08 Agosto 2024 - 11:08:42

di Redazione

Sono stati consegnati questa mattina i lavori di ricostruzione della chiesa di San Francesco di Paola.

La chiesa, che ha subito gravi danni con il sisma che ha determinato crolli parziali, è inagibile ormai da 15 anni.

Oltre un milione di euro (da finanziamento Cipe) il costo dell’intervento che ripristinerà la parte architettonica e strutturale dell’edificio sacro.

L’iter di ricostruzione della chiesa è stato lungo e complesso da un punto di vista burocratico e amministrativo, proprio come accaduto per il Duomo.

Il progetto di ricostruzione era stato infatti redatto dalla Diocesi, prima che una legge dello Stato nel 2015 riconoscesse gli interventi sul patrimonio culturale ecclesiastico di competenza del ministero dei Beni culturali, quindi del Segretariato regionale Mic.

La progettazione è stata quindi acquisita in un secondo tempo dal Segretariato Mic, verificata e validata.

La consegna dei lavori è stata fatta stamattina alla presenza dell’arcivescovo dell’Aquila, mons. Antonio D’Angelo, del direttore dei lavori, l’architetto Augusto Ciciotti, e di don Luigi Maria Epicoco, parroco di San Francesco Di Paola.

“Un ulteriore tassello del patrimonio ecclesiastico della città e del territorio che richiede la massima attenzione degli uffici del ministero – ha affermato Ciciotti – Il Segretariato è riuscito a perfezionare come soggetto attuatore tutte le procedure e oggi con soddisfazione e gioia siamo riusciti a formalizzare il verbale di consegna con l’impresa aggiudicataria esecutrice. E’ una chiesa molto danneggiata, tra le più danneggiate della città, ma con umiltà, impegno, costanza e competenza sono convinto che riusciremo a ripristinare almeno l’agibilità di questa chiesa nei tempi previsti dal contratto, circa un anno e mezzo”.

“E’ un monumento pubblico di interesse storico artistico, ma per noi è innanzitutto la casa della comunità, quindi il luogo dove possiamo riprendere le nostre attività ordinarie – ha detto Epicoco – Dobbiamo essere molto grati all’architetto Ciciotti, perché in questi mesi ha velocizzato tutte le pratiche per poter arrivare a questo punto che è un punto di partenza, ma le cose solo quando iniziano possono trovare il loro pieno compimento. Speriamo che, man mano che i lavori procederanno, non rallentino e non ci siano avversità, anche perché c’è sempre l’incognita dei restauri. Speriamo, inoltre, che arrivino anche le risorse mancanti per completare tutto il monumento e restituirlo alla sua antica bellezza”