Mercoledì, 29 Aprile 2015 11:58

Il sindacato dei dirigenti regionali contrario alla proposta di riorganizzazione dell'ente

di 
La sede della Regione Abruzzo all'Aquila La sede della Regione Abruzzo all'Aquila

"Alla seconda riorganizzazione in sei mesi della Giunta Regionale non si può che rimanere sorpresi dalla permanenza dell'assenza di un disegno strategico complessivo per governare la struttura regionale". Ad affermarlo, in una nota, è la Federazione nazionale dei dirigenti e dei quadri direttivi delle Regioni. In sostanza Direr, il sindacato dei dirigenti e dei quadri della Regione Abruzzo.

Il sindacato DIRER è contrario al disegno di riforma presentato, e "fortemente preoccupato perché, se venisse approvato, non potrebbe che aggravare il grande disagio in cui quotidianamente lavora la classe dirigente ed i dipendenti regionali tutti, con pesanti ricadute sui servizi ai cittadini e sull'intera comunità abruzzese".

La nota completa del Direr

Alla seconda riorganizzazione in sei mesi della Giunta Regionale non si può che rimanere sorpresi dalla permanenza dell'assenza di un disegno strategico complessivo per governare la struttura regionale

Aumentano in numero dei dirigenti fra interni ed esterni e si torna ad affidare ai dirigenti Servizi fantasma, anche con un solo Ufficio.
Il modello sembra tornare indietro nel tempo, alla vecchia legge 58 del 1985, seguendo una logica antica, quando si ragionava esclusivamente per procedure e procedimenti. La Regione non è un grande Comune.

Il sindacato chiede da tempo a gran voce una struttura organizzativa che lavori per obiettivi e progetti, non per procedure. Non è pensabile che un dirigente non abbia almeno 15 dipendenti ed una struttura composta da non meno di 3 uffici da coordinare: questo è l'unico criterio valido per ridurre il numero dei dirigenti che noi sentiamo profondamente.

Il sindacato DIRER propone una riduzione del 10% delle posizioni dirigenziali. Avevamo letto con interesse il documento programmatico che parlava di una programmazione unica ed oggi scopriamo che viene proposta una ulteriore frammentazione anche rispetto alla organizzazione del precedente Governo regionale, senza un centro unitario.

In un momento in cui l’Autorità Anticorruzione ed il dibattito nazionale spinge verso un unico soggetto che aggiudichi tutti gli appalti (forniture, beni e servizi), si replica una articolazione in più Dipartimenti ed in più Servizi nello stesso Dipartimento.

Aumentano i costi senza una comprensione reale della motivazione: un dirigente a L'Aquila con l'unico compito di coordinare l’ufficio di Roma; si ripristina il dirigente solo per Bruxelles ed un ufficio nella stessa sede. Anche per le Politiche Europee, come per la programmazione, assistiamo ad una grande frammentazione, con pochi progetti distribuiti sulla Direzione Generale e su più Dipartimenti.

Non è ben chiara, infine, quale sarà la vera funzione del Direttore Generale: c’è grande squilibrio fra l’importanza del ruolo, in teoria, e la pochezza dei contenuti delle attività allo stesso affidate in sede di riorganizzazione. Il sindacato DIRER è contrario al disegno di riforma presentato e fortemente preoccupato perché, se venisse approvato, non potrebbe che aggravare il grande disagio in cui quotidianamente lavora la classe dirigente ed i dipendenti regionali tutti, con pesanti ricadute sui servizi ai cittadini e sull'intera comunità abruzzese.

Auspichiamo risposte concrete dal governo regionale, nella separazione delle competenze e delle funzioni, ma nel comune obiettivo di lavorare per migliorare la pubblica amministrazione e per il bene della collettività dell’Abruzzo.

Articoli correlati (da tag)

Chiudi