11 Novembre 2025 - 16:02:21
di Martina Colabianchi
Un durissimo comunicato, firmato da FistelCisl Abruzzo e Molise, ha acceso i riflettori sulle condizioni di lavoro nel call center CC NORD S.R.L., società con sede a Bazzano che gestisce l’importante commessa di customer care per conto di WindTre.
La sigla sindacale denuncia con «fermezza e sdegno» una gestione aziendale descritta come «autoritaria, opaca e lesiva dei diritti», che avrebbe generato un inaccettabile malcontento e pratiche che «calpestano la dignità e la salute psicofisica» dei dipendenti.
Le accuse principali riguardano la gestione di ferie e permessi, dove l’obbligo di richiedere i riposi con due mesi di preavviso annulla la pianificazione familiare, e il rifiuto di smaltire le ore di Rol accumulate, trasformando il riposo in una «cifra astratta».
Il sindacato, inoltre, denuncia come «umiliante» la richiesta di un certificato medico per un diniego di Rol per una semplice visita e definisce come un atto di «insensibilità e burocrazia disumana» la richiesta di avere un monte ore positivo per usufruire del permesso non retribuito in caso di lutto familiare.
Sul piano operativo, la comunicazione dei turni avviene con appena due settimane di preavviso, e la «totale mancanza di un’adeguata After Call» (tempo post-chiamata) rende i carichi di lavoro «eccessivi e ingestibili».
La FistelCisl contesta inoltre una politica del personale distorta, con l’assunzione massiva di personale interinale mentre ai dipendenti subordinati part-time verrebbe negato l’aumento d’orario, offrendo solo supplementari.
Il sindacato denuncia, infine, un clima aziendale “tossico” con l’uso di «urla, minacce con linguaggio scurrile e maleducato» da parte dei responsabili, atti che vengono definiti apertamente come mobbing, in particolare verso chi esercita il diritto al congedo parentale.
Di fronte a quanto denunciato, il sindacato chiede un immediato tavolo di confronto per risolvere tutte le criticità, chiedendo al contempo chiarimenti sul futuro della commessa Wind, in scadenza a dicembre 2026.
La conclusione è un chiaro ultimatum: «La misura è colma! Se l’Azienda non darà risposte concrete e immediate, saremo pronti a mettere in campo ogni azione di lotta sindacale necessaria».
LAQTV Live