Lunedì, 13 Giugno 2016 17:43

Perché Google voleva costruire robot e poi ci ha ripensato?

di 
Il Robot bipede, Atlas

Nel 2013 Alphabet, l'azienda madre di Google, aveva acquistato Boston Dynamics, la società più evoluta nel campo della robotica fino ad allora abituata a lavorare nel campo militare.

Un'operazione da circa 500milioni di dollari, pare fortemente voluta da Andy Rubin, il padre - non a caso - di Android, il famosissimo sistema operativo per smartphone.

E' notizia dello scorso marzo che, dopo averla acquistata non senza un po' di sorpresa, ora Google voglia venderla.
Tra i possibili compratori da poco tempo a questa parte si è fatto il nome dei giapponesi di Toyota (ma tra i nomi c'è anche quello di Amazon).

La situazione aveva iniziato a prendere una brutta piega già nell'ottobre 2014 quando Rubin si era dimesso lasciando senza una testa i circa 300 ingegneri della Boston Dynamics rientrati in una divisione di Alphabet, in realtà mai ben inquadrati nella casa madre e costantemente in forte contrasto con i centri ci ricerca dell'azienda madre, "Google X".

I motivi di questo raffreddamento che ha portato fino alla messa in vendita, sono dovuti alla difficoltà di realizzare profitti nel breve termine visti gli altissimi costi anche in termini di consumi di energia, che i robot richiedono.  

Ma non solo. Gli umanoidi spaventano, vengono facilmente associati all'idea che possano togliere lavoro agli essere umani e ciò rovinerebbe l'immagine positiva di un'azienda come google.

A tal proposito, la rivista specializzata Bloomberg aveva messo le mani su una mail privata spedita da Courtney Hohne, direttore della comunicazione di Google X: "Da parte della stampa specializzata c'è molta attenzione - scriveva Hohne - ma iniziamo anche a vedere una serie di commenti negativi, di persone spaventate all'idea che questi robot possano togliere lavoro agli esseri umani". Hohne aveva anche chiesto di "eliminare Google X dal video" per non intaccare la reputazione della divisione.

Eppure Boston Dynamic con Google ha realizzato due modelli. Il primo nel febbraio 2015 chiamato Spot, un veloce robot quadrupede (video sotto), e poi, poco prima la messa in vendita, Atlas, un robot bipede (video in alto alla pagina).

Proprio il video promozionale di Atlas, secondo alcuni, sarebbe stato in realtà un disastro per quanto riguarda l'immagine dell'azienda a causa di quella che venne definita dallo studioso dirobotica Masahiro Mori, l'ipotesi di "Uncanny Valley", ovvero quella sensazione perturbante - un misto di empatia e disagio, che si può provare interfacciandosi con automi antropomorfi.

In effetti guardando il video si può facilmente restare infastiditi, per esempio, dai calci ricevuti dalle macchine per testarne l'equilibrio. Insomma il tempo degli Androidi raccontati da Philip Dick sembra essersi di molto avvicinato.

Cosa farà adesso google? Secondo alcuni i suoi sforzi saranno dirottati maggiormente sull'intelligenza artificiale e quindi sulla parte software.
Alphabet ha infatti recentemente acquistato deep mind, una società famosa per avere umiliato recentemente con il suo programma di IA AlphaGo, Lee Sedol, il campione mondiale di Go, la dama cinese con il risultato di Sedol 1, AlphaGo 4. Un quasi cappotto.

Ultima modifica il Martedì, 14 Giugno 2016 17:07
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