Giovedì, 14 Novembre 2013 10:36

Roio inaugura i nuovi laboratori: Francia e Total investono nella ricerca e nei giovani

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Roio inaugura i nuovi laboratori: Francia e Total investono nella ricerca e nei giovani Foto Silvia Santucci

Si è tenuta ieri, nell'aula magna del Dipartimento di Ingegneria, la presentazione del recupero e sviluppo dei laboratori di 'Ingegneria chimica e di processo' e del centro di microscopie nella sede di Monteluco di Roio. La riabilitazione dei locali e, soprattutto, l'acquisto di nuove apparecchiature danneggiate dopo il sisma del 2009 sono stati possibili grazie ai finanziamenti forniti dalla Total, l’azienda petrolifera francese.

A rappresentare la Francia erano l'ingegnere Patrick Pluen, vice presidente della Total e il consigliere per la scienza e tecnologia dell'ambasciata, Denis Moura. Entrambi hanno sottolineato quanto la convenzione sia stata fruttuosa e come la Total, già da inizio 2010, si sia attivata per fornire un contributo concreto e coerente alla sua attività: è stata, ad esempio, versata un'ora di lavoro da tutti i dipendenti per raccogliere i primi fondi.

A fare gli ‘onori di casa’ Francesco Parasiliti, direttore del 'Dipartimento di Ingegneria Industriale e dell’Informazione e di Economia', la neo-rettrice dell'Università dell'Aquila, Paola Inverardi e il professor Pasquale Carelli.

Il professor Carelli ha esposto la situazione dei due centri di microscopia dopo il sisma del 2009: quello con sede a Coppito aveva riscontrato lievi danni che sono stati subito riparati mentre la sede a Roio ha avuto problemi maggiori. Oggi però, con l'affissione della targa a testimonianza della collaborazione tra università e Total, si è avuta la conferma che i lavori sono stati portati a compimento e che i problemi dei laboratori sono finalmente risolti. Riguardo la targa, Paola Inverardi ha affermato: ''E' importante che sia scritta in due lingue, come a sugellare l'amicizia tra Francia e Italia che lascia spazio all'internazionalità ed è segno che noi, come università, siamo aperti alle opportunità che vengono dall’esterno''. Anche il vice-presidente Total, Patrick Pluen ha sottolineato come l’università sia un elemento essenziale per la ricostruzione e per il futuro e ha concluso augurandosi “che il termine di questo viaggio sia l’inizio di numerose, nuove opportunità'', lasciando così aperto lo spiraglio anche per nuove offerte di lavoro per i giovani.

E grande spazio è stato dato proprio ai giovani durante il convegno. Alessandro Zacconi, Federica Cantarini, Ilaria Aloisi, Francesca Micheli, Mohammed Janneh e Stefano Stendardo, tesisti e dottorandi in ingegneria, hanno infatti illustrato i propri lavori nell'ambito chimico sul processo di gassificazione del carbone e la sua trasformazione in un gas di sintesi, con l’assorbimento dell'anidride carbonica. Ma come continueranno le collaborazioni con l’azienda? “Per il momento noi di Total Italia siamo un tramite tra gli studenti e la sede francese", ha spiegato Francesco Ciaffone, responsabile della produzione degli impianti Total ed ex-studente di Ingegneria Chimica a L’Aquila. "In base al numero di borse di studio che verranno messe a disposizione, sceglieremo degli studenti per proseguire questo tipo di percorso”.

Per quanto riguarda il futuro, Ciaffone ha rivelato che Total "avrà sicuramente bisogno di ricerca e, non appena l’impianto di estrazione e produzione del petrolio in Basilicata sarà pronto, potremo dare la possibilità materiale agli studenti per fare tesi e magari anche per lavorare''. Il percorso che i laboratori hanno dovuto affrontare è stato non privo di difficoltà, come ci racconta Agata Spera, tecnico di laboratorio. “Dopo il terremoto - dice - il laboratorio di tecnologie è rimasto sprovvisto dei locali e delle apparecchiature. Siamo rientrati il prima possibile con i pompieri a riprendere ciò che si poteva, compresi microrganismi che avrebbero sofferto la mancanza di refrigerazione. Fortunatamente il Crab di Avezzano, un consorzio di ricerca applicato alle biotecnologie, ha ospitato l'intero gruppo di ricerca e i tesisti per ultimare le indagini sperimentali e laurearsi e ha permesso così di riprendere attività sola una settimana dopo la tragedia”.

“Un docente ci ha prestato un apparecchio ma era molto obsoleto e gestibile solo manualmente; finalmente nel 2011 abbiamo acquistato un apparecchio con i fondi Total. Il nuovo apparecchio HPLC - Hight Performance Liquid Cromatografy - è un apparecchio indispensabile per l'analisi della bioconversione che noi operiamo in laboratorio. Inoltre, sempre con i fondi Total, è stato possibile riparare uno spettofotometro, danneggiato nelle parti ottiche e ricalibrare il gassomatografo”.

di Ludovica Salera e Silvia Santucci

Fotogallery di Silvia Santucci

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Ultima modifica il Giovedì, 14 Novembre 2013 11:07

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