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Mercoledì, 01 Luglio 2015 17:23

L'Aquila, il Pd lancia progetto per le elezioni comunali del 2017

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Il Pd aquilano comincia a scaldare i motori in vista delle comunali del 2017.

E lo fa lanciando il “Progetto L'Aquila”, un "laboratorio-piattaforma" dai contorni ancora sfumati e dai contenuti tutti da definire ma che ha già chiaro almeno un obiettivo: rinnovare la classe dirigente che per anni ha governato la città e aprire la strada a una nuova generazione di politici e amministratori. Il che, tradotto, vuol dire uscire dal cono d'ombra della “triade” Cialente-Lolli-Pezzopane. Gli unici assenti, non a caso, nella conferenza stampa di presentazione tenutasi presso la sede del partito.

Per il resto, alla prima c'erano tutti.

A parlare sono stati il segretario comunale Stefano Albano, il capogruppo in consiglio comunale Stefano Palumbo, il capo di gabinetto del sindaco Mauro Marchetti (in procinto di entrare nella segreteria regionale) e il presidente provinciale Fabio Ranieri.

Tra il pubblico, invece, erano presenti i consiglieri e gli assessori comunali in quota democrat (Maurizio Capri, Emanuela Di Giovambattista, Ali Salem, Giorgio Spacca, Antonio Nardantonio, Tonino De Paolis, Antonello Bernardi; assente, invece, Carlo Benedetti), colui  che molti indicano già come papabile candidato sindaco, Americo Di Benedetto; il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, più altri esponenti di altri partiti (Giuliano Di Nicola, Giustino Masciocco, Enrico Perilli).

“Di solito usiamo convocare conferenze stampa per dare annuncio di risultati amministrativi o di battaglie che si mettono in campo” ha esordito Albano “Quella di oggi è invece una conferenza stampa prettamente politica, che segna un nuovo inizio”.

“L'Aquila è entrata in una nuova fase” ha continuato Albano “Da ottobre abbiamo i 6 miliardi per la ricostruzione. E' chiaro che questi soldi non risolvono tutti i problemi, dovremo anzi mantenere la guardia affinché la ricostruzione proceda senza intoppi. Ma queste risorse aprono un nuovo contesto. Si è chiusa la fase estenuante di questi anni, quella delle battaglie per ottenere i soldi, e se ne è aperta una nuova, quella della progettazione, della ricostruzione sociale e economica della città”.

Dal punto di vista programmatico, sono tre i punti fondanti intorno a cui dovrebbe innestarsi il Progetto L'Aquila: la programmazione dei fondi destinati alle attività produttive, culturali e imprenditoriali, il famoso 4% dei finanziamenti per la ricostruzione (circa 250 milioni di euroi); smart city e città universitaria; nuovo piano regolatore generale.

Dal punto di vista politico, invece, l'intenzione del Pd è quella di dar vita a una coalizione di centrosinistra in stile Ulivo - comprendente i partiti che costituiscono l'attuale maggioranza in consiglio comunale (dai postdemocristiani a Rifondazione comunista) ma capace di aprirsi anche ad altre forze, per esempio quelle dell'attivismo civico – a trazione democratica, con un leader scelto attraverso le primarie.

Un modello agli antipodi rispetto a ciò che il Pd e il centrosinistra sono diventati a livello nazionale: “In un contesto di indebolimento dei partiti” ha detto Palumbo “il modello dell'uomo solo al comando sta presentando tutte le sue fragilità. L'Aquila in questo momento ha bisogno di altro e per questo serve che il Pd interpreti una visione quanto più possibile collettiva. La tesi dell'autosufficienza non ci convince e non è funzionale a quello che abbiamo in mente”.

La parola chiave, insomma, è discontinuità, non solo nei confronti del Pd di Renzi ma anche del Pd regionale, troppo schiacciato su D'Alfonso: "Dobbiamo invertire la rotta"  è stata l'analisi di Mauro Marchetti "Va bene governare ma quando un partito si plasma solo attorno all'azione di governo va in cortocircuito. Lo abbiamo visto nelle recenti elezioni amministrative. Bisogna tornare a esercitare la propria funzione sui territori, a confrontarsi e a stare insieme con le persone. In questo momento il Pd abruzzese si sta riorganizzando. E' inutile negare che il mancato invito di Cialente alla direzione regionale è stato un momento di grande imbarazzo, uno sgarbo fatto non tanto nei confronti di un sindaco o di un partito ma di un territorio. Vedremo se da uno sgarbo nascerà anche un problema politico".

E se è ancora presto per parlare di nomi e di candidati sindaco per il 2017, hanno ripetuto un po' tutti, il senso del percorso lanciato oggi è quello di far emergere “a fianco alle persone che in questi anni sono state in prima linea, una nuova classe dirigente e una nuova generazione di amministratori”.

Al di là delle affermazioni di rito (“Sosterremmo convintamente l'amministrazione Cialente in questa ultima parte di legislatura”), nei vari interventi che si sono succeduti c'è stata anche un'ammissione implicita di uno scadimento della politica e delle pratiche amministrative messe in campo in questi ultimi anni: “La fase che si è aperta” ha detto Albano “necessita che si generi un nuovo dibattito, che si alzi l'asticella e si faccia un'analisi quanto più possibile collettiva. Questo dibattito in questi anni ha faticato un po' ad emergere”. Parole a cui hanno fatto eco quelle di Fabio Ranieri: “In questi anni a questa città ma anche all'amministrazione è mancata molto la politica”.

Tutto sta a capire se questo processo andrà realmente in porto; se, in altri termini, questa nuova classe dirigente ansiosa di emergere avrà la forza di imporsi e di portare fino in fondo l'annunciato rinnovamento, senza abbassare la testa al primo alzar di sopracciglio di Cialente, Lolli e Pezzopane.

“Ribadiamo il sostegno totale all'attuale amministrazione” ha sintetizzato Ranieri “ma guardando oltre perché le elezioni del 2017 non sono lontane, sono vicinissime. Se saremo bravi a fare quello che stiamo dicendo, alle primarie ci sarà una competizione tra volti nuovi. Altrimenti, a quattro mesi dalle elezioni, ci si rivolgerà ancora a chi in quel momento sarà il più forte, al salvatore della patria”.

 

Ultima modifica il Giovedì, 02 Luglio 2015 16:40

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