al Presidente e alla Giunta anche di attivarsi, presso il Presidente del Consiglio dei Ministri, per scongiurare la soppressione del Corpo Forestale dello Stato, che al contrario dovrebbe essere potenziato. Un altro documento è sulla Casa di riposo Sant’Onofrio di Vasto, ospitata in un edificio del Quattrocento. Viene chiesto alla Regione di verificare la disponibilità di fondi per consentire gli urgenti lavori di adeguamento della struttura, così da scongiurarne la chiusura e il trasferimento degli anziani ospiti.

L’ultima risoluzione, infine, riguarda i danni provocati dal maltempo delle scorse settimane, che hanno provocato frane e smottamenti in numerosi Comuni. Nel documento si impegna la Giunta regionale a “proseguire nel lavoro già avviato, nonché a porre in essere ogni ulteriore iniziativa diretta a fronteggiare la situazione di criticità del rischio idrogeologico in ogni Comune colpito”. 

Ultima modifica il Martedì, 14 Aprile 2015 16:05

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