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Martedì, 12 Giugno 2018 13:46

Univaq, ecco l'offerta formativa per il prossimo anno accademico

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Si è tenuta stamane, in Ateneo, una conferenza stampa per presentare i dati relativi all’offerta formativa prevista dall’Università degli Studi dell’Aquila per l’anno accademico 2018/2019. Non solo. Sono stati presentati anche i dati del XX Rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazionale dei laureati nel nostro Ateneo che evidenzia un trend assolutamente positivo. Attorno al tavolo la rettrice Paola Inverardi, il prorettore vicario Carlo Masciocchi, la prorettrice delegata agli Affari internazionali Anna Tozzi e Giulio Antonini, referente per l’orientamento; erano presenti anche i direttori dei Dipartimenti e i referenti dei nuovi corsi di laurea.

Ma andiamo con ordine.

L'offerta formativa

Per l’anno accademico 2018/2019, Univaq offrità 67 corsi di studio; in particolare, 64 già accreditati di cui 39 ad accesso libero, 20 ad accesso programmato nazionale e 5 ad accesso programmato locale (Biotecnologie, Scienze motorie e sportive, Scienze psicologiche applicate, Psicologia applicata, clinica e della salute, Scienze biologiche); altri 3 corsi, in attesa del Decreto ministeriale di accreditamento iniziale, verranno attivati per l’anno prossimo: si tratta di Logopedia (abilitante alla professione sanitaria di logopedista) al Mesva, Scienze e tecnologia dell’Atmosfera (si terrà in lingua inglese e sarà inter-ateneo con l’Università di Roma ‘La Sapienza’) al Dsfc, e Scienze Applicate dei Dati (anche questo in lingua inglese) al Disim.

“Univaq ha un’offerta formativa estremamente ampia” ha inteso sottolineare la rettrice Paola Inverardi; "penso di poter dire che, a parità di dimensioni, siamo l’Ateneo con la maggiore quantità di corsi. Un risultato ottenuto impiegando al meglio le risorse a disposizione: non succede dappertutto, abbiamo chiesto uno sforzo importante ai nostri docenti". All’offerta formativa dell’anno passato - ha proseguito Inverardi – "aggiungiamo tre corsi di laurea: la laurea triennale in Logopedia che non esisteva in Regione, su pressante richiesta delle associazioni e del territorio; la laurea magistrale in Scienze applicate dei Dati, un tema caldissimo a livello nazionale tant’è vero che si sta ragionando d'avviare una nuova classe di laurea, un percorso di studi interdipartimentale aperto a più profili di laureati alla triennale su tre curricula, percorsi dedicati ad applicazioni sulle quali, nel nostro territorio, si sta già lavorando e che potranno creare un importante vantaggio competitivo (si pensi al 5g, all’infrastrutturazione della smart city e così via); infine, la laurea magistrale in Scienze e tecnologia dell’Atmosfera: in questo settore – ha ricordato Inverardi – abbiamo una esperienza ventennale col Cetemps che ha costruito competenze importantissime: insieme a Roma ‘La Sapienza’, si è lavorato ad un corso di studi aperto a diverse lauree triennali e si tratta di una peculiarità a livello nazionale".

Altro pezzettino aggiunto al puzzle dell’offerta formativa d’Ateneo è un master in Mediazione linguistica: "sapete che abbiamo un corso triennale importante e seguito; qualche anno fa, abbiamo dovuto sopprimere la magistrale: ebbene, attiviamo per l’anno prossimo un master inter-ateneo e internazionale, con l’Università delle Baleari che consentirà a coloro che avranno la fortuna di frequentarlo – i posti inizialmente saranno per un massimo di 25 studenti – di ottenere il titolo italiano e spagnolo e, soprattutto, di potersi iscrivere direttamente al secondo anno della magistrale che ci impegneremo ad aprire per il 2019/2020".

Ci sono, poi, i corsi di studio con accordi internazionali finalizzati al rilascio del doppio titolo: l’ultimo, il corso di Economia con indirizzo management che offrirà il curriculum internazionale con la prestigiosa università di Twente, in Olanda. "Non ci hanno scelto perché ci siamo presentati bene – ha ironizzato Inverardi – ma avendo ritenuto, evidentemente, che il lavoro che si sta facendo a L’Aquila è interessante per i loro studenti. In due anni, gli studenti iscritti potranno conseguire la laurea magistrale italiana e olandese".

Il rapporto AlmaLaurea

Come detto, la conferenza stampa ha rappresentato l’occasione per presentare i risultati del XX Rapporto di AlmaLaurea sulla condizione occupazione dei laureati, e non solo.

Ebbene, considerato che già per il 2016 i dati del Rapporto erano stati assolutamente positivi, tanto che l’Espresso, in un approfondimento giornalistico, aveva posto l'Univaq tra le università dove era conveniente investire, per il 2017 le risultanze sono ancor più soddisfacenti. Nel 2016, l’86% degli studenti si era detto soddisfatto del rapporto con i docenti, il 77% aveva ritenuto adeguato il carico di studio e il 72% adeguate le aule, con l’89% degli intervistati – 3.206 laureati – che si era mostrati gratificati dell’esperienza complessiva e il 67% che avrebbe fatto di nuovo la scelta di iscriversi all’Università dell’Aquila; nel 2017, e siamo ai dati dell’ultimo rapporto, l’86.5% ha confermato l’apprezzamento per il rapporto con i docenti, l’81.2% ha ritenuto accettabile il carico di studio, il 74.5% si è detto soddisfatto delle aule, il 91.9% si è detto gratificato dall’esperienza in generale e il 67.8% ha ribadito che avrebbe scelto di nuovo Univaq.

Dati che se confrontati con la valutazione aggregata degli altri Atenei abruzzesi si dimostrano ancor più positivi: per il 2017, l’86% dei laureati delle università d’Abruzzo si è detto soddisfatto del rapporto con i docenti (-0.5 rispetto alla media aquilana), l’82.9% del carico di lavoro (+1.7), il 68.5% ha ritenuto le aule adeguate (- 6%, e si tratta di un dato interessante), l’88.7% è rimasto soddisfatto dell’esperienza collettiva (-3.2%) e il 63.9% ha ribadito che avrebbe confermato la scelta di studio contro il 67.8% di Univaq.

Il tasso di occupazione dei laureati dell’Univaq – parliamo dei laureati magistrali – si attesta al 70.6% ad un anno dal titolo, rispetto ad una media nazionale del 73.9% e regionale del 61.3%, e all’83.9% a cinque anni dal titolo, rispetto ad una media nazionale dell’87.3% e regionale dell’80.8%. La retribuzione media ad un anno dal titolo è di 1.170 euro contro i 1.153 di media nazionale e i 1.052 di media regionale; a cinque anni sale a 1.415 euro (la media nazionale è a 1.428 e quella regionale a 1.308).

Stando ai dati dei laureati triennali che non si sono mai iscritti alla magistrale, si evince che il tasso d’occupazione degli studenti Univaq si attesta al 61% contro una media nazionale del 68%, con una retribuzione mensile netta di 1.155 euro a fronte di una media nazionale di 1.104.

Dai dati emerge, altresì, che per oltre il 40% gli studenti di Univaq provengono da fuori Regione. "Siamo un buon investimento – ha rivendicato Inverardi – e siamo percepiti come tale".

 

Numero di studenti

"Il quadro degli iscritti, complessivo di dottorandi, specializzandi, master e così via, per l’anno passato si attestava a 18.558 studenti", ha dichiarato la rettrice; "per l’anno in corso, siamo a circa 18.800 iscritti ma dobbiamo ancora immatricolare le specializzazioni e via dicendo. Stiamo proponendo anche i corsi per l’insegnamento, i famosi 24 crediti formativi necessari per partecipare ai concorsi, un’offerta importante che stiamo garantendo con l’Università di Teramo e che riproporremo l’anno prossimo. Uno sforzo incredibile" e che alza, ovviamente, il numero totale degli iscritti rispetto all’anno passato.

In questo senso, gli immatricolati, per quest’anno, sono 1.300 in più rispetto al precedente: esclusi gli iscritti ai corsi per i 24 crediti, ha aggiunto Inverardi, "siamo a – 70 matricole rispetto all’anno scorso, ma non abbiamo ancora chiuso e, dunque, dovremmo attestarci ad un fisiologico – 50".

La rettrice ha voluto aggiungere che "gli studenti sono una funzione della dimensione dell’Università che si calcola in base al numero dei docenti: a parità di dimensione, guardando agli immatricolati abbiamo risultati di gran lunga migliori delle altre università italiane. Per dire, ad Udine hanno 14mila iscritti e vivono più che felici. Non si possono continuare ad affermare cose che non stanno né in cielo né in terra. Sarebbe insensato dire che L’Aquila dovrebbe avere 200 mila abitanti, e così è insensato affermare che l’Univaq dovrebbe avere 25 o 30 mila studenti. Perugia ha 23 mila studenti col doppio dei nostri docenti".

 

La politica sui numeri programmati

"La politica sui numeri programmati non è destinata a cambiare a meno che non vengano modificate alcune norme nazionali", ha chiarito Inverardi; "c’è un numero stabilito di studenti che possiamo accogliere in base al numero dei docenti inseriti nella specifica classe di laurea, e siamo controllati in questo senso: se non si ha un numero di docenti idoneo, il corso viene classificato in rosso dal Ministero: se accade per due anni di seguito, viene spento automaticamente, al di là della nostra volontà. Lo sforzo è andato nella direzione di mantenere la più ampia offerta possibile, di tenere aperti tutti i corsi studio ma con numeri che permettano di ‘accendere’ una classe. Potevamo fare scelte diverse, certo, magari chiudendo alcuni corsi di studio e dirottando i docenti su altri; abbiamo preferito fare diversamente".

E poi "abbiamo assunto un impegno", ha proseguito la rettrice dell’Università, "garantire la sicurezza agli studenti, con risorse strumentali e didattiche tali da accoglierli al meglio; è fondamentale, per una città come L’Aquila".

 

Le sedi

Entro luglio, il rettorato verrà trasferito, finalmente, in centro storico, a Palazzo Camponeschi. "Sul piano triennale, abbiamo ottenuto 111 milioni di euro – ha rivendicato Inverardi – per ristrutturare le sedi, comprese quelle acquisite dopo il sisma, come investimento, e c’è da essere più che orgogliosi, significa che l’Ateneo è considerato motore propulsivo della rinascita della città. I 24 milioni sull’anno in corso sono impegnati, tra l’altro, per la progettazione esecutiva di palazzo Carli, per la progettazione dell’ex San Salvatore, per i lavori d’adeguamento sismico di Coppito 1, Coppito 2 e Roio edificio B, per il recupero della palazzina di via Assergi, in fase esecutiva. Oramai, siamo strutturati sui tre poli; ovviamente, la priorità – in questo momento – è trovare una soluzione per riportare tutti i dipartimenti d'ingegneria a Roio: speriamo di riuscirsi entro l’anno così da rilanciare complessivamente il polo laddove, tra l’altro, sono in corso i lavori sulla palazzina che ospiterà la tavola vibrante".

Ultima modifica il Martedì, 12 Giugno 2018 21:58

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