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Giovedì, 30 Agosto 2018 15:39

Rex Lab: 230 ragazzi hanno preso parte al progetto della Rugby Experience

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Sono 230 i ragazzi di età compresa tra i 6 e i 16 anni che hanno preso parte al primo anno di Rex Lab, il progetto sperimentale lanciato dalla società sportiva dilettantistica Rugby Experience, in partnership con Asl dell’Aquila, Univaq, Eni e Abeos Osteopaty School.

Nato dalla volontà di curare a 360 gradi, secondo un approccio che una volta si sarebbe detto olistico, il benessere fisico e psichico dei giovani rugbisti, Rex Lab è un progetto triennale articolato su più livelli, rivolto non solo agli atleti in erba ma anche alle loro famiglie e agli allenatori.

Rex Lab, infatti, aiuta bambini e adolescenti ad alimentarsi bene, a imparare a conciliare sport e studio, ad adottare un corretto stile di vita; ma si occupa anche di formare gli allenatori - insegnando loro come far svolgere al meglio attività motorio-sportiva ai bambini affetti da disabilità intellettive – e di organizzare attività e incontri di orientamento rivolti ai genitori affinché possano aiutare i figli a intraprendere percorsi di crescita sani e equilibrati.

Il bilancio del primo anno di vita di Rex Lab è stato presentato in una conferenza stampa tenutasi a palazzo Fibbioni alla quale hanno partecipato la dottoressa Federica Aielli, responsabile del progetto; Marco Molina, presidente della società sportiva Rugby Experience; il sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi; la rettrice dell’Università degli Studi dell’Aquila, Paola Inverardi; il direttore generale dell’Ateneo, Pietro Di Benedetto; il manager della Asl L’Aquila-Sulmona-Avezzano, Rinaldo Tordera e il consigliere comunale e presidente dell'ordine provinciale degli infermieri, Maria Luisa Ianni.

Lo screening degli atleti è stato coordinato da Giovanni Farello, ricercatore dell’Università degli Studi dell’Aquila e responsabile del centro Auxologico dell’Ospedale San Salvatore, e da Marcello Marasco della Abeos Osteopathy School.

In particolare, in questo primo anno, Rex Lab si è occupato della prevenzione e del trattamento dei para e disforfismi e degli infortuni degli atleti nelle categorie Under 16, 14 e 12; dei disturbi nutrizionali e dell’alimentazione; di educazione digitale e corretto uso dei social network. Grazie a una partnership stipulata con il Sert e il Centro diurno della Asl, inoltre, ha organizzato incontri formativi e informativi sulle varie forme di dipendenza, dall’alcol alla droga fino ad arrivare alla ludopatia.

Al termine della stagione la Rugby Experience ha consegnato sei borse di studio a ragazzi che si sono distinti nello studio e nello sport: gli atleti sono stati scelti sulla base della media scolastica (superiore all’otto) e della partecipazione agli allenamenti (superiore al 90%). Grazie al sostegno dell’Associazione pubblica assistenza di Montereale, le borse saranno confermate anche il prossimo anno.

Il secondo anno di Rex Lab partirà a giorni, con nuovi programmi che si aggiungeranno a quelli menzionati e che riguarderanno in maniera più specifica un servizio di supporto psicologico rivolto ai ragazzi e attività formative destinate agli allenatori in merito ai disturbi che si manifestano in età evolutiva.

“E’importante rinsaldare il rapporto tra società, famiglie e ragazzi, per crescere insieme in un ambiente sano” ha rimarcato la dottoressa Aielli “Partendo da questo principio, quest’anno aumenteremo le attività e apriremo il capitolo del benessere psicologico, grazie alla collaborazione con il consultorio dell’Aquila e dei colleghi dell’Università”.

“Quando cinque anni fa è nata Rugby Experience” ha affermato Marco Molina “il nostro obiettivo non era creare dei campioni ma formare dei giovani, insegnando loro a credere nei propri sogni e seguendoli in un percorso reale di formazione”.

Molina ha ringraziato il Comune per aver dato in concessione alla società la gestione del campo da rugby di piazza D’Armi, per il quale quale, però, ha ammesso Biondi, ci sono notevoli ritardi sulla realizzazione del nuovo impianto di illuminazione, degli spogliatoi e della club house.

Ritardi, ha spiegato il primo cittadino, dovuti soprattutto alle carenze di organico del Comune, i cui tecnici non riescono a stare dietro a tutte le procedure. Tant’è che, ha annunciato il primo cittadino, almeno per l’installazione del nuovo impianto di illuminazione, l’amministrazione sta cercando di chiudere un accordo con un’azienda privata, percorrendo la strada della donazione, che accorcerebbe di molto i tempi.

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