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Giovedì, 17 Ottobre 2013 13:15

Alitalia, fine dei 'patrioti'. Tra loro, il Comune dell'Aquila

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Ad un passo dal default, Alitalia rinasce. Per la seconda volta in cinque anni. Nei giorni scorsi, l’assemblea ha approvato l’aumento di capitale da 300 milioni di euro, che i soci avranno 30 giorni di tempo per sottoscrivere, e l’azzeramento delle cariche sociali una volta conclusa l’operazione straordinaria. Come noto, Poste Italiane (controllata al 100% dal ministero dell'Economia) sottoscriverà una quota pari a 75milioni di euro, mentre l’eventuale inoptato sarà garantito per 100 milioni complessivi da Intesa Sanpaolo e Unicredit e dato in prelazione ai soci in una finestra temporale aggiuntiva.

E' già finita, insomma, l'avventura dei Capitani Coraggiosi o “patrioti”, secondo la definizione dell’allora premier Berlusconi che fecero una cordata per salvare l’italianità della compagnia di bandiera. Un giochino che ci è costato un sacco di soldi. Ugo Arrigo, docente di Finanza pubblica all’Università di Milano Bicocca, ha calcolato in un post sul blog dell’Istituto Bruno Leoni quanto è costata al contribuente la nuova compagnia di bandiera: "In 9 anni sono stati bruciati un po’ più di 9 miliardi di euro. Sono stati inoltre persi circa 9 mila posti di lavoro se li calcoliamo, come è corretto, come differenza tra tutti gli occupati, a tempo intederminato e determinato, di AZ fly e controllate, AZ service ed AirOne, e quelli che sono stati assorbiti con l’avvio delle gestione Cai. È inoltre opportuno ricordare che alla data del 31.12.2007 il patrimonio netto di Alitalia era pari, sulla base del bilancio 2007, a 0,38 mld. e che, considerando la perdita del primo trimestre 2008, pari a 0,21 mld., esso è stimabile alla data del 31.3.2008, vigilia della cacciata dell’aspirante acquirente Air France, a 0,17 mld. di euro. La caduta successiva, da +0,17 mld. a -1,42 ml., corrispondente a 1,6 mld. di euro, è la perdita di valore imputabile alla mancata cessione a Air France e al perseguimento delle soluzione ‘autoctona’".

Una soluzione disastrosa per i conti pubblici. Ora, arrivano le Poste che hanno già una compagnia aerea. Si chiama Mistral Air: di notte trasporta lettere e pacchi, di giorno porta passeggeri a Lourdes, Fatima, Mostar, fino a Mosca. Le Poste l'hanno comprata per nove milioni di euro dalla Tnt Traco. E' stata una delle ultime decisioni di Corrado Passera prima di trasferirsi a Intesa e guidare l'operazione "patrioti".

Una cordata assurda, con motivazioni nient'affatto industriali, nella quale figurano anche il Comune e la Provincia dell'Aquila. Proprio così.

                                           corriere 

Facciamo un pò di ordine. Come ricostruito da Sergio Rizzo sul 'Corriere della Sera' dell'11 ottobre, tra i 'capitani coraggiosi' c'è Emilio Riva, con una quota del 10,6% del valore di 71milioni. Il re dell'acciaio, nel 1995, comprò l'ex Italsider di Taranto dall'Iri (che è stata proprietaria anche di Alitalia). Un investimento che si è ripagato più di due volte, tra giochi finanziari, cessioni e la bomba ambientale con l'inchiesta della magistratura sfociata nell'arresto di manager e azionisti dell'Ilva. Che c'entrava l'acciaio con una compagnia aerea? Assolutamente nulla se non fosse che, per Riva, i 71milioni di euro investiti erano solo una piccola parte degli utili generati dall'Ilva nel 2008. Insomma, come rifiutare di salvare la compagnia di bandiera dopo l'affare fatto a Taranto? Poi c'è Air France, socio di maggioranza con il 25%. La Cai di Colaninno è nata per soffiargli Alitalia di cui è diventata 'solo' il principale azionista. C'è il costruttore Carlo Toto, che ha conferito alla compagnia di bandiera la sua Air One. Gli altri? C’è la Vitrociset, titolare di un misero 1,3 per cento, che due anni prima aveva venduto per 108 milioni di euro all’Enav del Tesoro il ramo d’azienda dei radar per il controllo aereo. C’è Davide Maccagnani, che ha in tasca un altrettanto misero 1,4 per cento: era responsabile della Fiat Avio, poi si è messo a fabbricare munizioni e spolette, quindi è planato sull’immobilare. C’è Atlantia, proprietaria del gruppo Autostrade. C’è l’Acqua Marcia di Francesco Bellavista Caltagirone, ripiombato dopo trent’anni nei guai giudiziari per il porto turistico di Fiumicino: a marzo 2013 le Fiamme Gialle gli hanno sequestrato beni per 145 milioni. C’è la Fondiaria, appartenuta fino a qualche mese fa ai Ligresti, travolti dal crac finanziario e dalle inchieste della procura torinese. C’è la famiglia del deputato pidiellino Antonio Angelucci, l’ex portantino ora imperatore delle cliniche convenzionate con la sanità pubblica: anche il suo gruppo imprenditoriale è impegnato a fronteggiare iniziative dei giudici. E poi la Pirelli di Marco Tronchetti Provera. Non manca la ex presidente della Confindustria Emma Marcegaglia.

                                           azionariato alitalia

E poi c'è la 'Finanziaria di partecipazioni e investimenti Spa' di un altro concessionario autostradale pubblico (il gruppo Gavio), con l'1,8% delle quote e con la singolare presenza nella compagine azionaria della Provincia e del Comune dell’Aquila che, tra l'altro, è socio pubblico di maggioranza con azioni pari allo 0,39%. Una vicenda poco nota. Eppure.

Abbiamo provato a ricostruirla, con grande fatica. Le notizie sono poche e frammentarie. Si sa che nel settembre 2008, quando le trattative per il salvataggio di Alitalia sembravano fallite, gli enti e le società abruzzesi che detenevano quote azionionarie per circa un milione di euro - Provincia e Comune dell'Aquila, Provincia e Comune di Chieti, Provincia e Comune di Teramo, Comune di Pescara - si incontrarono a L'Aquila. Un summit convocato dal presidente della Camera di commercio di Pescara, Ezio Ardizzi, al quale presero parte l'allora sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso, l’assessore chietino Marco Marino, il vicepresidente della Tercas Claudio Di Gennaro, il sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e l'allora presidente della Provincia, Stefania Pezzopane.

Si decise di chiedere un incontro all’imprenditore di riferimento della "Finanziaria di partecipazioni e investimenti Spa", Marcellino Gavio e ai presidenti della Regione Lazio e della Provincia di Roma. L'intenzione era capire come sarebbero cambiate le cose dopo il brusco stop alle trattative. Si dissero soddisfatti dell’incontro sia D’Alfonso ("La Finanziaria obbliga gli enti a dismettere le partecipazioni nelle società non necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali"), che Cialente ("L’Abruzzo avrà una voce sola: abbiamo gettato le basi per prevedere un ruolo importante in prospettiva dello sviluppo del settore del trasporto aereo", un pallino del primo cittadino evidentemente).

Alla fine, la trattativa non saltò e i "capitani coraggiosi" salvarono Alitalia. Tra loro, la 'Finanziaria di Partecipazioni e Investimenti S.p.A.' che ha per oggetto "lo studio, la promozione, la progettazione, la costruzione e la gestione di strade, autostrade, tratte autostradali o trafori e infrastrutture legate all'ottimizzazione della mobilità urbana ed extraurbana, di servizi a rete, con particolare riferimento ai servizi di telecomunicazione, centri di interscambio nonché lo svolgimento di ogni attività relativa, ivi compresa, a titolo di esempio, ogni forma di intervento sulla viabilità non autostradale".

Alla fine del 2012, gli enti locali abruzzesi risultano ancora soci della società, eccetto il Comune di Pescara. Navigando tra le pagine del sito istituzionale del Comune dell'Aquila, abbiamo scoperto che il 30 gennaio 2013 - con scadenza il 2 febbraio - è stato attivato un "Bando di gara per la vendita della partecipazione azionaria detenuta nella società 'Finanziaria di partecipazione ed investimenti S.p.a.'.

                                                       aq19

L'avviso informava che le operazioni di gara previste in seduta pubblica, per la vendita della partecipazione azionaria, avrebbero avuto luogo il giorno venerdì 1 febbraio alle ore 8,30, nella sala riunioni presso il Settore Ambiente, Ecologia, Enti Partecipati e Smart City in Via Aldo Moro 30. Cosa sia accaduto, da allora, non è dato sapersi. Sono state vendute le quote azionarie della società? Avranno perso di valore dopo il fallimento dell'operazione di salvataggio Alitalia? E, soprattutto: cosa c'entra l'attività istituzionale del Comune e della Provincia dell'Aquila, e degli altri enti locali abruzzesi, con Alitalia?

Ultima modifica il Giovedì, 17 Ottobre 2013 14:29

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