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Lunedì, 12 Settembre 2022 19:30

Federazioni sportive sul piede di guerra per l'esclusione da contributi regionali

di  Redazione

Le federazioni sportive sul piede di guerra per essere state escluse da possibili presunti contributi regionali.

"Le elezioni, per i politici, sono come il Natale: rende tutti più buoni. E la riflessione nasce spontanea quando voci, sempre più insistenti, vogliono di un imminente, consistente, inspiegabile, tendenzioso contributo da parte della Regione Abruzzo al “nuoto”, leggi federazione, regionale. Il sostegno, una tantum, avrebbe una consistenza pecuniaria di circa milione di euro. Un bel gruzzoletto, insomma, in grado di dare ossigeno a tante realtà sportive che, con la pandemia e la guerra, oggi boccheggiano. In attesa del riscontro ufficiale, la notizia, però, ha già fatto il giro di tutto il mondo sportivo regionale, con un moto circolare uniforme e senza soluzione di continuità. A darne comunicazione è stato Cristiano Carpente, presidente del comitato regionale della federazione italiana nuoto, nel corso di un incontro con le società convocato alle 9,30 a L’Aquila, nella sala conferenze del “Coni Abruzzo”, domenica scorsa, 11 settembre. A questo punto manca solo la conferma da parte di Marco Marsilio e dei suoi assessori." afferma Con lo sport d'Abruzzo nel cuore.

"Ma, da cosa nasce questa decisione? perché? perché solo il nuoto? le altre discipline sono figlie di un dio minore? Difficile dirlo, l’unica cosa certa è la grande levata di scudi che si è fragorosamente sentita dalle altre federazioni sportive."

A cominciare da Antonello Passacantando, già candidato presidente alla giunta Coni, che ha sfidato Enzo Imbastaro alle ultime elezioni, e dirigente sportivo.

“I soldi pubblici”, attacca Passacantando,” non possono essere usati così. Non si può proprio accettare che venga premiato solo il nuoto. Se si erogano contributi complessivi – prosegue il dirigente aquilano-, bisogna, quanto meno, attribuire la stessa cifra anche alle alte realtà sportive Faccio davvero fatica a capire il criterio. Noi sosteniamo tutta l'attività, da quella dei piccoli all'alto livello, usciamo da anni drammatici a causa della pandemia, a cui, da febbraio, si è aggiunta l’altra sventura della guerra in Ucraina, che ha messo in ginocchio l’intero Paese e, invece di ricevere sostegno e attenzione da chi ci amministra, subiamo una vergognosa discriminazione. Su questo- prosegue Passacantando- la Regione ci troverà fermi e determinati a condannare e combattere una ingiustizia patente che non ha ragione d’essere”.

“Siamo alla farsa- rincara il leader della compagine Con lo sport d’Abruzzo nel cuore- se non fosse così grave direi che siamo di fronte ad una tragicomica. Ma come è possibile concepire decisioni tanto cervellotiche? Per quanto ci riguarda su questa scelta faremo un’opposizione dura e pura e, se serve, alzeremo pure le barricate. Mi aspetto che lo stesso faccia anche il Coni. Da buon padre di famiglia non può starsene con le mani in mano mentre si consuma tanta ingiustizia. E’ arrivato il momento- conclude Passacantando- che il massimo dirigente dello Sport abruzzese batta un colpo”.

Ultima modifica il Lunedì, 12 Settembre 2022 20:19