Venerdì, 13 Dicembre 2013 08:56

'L'Aquila città aperta'. Ultima puntata: 'Le casette'

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L'indagine condotta dalla Sezione Criminalità Organizzata della Questura dell'Aquila e contenuta in una informativa inviata alla Procura Distretturale agli inizi del giugno 2011, non ipotizzava soltanto che l'allora assessore alle Opere pubbliche della Giunta Cialente, Ermanno Lisi, si fosse adoperato per far si che i contributi elargiti dallo Stato per la ricostruzione lievitassero considerevolmente. Anzi.

Talvolta, scrivono gli inquirenti, Ermanno Lisi avrebbe proposto ai suoi 'clienti' delle soluzioni alternative o degli escamotage per superare ostacoli legislativi. In particolare, per quel che riguarda le 'casette', i manufatti provvisori realizzati in base alla delibera Comunale numero 58, approvata il 25 maggio del 2009. Un vero e proprio business, per Lisi. Almeno a leggere l'informativa della Sco.

Di parere opposto, come detto nelle precedenti puntate della nostra inchiesta, il Pubblico Ministero che, nel luglio 2012, ha chiesto l'archiviazione del procedimento penale perché le imputazioni sono state considerate generiche e prive di quegli elementi che le avrebbero rese sostenibili in giudizio. Erano basate, in effetti, esclusivamente sull'ascolto di intercettazioni telefoniche e ambientali.

Intercettazioni che, però, raccontano di come Lisi si sia interessato molto da vicino alla possibile edificazione di casette provvisorie. E anche solo questo interesse solleva una questione politica e morale importante, al di là degli aspetti penali della vicenda.

Una dovuta premessa: a leggere le direttive emanate al tempo dalla Protezione civile, il termine massimo per ristrutturare le abitazioni 'B' era di sei mesi, per le 'C' di 7 mesi. Termine che poteva essere prorogato dal Comune solo in presenza di particolari complessità, da documentare con perizia asseverata. Si evince da un comunicato a firma dell'ingegner Mario Di Gregorio, all'epoca dirigente dell'aria sisma.

Fatta la premessa, vi raccontiamo un caso, tra gli altri. L'allora assessore Lisi si sarebbe 'interessato' affinché nel dicembre 2010 (ad un anno e 8 mesi dal terremoto) venisse rilasciata ad una cittadina dell'Aquila - la chiameremo Franca - l'autorizzazione alla costruzione di due manufatti provvisori (uno intestato alla cittadina, l'altro alla consuocera). Come previsto dalla delibera 58. Se non fosse che Franca, già nel settembre 2009, aveva ottenuto l'agibilità parziale per la sua abitazione. Non solo: fino al gennaio del 2011, ha preso anche il Contributo di autonoma sistemazione. Tra l'altro, sia Franca che l'assessore Lisi erano a conoscenza del fatto che, a brevissimo, alla donna sarebbe stata riconsegnata l'abitazione principale, classificata 'B', i cui lavori erano in via di ultimazione. 

E' il 15 settembre 2010.

Ermanno: "... sto andando all'ufficio, ci possiamo vedere o tarda mattinata o oggi pomeriggio, anche perché sono andato a riprendere pure le planimetrie... ufficiali di oggi... del catasto..."

Franca: "eh, bravo"

Ermanno: "me so prese quelle di oggi, così tu mi fai vedere... quali sono le priorità tue precise, perché ci stanno dei tratteggi... così vediamo..."

Franca: "... tanto io ho dato tutte le carte, capito..."

Ermanno: "... si però io me ne sono andato a riprendere le planimetrie... ieri l'ho riprese dal catasto..."

Franca: "vabbè, tu tutte quelle carte ce l'hai?... perché io mo..."

Ermanno: "io c'ho tutte quelle carte... no, io... le carte che mi hai portato... c'ho tutto, l'unica cosa che mi sono andato a riprendere per stare tranquillo... è le planimetrie aggiornate a ieri, diciamo... quindi sò quelle ufficiali..."

Franca: "... va bene... ma poi... praticamente così dopo faccio pure la richiesta al Comune per la restituzione di tutto... vabbò..."

Ermanno: "si, tu mo c'hai le carte, io mo ti do le carte poi quello che devi fare... la richiesta, la fai..."

Franca: "... e... so fatti miei..."

Ermanno: "è, quella è una cosa tua..."

Franca: "...e vabbé..."

Ermanno: "chiaro io... però le voglio vede..."

Franca: "e con questo possiamo presentarla subito... perché ci stava pure sul giornale na cosa del Comune che voleva..."

Ermanno: "si, si voleva revocare"

Franca: "eh!..."

Ermanno: "... si, si la puoi presentare subito..."

Franca: "immediata"

Ermanno: "l'importante è che capiamo eh?..."

Franca: "Immediata... la presentiamo?..."

Ermanno: "si, la presenti immediata"

Franca: "... presentiamo il progetto più grosso!..."

Ermanno: "si, no no... il progetto devi presentà... massimo ci stanno delle norme..."

Franca: "quello là, quello là presentiamo"

Ermanno: "è, quello là si, si..."

Franca: "quello un pò più articolato in maniera che se volemo fare qualcosa di diverso pò..."

Ermanno: si, si, si, no vabbé... poi quello lo presentiamo in maniera corretta, nel senso... poi lo vediamo insieme... "

Franca: "è"

Ermanno: "... onestamente, rispetto alle disposizioni che hanno dato poi... quello..."

Franca: "cioè, non si può fare sotto garage... niente..."

Ermanno: "no no, quello non lo prevede... no no, quello non lo prevede...".

Insomma, Franca voleva far costruire anche un garage per quella che doveva essere una casetta provvisoria. Come non bastasse, a qualche giorno dalla presentazione del progetto, la donna avrebbe chiesto all'assessore di sostituire la beneficiaria della seconda abitazione che, scrivono gli inquirenti, doveva essere la figlia, con la consuocera.

Intercettazione telefonica del 29 settembre 2010.

Ermanno: "pronto"

Franca: "Ermanno, buongiorno, sono ..."

Ermanno: "oh ... bella..."

Franca: "è... che ti volevo dire, ma quelle cose si può cambiare un nome?"

Ermanno: "si"

Franca: "al.. e.. di tutti... e di quello intestato a ... tanto l'altro c'ha la casa E, è la mia consuocera..."

Ermanno: "... quella intestata... scusami, scusami, non ho capito..."

Franca: "...quello intestato a [nome della figlia]..."

Ermanno: "si"

Franca: "e il marito... si può cambiare?"

Ermanno: "e a chi la intestiamo?"

Franca: "e... a un'altra persona che c'ha la casa E... la mia consuocera"

Ermanno: "e allora si... portami tutti i dati"

Franca: "ma... e... è già passata?..."

Ermanno: "no, portami tutti i dati"

Franca: "ma oggi te li devo portare?"

Ermanno: "e me li devi portare oggi si"

Franca: "stamattina?"

Ermanno: "e, in mattinata..."

Franca: "...tutto quello che ti ho dato, già..."

Ermanno: "no, la tua consuocera"

Franca: "è, c'ha una casa E..."

Ermanno: "...sta sola, è single..."

Franca: "... ma lei c'ha la casa E... no, c'ha il marito..."

Ermanno: "... no lei e il marito... quindi mi devi portare i dati suoi e del marito..."

Franca: "... e basta?..."

Ermanno: "è la stessa situazione tua... che mo te lo dicevo..."

Franca: "... eh, però lei c'ha casa E..."

Ermanno: "no, no va bene... lo può fare... il discorso però... è... il discorso è sempre che pure tu da single la potresti fare da 50, 60 metri... noi la stiamo a fà di 92..."

Franca: "... va bene..."

Ermanno: "... e questo ricordatelo..."

Franca: "... e ma ti devi spicciare perché tra un pò la casa mia è pronta sennò poi non lo posso fare manco..."

Ermanno: "statte zitta"

Franca: "è"

Ermanno: "statte zitta, così te lo dico in dialetto"

Franca: "vabbò ciao, poi te mando tutto".

Statti zitta, consiglia Ermanno Lisi alla donna, preoccupata che stiano per concludersi i lavori di ristrutturazione della sua abitazione principale, classificata B, per cui ha da tempo ottenuto l'agibilità parziale. E invita Franca a ricordare che, in quanto single, avrebbe potuto costruire una casetta di 50, 60 metri quadi e invece "noi la stiamo a fà di 92".

Un altro caso vagliato dagli inquirenti ripercorre sostanzialmente le stesse vicende della signora Franca. E' arricchito però - si legge nell'informativa - da un particolare significativo: è l'assessore - a quanto scrivono gli inquirenti - che contatta il potenziale committente. Si tratta di un consigliere comunale di opposizione che oggi non siede più nell'assise consiliare. Lo chiameremo Gino. E' il 19 maggio 2010.

Ermanno: "... [nome dell'allora consigliere] ..."

Gino: "Ermà"

Ermanno: "oh, te so chiamato fratello mio, perché... so passato per caso qua sopra a coso... do c'hai quel terreno tuo a San Giacomo"

Gino: "è"

Ermanno: "... e... e... là qualche cazzo fallo mo..."

Gino: "e, lo voglio fare si, perché..."

Ermanno: "e ma lo devi fare subito perché ho visto che là già stanno a fare qualche cosa eh..."

Gino: "ho capito"

Ermanno: "ho detto... fammi chiamà [nome dell'allora consigliere]... ma cazzo, ma te lo tengo recordà io le cose?..."

Gino: "embeh... ma... la... la strada qual è? sempre quella normale del... e de... con la casa E... de fà na casa loco?"

Ermanno: "esatto... provvisorio!"

Gino: "ho capito... ho capito!"

Ermanno: "se pò fa, ma siccome tu ne te una, te quattro figli, ne fà quattro..."

Gino: "come?"

Ermanno: "tu c'hai quattro figli?"

Gino: "è"

Ermanno: "c'hai una E... c'hai una E, se vede come se pò impostà..."

Gino: "fanno parte dello stesso nucleo famigliare... non va..."

Ermanno: "e vabbè [nome dell'allora consigliere]... ma il nucleo famigliare se pò sempre divide... tieni pure tua sorella..."

Gino: "e ho capito... ho capito..."

Ermanno: "[nome dell'allora consigliere] senti tuo fratello..."

Gino: "... pure mamma sta in... E... pure mamma"

Ermanno: "e allora!... ne facciamo tre" Gino: " va bona ah, va bona..."

Ermanno: "tentiamoci... sentiamoci... sennò se non ci penso io a ti chi cazzo ci pensa... porco du"

Gino: "c'hai ragione... che io non sono bono mai a vedermi i cazzi miei...".

In effetti, a quanto risulta dalle richieste avanzate per costruire i manufatti provvisori, l'allora consigliere presenterà domanda il 21 giugno, poco più di un mese dopo, per edificare su di un terreno di proprietà della moglie. Lo stesso giorno viene presentata analoga richiesta dalla madre.

In una intercettazione del 3 giugno, il consigliere chiama l'assessore per sapere con precisione cosa gli occorre per presentare le richieste.

Ermanno: "[nome dell'allora consigliere]!"

Gino: "Ermà.."

Ermanno: "dimmi [nome dell'allora consigliere]..."

Gino: "se, te volevo dì, che carte ti debbo portà per quella cosa?... la..."

Ermanno: "allora, mi devi portà... mi devi portà... mo ti spiego una cosa, foglio, particella..."

Gino: "foglio, particella..."

Ermanno: "foglio e particella... e poi... mi devi dire... là siete quattro e... devi fare quattro nuclei famigliari... come fai?... o una?..."

Gino: "io... io voglio fare cinque mini appartamenti... ogn... uno per ogni figlio..."

Ermanno: "è però... la non puoi fare i mini appartamenti... là devi fare le case singole..."

Gino: "non ho capito..."

Ermanno: "là devi fà..."

Gino: "è"

Ermanno: "villettine singole"

Gino: "cioè, tanno esse staccate, l'una dall'altra?"

Ermanno: "e... le puoi fare pure attaccate... bifamiliari..."

Gino: "e villettine singole... è"

Ermanno: "è... però singole perché la A è tua... la B sarà di tuo figlio... ognuno... ma tutti quanti poi... ti ricordi il discorso?... che devi avere casa E o B..."

Gino: "si"

Ermanno: "una la devi intestare tu, una la deve fare tua sorella, una la deve fare tua madre..."

Gino: "è"

Ermanno: "è... allora mi devi dire gli stati di famiglia... uno per ognuno..."

Gino: "quindi stati di famiglia... uno per ognuno..."

Ermanno: "esatto... lo stato di famiglia tuo è uno..."

Gino: "è"

Ermanno: "e ne puoi mette una... lo stato di famiglia di tua sorella e un altro e ne puoi mette un'altra... lo stato di famiglia di tua madre è un altro... e ne puoi mette un'altra... mi segui?"

Gino: "si si"

Ermanno: "allora dobbiamo fare questa analisi, ma in maniera veloce Luì...".

Il 7 giugno, i due amministratori - l'assessore di centrosinistra e il consigliere d'opposizione di centrodestra - si sentiranno di nuovo. Lisi vaglia la possibilità di intestare un'abitazione al consigliere, un'altra alla moglie - visto che sono in regime di separazione dei beni - e la terza alla madre. Nel prosieguo del discorso, scrivono gli inquirenti, l'allora consigliere fa capire all'assessore di edificare delle abitazioni durevoli, non le "capanne di Barbie". E Lisi risponde che faranno delle villette.

Ermanno: "non facemo le capanne de... facemo delle villette... delle ville..."

Gino: "è... carucce... no queste che vedi in giro... che sò na chiavica... hai capito?"

Il giorno dopo, l'8 giugno 2010, il consigliere chiama Lisi e lo informa che l'indomani gli porterà due pratiche. L'assessore lo sollecita a trovare qualche parente o amico disposto a fare da prestanome.

Ermanno: "domani mattina me le devi dare e due te le consegno... domani..."

Gino: "si"

Ermanno: "poi se riesci a sistemà..."

Gino: "però le due nostre... poi que... a sorema me vergogno... mi rompe il cazzo capito..."

Ermanno: "ma guarda che sei fesso eh..."

Gino: "eh?"

Ermanno: "ma se lei non lo deve fare... no... io non ti capisco delle volte..."

Gino: "e una volta lo voleva fare, mo non tiene la terra... pare a vedere... tu non te la terra... me te lo fotto io! capito?"

Ermanno: "e si [nome dell'allora consigliere]... e ..."

Gino: "mo vedi... io non sono capace, mo vedi se... gli devo dire voglio... capito, ma non lo so... te faccio sapere domani mattina..."

Ermanno: "è, se trovi un altro, ma pure un amico..."

Gino: "i... mbeh... ma n'amico... chi cazzo è che te lo fa?"

Ermanno: "in comodato d'uso gratuito... chi te lo fà, io... io per esempio... se non ero consigli... se non ero assessore io te l'avrei fatto, che me ne frega a me..."

Il 19 giugno 2010, i due si sentono per l'ennesima volta e Lisi afferma che nel progetto sta prevedendo quattro villette. Più piccole, però. L'ex consigliere si preoccupa per come giustificare le altre due e l'assessore alle Opere pubbliche specifica: "no... io mo te ne sto... no, io ne ho... ho lasciato il lotto per farcene entrare quattro". Eloquente la risposta dell'allora consigliere: "così... ci facciamo... ci facciamo un altro piano, un domani".

Ultima modifica il Sabato, 14 Dicembre 2013 00:10

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