Venerdì, 27 Giugno 2014 21:52

L'Aquila, al posto di Gizzi torna Aureli. Lotta contro il tempo per la fideiussione

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Fabio Aureli Fabio Aureli

E' il momento più difficile degli ultimi anni per L'Aquila calcio. Pesa come un macigno il risveglio, mercoledì mattina, con l'ex presidente Elio Gizzi agli arresti domiciliari con accuse gravi a suo carico nell'ambito dell'inchiesta Dirty Job che coinvolge anche l'impresa campana della famiglia Di Tella, reputata vicina al Clan dei Casalesi.

"Nell'ottica di una inevitabile riorganizzazione necessaria a completare i passaggi formali dell'iscrizione al prossimo campionato di Lega Pro 2014/2015, L'Aquila Calcio comunica che temporaneamente Fabio Guido Aureli rivestirà il ruolo di Amministratore Delegato, così come deciso dall'assemblea dei soci convocata con urgenza".
Questo l'ermetico comunicato della società, che conclude: "Quanto all'iscrizione, la Società rende noto che si stanno portando avanti tutti i passaggi formali necessari a completare la documentazione e ad ottenere, nella giornata di lunedì, ogni autorizzazione".

Ci si riferisce ovviamente alla fideiussione bancaria di 400mila euro bloccata dalla Bper per la presenza di garanzie dell'ex amministratore Gizzi, e che gli altri soci si stanno adoperando per sostituire entro il termine di lunedì: "Siamo ancora sospesi ma abbiamo già una bozza di fideiussione - ha dichiarato a NewsTown il Presidente dell'Aquila Calcio Corrado Chiodi. 

Poi il Presidente si sofferma sula figura di Gizzi: "E' lui che si è sempre occupato del lato gestionale ed amministrativo, senza di lui è come se mancasse il timoniere. Ora faremo tutti del nostro meglio per supplire alla sua assenza che spero possa essere solo temporanea. Non dobbiamo demoralizzarci ma dare un segnale forte e cercare di far capire che faremo comunque tutto il possibile".

Eppure Chiodi ammette che ad esempio i rapporti con gli altri imprenditori che pensavano ad un'entrata in società sono congelati per ora, e rinviati a tempi migliori. Inutile nascondere che l'inchiesta Dirty job che ha coinvolto l'ex-presidente, sta creando un'atmosfera difficile intorno la società.

La bella storia della rete virtuosa di imprenditori edili legata alla ricostruzione, sul piano comunicativo, rischia di essere bruscamente interrotta dall'inchiesta che vede uno dei soci oggetto di un indagine che delinea una "contiguità" col Clan dei Casalesi.
Al di là degli sviluppi della vicenda giudiziaria che ha coinvolto Gizzi, nell'immediato, Chiodi e gli altri dovranno continuare a lavorare sodo e in fretta anche per far tornare ad essere l'immagine della società senza macchia. Solo così il sodalizio rossoblù -una volta chiuso il capitolo iscrizione - potrà ritrovare in breve tempo, quell'attrattività necessaria che L'Aquila calcio ha saputo creare e di cui giustamente si vantava.

IL COMUNICATO DEL PRESIDENTE CHIODI:" LA VICENDA DI GIZZI NON INCIDE SU L'AQUILA CALCIO"

"Ribadisco affetto, amicizia e stima incondizionati per Elio Gizzi, al quale va tutta la nostra vicinanza. La sua vicenda giudiziaria, che ci auguriamo si possa concludere velocemente e nel migliore di modi, non ha inciso, non incide e non inciderà sulla gestione dell'Aquila Calcio". Lo dichiara il presidente rossoblù, Corrado Chiodi, alla luce di alcuni articoli apparsi sugli organi di informazione. "La società – prosegue Chiodi – si è prontamente attivata per far fronte esclusivamente ad incombenze di carattere burocratico, in particolar modo per quanto riguarda l'iscrizione, che sono state celermente risolte. Dire che Gizzi ha messo nei guai L'Aquila è scorretto sotto il profilo formale e soprattutto umano, visto che gli vengono addossate responsabilità che assolutamente non ha. A lui auguriamo di tornare presto tra i ranghi della società per proseguire l'ottimo lavoro svolto in questi anni".

 

Ultima modifica il Sabato, 28 Giugno 2014 12:53

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