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Venerdì, 04 Settembre 2015 12:17

Univaq: il rientro in centro storico è motore per la rinascita della città

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La firma è del 13 agosto scorso, "una data particolare per sottoscrivere un accordo con il Ministero di Grazia e Giustizia", sorride la rettrice Paola Inverardi. E' in calce ad un accordo di comodato d'uso gratuito della palazzina C dell'Istituto Penale per i Minorenni dell'Aquila, zona d'Acquasanta, che il Ministero ha messo a disposizione dell'Università per trasferirvi gli studenti del Dipartimento di Economia. Un accordo provvisorio certo, in attesa che venga stipulato un contratto quadro che comprenda l'assegnazione di altri due immobili. Fondamentale però, perché permetterà ai ragazzi che frequentano Economia di iniziare l'anno accademico alle porte del centro storico.

"L'accordo è stato un esempio di virtuosa collaborazione fra pubbliche amministrazioni", ha inteso sottolineare stamane la rettrice Paola Inverardi, nel corso di una conferenza stampa convocata di concerto con il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo, per discutere i risultati del tavolo di coordinamento interistituzionale avviato alla fine del 2014. In attesa che Economia venga trasferita al vecchio San Salvatore, la collocazione d'Acquasanta garantisce agli studenti "una più ampia disponibilità di servizi e risponde all'obiettivo, da tempo concordato nell'apposito tavolo di lavoro fra Comune, Università, Adsu e Regione di avvicinare quanto più possibile le attività didattiche al centro della città in ricostruzione", ha spiegato Inverardi.

La struttura ceduta in comodato d'uso gratuito è stata messa in sicurezza e ristrutturata a seguito del sisma del 6 aprile 2009, con un investimento pubblico di sei milioni di euro. "Il tavolo di coordinamento avviato a seguito della discussione in Consiglio comunale, nel dicembre scorso - ha ricordato Stefano Palumbo, delegato del Sindaco ai rapporti con l'Università - si era dato alcuni obiettivi precisi. Innanzitutto, la riorganizzazione dei poli della didattica: in questi mesi, abbiamo lavorato alla chiusura della ex Optimes con il ritorno di Ingegneria a Roio e, appunto, al trasferimento di Economia nella palazzina C dell'ex carcere minorile. Non solo. Abbiamo discusso anche della residenzialità degli studenti e, in questo senso, l'assessora Emanuela Di Giovambattista ha portato in Giunta una delibera, poi approvata, che destina alcuni alloggi del progetto Case di Coppito e Roio agli studenti: così, iniziamo a dare sostanza all'indirizzo politico formulato dal Consiglio comunale che, già nel 2009, aveva votato per la cessione del 30% degli alloggi agli universitari".

Si tratta di 7 appartamenti, almeno per ora: 5 a Coppito e 2 a Roio che verranno affidati dall'Adsu con canoni che rispetteranno i Patti Territoriali. Ci sono ancora molte cose da fare, riconosce Palumbo, "per quel che riguarda la mobilità, anche se siamo in una situazione in divenire visto il futuro accorpamento dell'Ama nella Tua, e per il completo recupero dell'ex polifunzionale di Coppito". Molto è stato fatto però, "e non possiamo che esserne soddisfatti", ha aggiunto il capogruppo Pd. Sottolineando, poi, la felice soluzione dell'emergenza legata alle mense "che ha permesso di non sospendere il servizio e di evitare il licenziamento delle dipendenti".

Ora, bisognerà sviluppare e alimentare la discussione sulla 'città universitaria residenziale', come tratteggiata da Antonio Calafati nel suo studio: "una discussione - ha detto Palumbo - lasciata troppo spesso alle divergenze tra Ateneo e studenti e che, al contrario, riguarda l'idea di sviluppo della città nella sua complessità". In questo senso, aver riportato gli studenti di Economia alle porte del centro storico è un risultato più che positivo. "Acquisire quel bene e portarvi i ragazzi rientra in una strategia complessiva, discussa con l'Amministrazione", ha incalzato Inverardi. "Per l'Università era fondamentale uscire dai capannoni industriali, tanto quanto è importante per la città che l'Ateneo rivitalizzi il centro storico. Non siamo al 2009 - ha continuato la rettrice - siamo al 2015: ci vorranno ancora anni perché il centro venga compiutamente ricostruito e, dunque, la situazione non può dirsi più emergenziale piuttosto viviamo una realtà con cui saremo chiamati a confrontarci per molti anni ancora. E in questa ottica siamo chiamati ad agire. A L'Aquila, abbiamo una grande occasione: vista la particolare situazione, abbiamo la possibilità di invertire il rapporto tra universitari e città che, in Italia, non è paritario piuttosto di sovrapposizione degli studenti alla struttura sociale e civile delle città. Come? Riconoscendo agli studenti la dignità di cittadini, non di semplici consumatori ma di produttori di conoscenze importanti. Ci sono tutte le condizioni per farlo".

E' proprio all'idea di città laboratorio che sta lavorando il tavolo di coordinamento interistituzionale: "La ricostruzione deve essere un laboratorio a disposizione degli studenti che, così, possono contribuire al rilancio della città", ha aggiunto Palumbo. "E alcuni esempi virtuosi già ci sono, penso al 'Laboratorio Lap' affidato all'architetto Mario Cucinella che coinvolgerà studenti dell'Univaq nel difficile processo di ricostruzione e riqualificazione delle nostre scuole".

Insomma, pare che finalmente si sia capito che l'Università può essere un motore di sviluppo fondamentale per L'Aquila, a tutti i livelli. Una leva fondamentale per la rivitalizzazione del centro storico, anche economica, per la ridefinizione della sua identità comunitaria: con il polo umanistico di San Basilio, Economia che si insedierà ad Acquasanta in attesa del recupero del vecchio San Salvatore, e gli uffici centrali d'Ateneo che entro la fine del prossimo anno accademico torneranno a Palazzo Camponeschi. "Anche qui, una scelta precisa e strategia", ha voluto sottolineare Paola Inverardi. "Sappiamo benissimo che non sarà facile, che incontreremo molti problemi - penso ai parcheggi, agli accessi, ai sottoservizi, alla sicurezza più in generale - e che chiameremo i nostri dipendenti a qualche sacrificio, ma l'obiettivo primario - condiviso con l'amministrazione - è tornare in centro storico".

Attorno al tavolo di coordinamento siede anche l'Adsu, evidentemente: stamane, Pierluigi Beomonte Zobel, docente di Ingegneria industriale e dell'informazione, da pochissimo nominato presidente, non ha potuto partecipare alla conferenza stampa. C'era la dirigente Giulia Marchetti che, soddisfatta per i risultati che il tavolo sta conseguendo, ha svelato come si stia lavorando per ripristinare in tempi brevissimi almeno la mensa all'ex polifunzionale di Coppito. "L'azienda ha deciso - a proprie spese - di ripristinare i locali della mensa, con un progetto già avviato sul lotto che è stato separato dal resto della struttura. Speriamo di poter riavviare il servizio entro la metà del II° semestre".

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