Mercoledì, 11 Dicembre 2013 11:12

'L'Aquila città aperta'. Terza puntata: 'La mafia interna'

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La mafia interna. A parlarne, in una delle intercettazioni ambientali raccolte dalla 1a Sezione Criminalità Organizzata della Questura dell'Aquila, l'allora assessore alle Opere pubbliche della Giunta Cialente: Ermanno Lisi.

Sono le 17:48 del 14 ottobre 2010. Lisi discute con l'architetto Ciccone.

Ermanno: "... e quando è cuscì so cazzi... so... che reggi più!?... mo glielo dico al Sindaco... caro Sindaco io mi sono rotto il cazzo... io me ne vado ecco... ste... ecco ci sta na mafia interna che... ma che cazzo me ne frega a me di stamma a fa le seghe mentali... eh...".

Come detto, nel luglio scorso il Pubblico Ministero ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale. Le imputazioni, infatti, sono state considerate generiche e prive di quegli elementi che le avrebbero rese sostenibili in giudizio, perché basate esclusivamente sull'ascolto di intercettazioni telefoniche e ambientali. E' assai preoccupante, però, quanto emerge dal lavoro della Squadra Mobile della Questura perché racconta di un intreccio di rapporti poco chiari tra mondo politico, imprenditori edili, costruttori e professionisti. Intrecci che hanno coinvolto anche dirigenti comunali ancora oggi con le mani negli ingranaggi della ricostruzione.

Il 13 ottobre 2010, Lisi e Ciccone sono in macchina. Sono le 18:59.

Ermanno: "... questo al Sindaco aveva detto 600mila... 1milione di euro dai...."

Pio: "...e abbocca pure (si riferisce al Sindaco, ndr)..."

Ermanno: "e... si... hai capit...capito che gli ho detto io! non l'hai sentito?"

Pio: "si...".

Pio Ciccone ha sentito benissimo. Qualche minuto prima, infatti, l'assessore Lisi era al telefono con il geometra del Comune dell'Aquila, Carlo Bolino. Oggi, più di tre anni dopo, ancora responsabile del Servizio Tecnico Manutentivo del Settore Ricostruzione pubblica e Patrimonio. Parlano della realizzazione di un'opera pubblica in via Marconi, del costo - scrivono gli inquirenti nel procedimento poi archiviato - di 600 o 800mila euro. Lievitati, poi, ad 1milione.

Carlo: "domani depositiamo pure un milione di euro, per via Marconi"

Ermanno: "ah... ma hai detto ottocento, ti possono uccidere..."

Carlo: "quello di 1 milione"

Ermanno: "...(ride) che paraculo che sei (ride) ieri hai detto..."

Carlo: "va bene... che gli ho detto... avanzano... oh! a un milione ci avanzano 26mila euro co... con via Marconi... è, non è che ci avanza chi sa che..."

Ermanno: "(ride) ieri... va bona... a me non me ne frega niente, va bene... va bene... basta che si fa... sei (ride) guarda che sei un figlio d'indrocchia serio... e..."

Carlo: "poi ti devi sedere perché noi le..."

Ermanno: "... inc [incomprensibile]... de ndrocchia, siccome io, quando parli te sento, faccio finta di non sentire ma ti sento sempre (ride), sei un figlio di ndrocchia serio... va bona va...".

Qualche mese prima, il 26 maggio 2010, Ermanno Lisi è al telefono con il sindaco, Massimo Cialente. Affrontano vari argomenti, scrivono gli inquirenti nell'informativa. E viene fuori, di nuovo, il nome di Carlo Bolino. A quanto dicono - almeno, è questa l'ipotesi investigativa - sembra che il geometra del Comune dell'Aquila abbia una 'significativa autonomia' nella gestione degli appalti, che utilizzerebbe in maniera 'clientelare'. In particolare, senza l'assenso del suo dirigente, l'ingegner Amorosi, e dell'assessore Lisi, Bolino avrebbe assegnato un appalto per 40mila euro all'impresa Palmerini.

Massimo: "ma chi ha deciso di fare la scuola... la strada sotto a palazz... via Vicentini?..."

Ermanno: "la strada?"

Massimo: "di via Vicentini... pronto?"...

Ermanno: "la strada a via Vicentini... quale strada... qual è..."

Massimo: "oh!! è stata asfaltata..."

Ermanno: "quella Bolino l'ha fatta..."

Massimo: "si... ma Bolino in..."

Ermanno: "e ma Bolino... a me... me potevano telefonare per questo...Marzi! se ne è andato da noi!"

Massimo: "... non va bene eh!..."

Ermanno: "e non va bene no!"

Massimo: "dimmi! chi ha preso l'appalto?"

Ermanno: "eh... Palmerini!... so quarantamila euro"

Massimo: "ma non potevamo fare lo scavo, porca troia.. di quella di Bazzano?"

Ermanno: "quella di Bazzano, l'abbiamo mesa al... in..."

Massimo: "l'abbiamo messa nel culo... prima che quella passa non si poteva fa lo scavo di quell'altra?"

Ermanno: "eh... no..."

Massimo: "non c'avevamo..."

Ermanno: "quella di Bazzano..."

Massimo: "situazioni più gravi?"

Ermanno: "no, quella di Bazzano non ce la facciamo...Massimo..."

Massimo: "via Vicentini era più urgente?"

Ermanno: "secondo lui è urgente, mo non... io non metto la cosa... perché io mi so incazzato pure... gli ho detto, ma scusa me lo vuoi di?... metti via Vicentini e ci stanno pure altre situazioni!... a parte quello... ma a Bazzano so duecentomila euro eh!... Bazzano... ho messo sia quella di sotto che quella di sopra... gliel'ho messe tutte e due..."

Massimo: "comunque Bolino deve capire che..."

Ermanno: "a Bazzano.."

Massimo: "... io voglio sapere Bolino non può fare lui!... poi perché non fa piccole gare? Perché le strade! Cazzo!... io non lo so se quessi... stanno in massimo ribasso... io non ci sto più a sta cosa eh..."

Ermanno: "e ma io te l'ho detto... io volevo fa... io Marzi... all'inizio l'ho fatto venì per mettere a posto di... in... l'idea mia... di sostituire sulle strade!... io volevo sostituire Bolino alle strade e far entrare Marzi alle strade..."

Massimo: "... no, così non va bene... senti oggi voglio vedé queste cazzo di cose, perché voglio mettere molti lavori pubblici al piano triennale... compreso lo skidor".

Poi, Cialente e Lisi discutono della possibilità di trasferire il geometra Bolino ai lavori pubblici. "Ci mettiamo Bolino e Marzi torna... a fare le strade", propone il primo cittadino. "Eh, però dobbiamo farlo passare come una promozione...", risponde l'assessore.

Massimo: "...eh..."

Ermanno: "cioè... dobbiamo fa... noi non possiamo più... mantenere sta cosa eh... diciamo... tu sei il migliore! e lo mettiamo là..."

Massimo: "si ma io non tengo paura di Bolino, eh..."

Ermanno: "ma manco io... soltanto..."

Massimo: "eh..."

Ermanno: "evitiamo, evitiamo contrasti...! Eh... tu lo butti dentro, poi se ci sta ci sta sennò se ne va via lui..."

Massimo: "guarda è una cosa indecorosa eh... io qui non posso andare avanti così eh... tu devi cominciarti ad incazzare, devi... dire... guardate... il sindaco... mi taglia la faccia!... quindi mò basta..."

Ermanno: "... a me..."

Massimo: "vai a Amorosi... gli dici Amorò..."

Ermanno: "Massimo!... noi dobbiamo... noi dobbiamo eliminare... a parte Bolino, dobbiamo eliminare... non... con molta... il dirigente! noi non c'abbiamo un dirigente con le palle!... io deb... se tu mi... me trovi un dirigente!... che lo possiamo mettere là e che gestisce!... perché là il problema... che non ci sta il dirigente!... perché se... anche se tu tieni Bolino sotto e c'hai il dirigente!... con il dirigente se la gestisce lui la cosa..."

Massimo: "cioè se tenesse un ingegnere capace!..."

Ermanno: "eh!... se tu... se tu me trovi un dirigente... semo risolto il problema delle opere pubbliche!... il problema delle opere pubbliche è Bolino per la situazione che sappiamo e vabé... ma se c'abbiamo un dirigente... che mette Bolino da parte, quando se sta a fa na cosa... se ta fa la gara... si pigliano quattro ditte, cinque ditte, e se fa la gara... le ditte le sceglie il dirigente...".

A leggere le intercettazioni della Sco, tre mesi dopo, il 26 agosto 2010, Bolino chiama Lisi e gli dice che il 3 settembre aprono le buste per i lavori di via De Nicola ed i lavori sono passati da 30mila a 55mila euro.

Carlo: "si, dai la buona notizia al Sindaco, il 3 settembre apriamo le offerte per via De Nicola, là sopra..."

Ermanno: "qual è via De Nicola, scusa..."

Carlo: "quellaaa... a Pettino... che ho trovato i soldi..."

Ermanno: "quella di 30mila euro?..."

Carlo: "... è... non so 30... 55, perché?..."

Ermanno: "so 55mila... quindi il 3 settembre..."

Carlo: "si, però aspetta... non gli dire 55 che quello si inizia ad alterare..."

Ermanno: "no, va beh... va beh...".

Sfogliando l'informativa della Sco, si evince l'atteggiamento quanto meno ambiguo dell'assessore Lisi che dapprima scredita Bolino agli occhi di Cialente e, poi, sorride al telefono con il geometra: "quando parli te sento, faccio finta di non sentire ma ti sento sempre (ride), sei un figlio di ndrocchia serio... va bona va...".

Nel giugno del 2011, l'ipotesi degli inquirenti è che tale atteggiamento sarebbe sintomo di un accordo tra di Lisi e Bolino, per la spartizione della maggiori somme richieste da Bonino. Non per il Pubblico Ministero che, nel luglio 2012, ha archiviato il procedimento. Le imputazioni, giusto sottolinearlo ancora, sono state considerate generiche e prive di quegli elementi che le avrebbero rese sostenibili in giudizio, perché basate esclusivamente sull'ascolto di intercettazioni telefoniche e ambientali.

Al di là della vicenda giudiziaria, però, il lavoro della Squadra Mobile lascia davvero interdetti.

E' il 12 ottobre 2010. Il geometra avverte Lisi che sta passando in ufficio un professionista di cui non faremo il nome.

Carlo: "Ermà"

Ermanno: "Carlè dimmi..."

Carlo: "buongiorno, fra mezz'ora viene [nome del professionista] in ufficio, puoi passare?"

Ermanno: "io devo fare un salto a Roma... se ce la faccio... se viene subito..."

Carlo: "... e... e... ha detto che stava a scendere da Tornimparte... inc [incomprensibile]... mo se ci mette mezz'ora, perché sta largo..."

Ermanno: "e va boh... se io sto ancora qua si, perché devo andare a fare un salto a Roma... se sto qua vengo senz'altro..."

Carlo: "ma dove stai tu mo?"

Ermanno: "io mo mi trovo qua sopra, sto andando a vedere quel lavoro che hanno fatto a... come cazzo si chiama... alla Comunità Europea"

Carlo: "ah... va boh... dai e ci vediamo fra un pò in ufficio... inc [incomprensibile]... anche perché non gli hai detto niente, da quello che mi ha detto lui..."

Ermanno: "come no, gli ho detto che doveva levà quei 15mila euro... per dà... va beh... gliel'ho detto, gliel'ho detto..."

E' l'assessore Ermanno Lisi, nel 2010, a parlare di mafia interna negli uffici comunali. Parole, le sue, tutte da dimostrare. Evidentemente. Che preoccupano, però. Anche perché, scoprirete domani, l'assessore parla apertamente di 'mazzette' che un dirigente comunale avrebbe ricevuto da un noto imprenditore locale.

Domani, la quarta puntata della nostra inchiesta

 

10 dicembre 2013, 'L'Aquila città aperta'. Prima puntata: 'La gru fantasma'

11 dicembre 2013, 'L'Aquila città aperta'. Seconda puntata: 'La ciccia'

Ultima modifica il Giovedì, 12 Dicembre 2013 00:22

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