Giovedì, 07 Aprile 2016 15:56

Piani di Pezza, proposta di mega progetto per un resort: le reazioni

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Un render del progetto Un render del progetto whiteoakinvest.com

10 hotel, 168 appartamenti, 150 chilometri di piste, 70 tra caffè e ristoranti. E' il progetto di Piani di Pezza year-round resort, e in questi giorni sta girando in rete tra appassionati della montagna e abitanti dei paesi sull'Altopiano delle Rocche, in provincia dell'Aquila.

Come è facile capire, il progetto investe i Piani di Pezza, considerati da molti un santuario naturale, nel parco regionale Sirente Velino, a pochi chilometri dal centro di Rocca di Mezzo (L'Aquila). In un territorio a quasi 1500 metri sul livello del mare, in un'area prevista di circa 270mila metri quadrati, di cui 4mila mq di negozi.

Il progetto, datato 2014 e attualmente solo sulla carta, potrebbe essere un pesce d'aprile ben confezionato o il luogo-contesto di un libro di fantascienza. Invece è tutto vero, ed è firmato dalla White Oak invest, un fondo di investimenti con sede in Svizzera, che utilizza fondi provenienti dalla Russia. E sempre dalla Russia arriva anche la redazione del business plan sull'investimento, griffato da una designer di San Pietroburgo, con tutta probabilità su commissione della stessa White Oak. Quest'ultima, nel 2015, aveva inoltre sondato il terreno anche per gli impianti di Campo Imperatore (L'Aquila), visitando la montagna aquilana per verificare l'opportunità di un eventuale investimento.

piani pezza copiaLa brochure informativa sul colossale progetto per i Piani di Pezza è emersa nei giorni in cui è fervente la polemica, principalmente sui social network, sulla delibera della giunta regionale di Luciano D'Alfonso, che ha recentemente stanziato 5 milioni di euro per l'ampliamento degli impianti di Ovindoli Monte Magnola e, all'interno dello stesso documento, ha sancito solennemente di "ritenere strategico il progetto di collegamento, sci ai piedi, tra le stazioni di Campo Felice, Rocca di Cambio e Ovindoli Monte Magnola".

La delibera è da leggere a tre livelli: i 5 milioni di euro già stanziati per l'ampiamento di Monte Magnola; i 12,8 milioni richiesti dal Comune di Ovindoli per un ulteriore ampliamento - sempre ricadente nel bacino Magnola - e l'indirizzo politico, da parte di D'Alfonso e della sua giunta, nel ritenere "strategico" il collegamento tra i due impianti. E' in quest'ultimo assioma che si incastrerebbe perfettamente anche un qualsiasi investimento privato, volto a far da ponte tra i (futuri) impianti ampliati di Ovindoli Monte Magnola e Campo Felice e Altopiano delle Rocche [leggi l'approfondimento].

Ma il progetto, già presente e sviluppato persino sul sito web di White Oak, a chi è stato presentato? Così com'è, e nelle formali stanze istituzionali, a nessuno. Però ci sono state alcune visite in loco da parte di rappresentanti di White oak, di cui l'ultima circa 4 mesi fa. A confermarlo a NewsTown è il sindaco di Rocca di Mezzo, Mauro Di Ciccio: "Sono venuti a vedere il territorio - afferma - ma io non so qual è la proposta di questa società, se non per quello che gira sul loro sito web. Da parte dell'amministrazione non c'è nessuna volontà di toccare Pezza, e l'abbiamo espresso anche a loro. Anche perché si trova nell'area del parco, in una zona protetta sic (sito di interesse comunitario, ndr) e zps (zona di protezione speciale, ndr)".

collegamento prima ipotesiPer il primo cittadino del comune dell'Altopiano la vocazione dei Piani di Pezza è l'attuale, ovvero quella dello sci nordico: "Ho richiesto poche settimane fa un finanziamento di 1,1 milioni di euro per lo sviluppo dello sci da fondo nell'area - sottolinea - prevede l'adeguamento delle piste, la tracciabilità, lo spogliatoio per le gare e altri accorgimenti. Per il resto, ribadisco che l'amministrazione non ha concordato nient'altro con nessun'altro".

Il progetto di White oak - scritto circa due anni fa - può assumere un valore narrativo alla luce delle parole usate dalla giunta D'Alfonso nella su citata delibera. Come dire, White Oak arriverebbe - il condizionale è d'obbligo - con un tempismo perfetto a investire su un territorio che la Regione Abruzzo ritiene "strategico" nel collegamento tra gli impianti di Ovindoli e Campo Felice, con il benestare dei tre sindaci coinvolti, dei comuni di Rocca di Mezzo, Ovindoli e Rocca di Cambio (foto a destra, prima ipotesi).

collegamento seconda ipotesiOltre alla prima ipotesi, che prevede il passaggio su Capo Pezza ed è attualmente la più ventilata - almeno a giudicare dalla brochure consegnata ai sindaci e sfogliata da D'Alfonso nel corso di una sua recente visita in loco [guarda la foto] - ci sarebbe anche una seconda strada: il passaggio delle infrastrutture sul lato opposto rispetto a Capo Pezza, ovvero l'attraversamento sia sulla frazione di Rovere (Monte Canelle), che su Rocca di Mezzo (Monte Rotondo), e dunque fino a Campo Felice con arroccamenti (funivie) da entrambi i centri abitati (foto a sinistra, tratti rossi).

Ribadita la volontà della Regione di collegare i due poli - non è noto ad oggi in base a quali studi analitici - e al di là della fattibilità o meno della proposta russa, rimane il mistero sui destinatari del progetto Piani di Pezza year-round resort, nel quale si citano cifre a sei zeri (71 milioni di euro solo per i costi relativi alla costruzione degli hotel) e si pianifica nel dettaglio il business sull'area.

 

La replica di Lolli: "Stravolgimento Piani di Pezza è impossibile"

"Qualsiasi ipotesi di stravolgimento ambientale in un luogo 'sacro' come i Piani di Pezza è semplicemente impossibile e mai verrà autorizzato né realizzato". Lo afferma il vicepresidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, in risposta all'approfondimento di news-town.it.

"Per la verità - ribadisce Lolli - è già grave che qualcuno possa aver solo pensato di realizzare una cosa del genere nel cuore del Parco Sirente-Velino; ma questa volta al di là della fantasia proprio non si può andare. L'assurdità di tale intervento è testimoniata dagli esempi che si trovano il sito del fondo di Investimento White Oak e che testimoniano le altre iniziative urbanistiche e infrastrutturali che la società di investimenti avrebbe nel suo portafoglio progetti: Long Island e Londra! Insomma se qualcuno immagina programmi così invasivi e pesanti in condizioni di già altissima densità urbana è un conto: ma certamente mai si può intervenire in luoghi pregiati e protetti che fondano la loro attrattività e il loro potenziale sviluppo proprio sulla qualità naturalistica".

Lolli chiarisce poi il ruolo della Regione in base alle competenze legislative, ma soprattutto in relazione alle politiche portate avanti in questi anni: "La Regione può acconsentire esclusivamente a progetti di recupero, di restauro, di riqualificazione urbana di borghi e paesi montani; insomma programmi coerenti con la vocazione della Regione che in Europa ha la più alta percentuale di territorio protetto".

"A questo - conclude l'assessore regionale - si aggiunge la previsione di un potenziamento di un bacino sciistico da pensare sempre in coerenza con la tutela ambientale e con la normativa autorizzativa dei Parchi, dello Stato e della Comunità Europea per una valorizzazione sostenibile del turismo montano".

Pietrucci: "Collegamento tra le due stazioni non è nell'agenda politica"

"Il collegamento tra le due stazioni sciistiche non è nell'attuale agenda politica", sostiene invece su Facebook Pierpaolo Pietrucci, consigliere di maggioranza del Partito Democratico, sottolineando come la delibera di giunta regionale, all'interno della quale si prevede il collegamento come "strategico" e di cui ha anticipato news-town.it nell'approfondimento della scorsa settimana, non sia stata ancora pubblicata.

"Io mi sono impegnato e ho lottato come un leone per il finanziamento ai Comuni del completamento (e non del collegamento) dei due bacini sciistici. Cioè di quello che già è stato autorizzato dagli Enti competenti", continua il consigliere dem.

"Ciclicamente escono degli studi di fattibilità su delle Disneyland che si vorrebbero realizzare sull 'altopiano delle Rocche (le foto che ho visto nei siti mi sembrano cose bizzarre è un po' folli). Comunque il giorno in cui enti locali o soggetti privati presenteranno progetti seri, li valuteremo insieme attraverso gli opportuni strumenti di partecipazione, e solo dopo che li avranno visionati le autorità e gli enti competenti (tecnici, parco, Via etc).

"E sempre che abbiano una sostenibilità ambientale ed economica - conclude Pietrucci - in questo momento non mi fascerei la testa senza romperla. Piuttosto esulterei per i risultati (in termini di risorse finanziarie) che anche e soprattutto grazie al mio impegno stanno arrivando per lo sviluppo dell'Altopiano delle Rocche. Che vuol dire soldi e posti di lavoro per il territorio".

Ultima modifica il Venerdì, 08 Aprile 2016 20:38

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