11 Novembre 2025 - 09:40:53

di Tommaso Cotellessa

Profondo rammarico da parte della Cia Abruzzo per la decisione della Regione di ridurre la dotazione finanziaria del bando SRD01 “Investimenti produttivi agricoli per la competitività delle aziende agricole”, passata da 15 a 10 milioni di euro, come stabilito dalla determinazione DPD018/874 del 4 novembre 2025.

«Si tratta di una scelta grave e incomprensibile – dichiara Nicola Sichetti, presidente di Cia Abruzzo – perché incide direttamente sulla capacità di investimento delle imprese agricole abruzzesi e sulla loro competitività, in un momento in cui il settore ha bisogno di sostegno e certezze».

Secondo l’organizzazione, la riduzione delle risorse rappresenta un duro colpo per un comparto già messo alla prova da difficoltà economiche, climatiche e strutturali. Il bando SRD01, infatti, è considerato una misura strategica per sostenere investimenti orientati all’innovazione, alla sostenibilità ambientale e al miglioramento della redditività aziendale.

«Tagliare i fondi significa lasciare indietro molte aziende meritevoli, vanificando un’importante opportunità di crescita e modernizzazione» denuncia ancora Sichetti.

La CIA Abruzzo contesta anche il metodo con cui la decisione è stata assunta, evidenziando la mancanza di concertazione con le Organizzazioni Professionali Agricole. «Una riduzione così significativa delle risorse – sottolinea il presidente – è stata adottata senza alcun confronto preventivo con chi rappresenta il tessuto produttivo e conosce le reali necessità del territorio».

Per queste ragioni, l’associazione agricola chiede alla Regione di ripristinare la dotazione finanziaria originaria di 15 milioni di euro, garantendo così pari opportunità di accesso ai fondi e un sostegno concreto allo sviluppo del settore agricolo regionale.

«Chiediamo un segnale chiaro e concreto di attenzione verso l’agricoltura abruzzese – conclude Sichetti – e restiamo disponibili a un confronto urgente con la Regione per affrontare insieme le criticità e individuare soluzioni condivise».

Anche Coldiretti Abruzzo si unisce alle dichiarazioni della Cia, esprimendo forte dissenso e preoccupazione per la decisione della Regione.

«Un taglio di 5 milioni di euro, pari a circa un terzo del totale inizialmente previsto, è una coltellata alle imprese agricole abruzzesi, che operano in un contesto già reso complesso da emergenze climatiche, rincari energetici e logiche di mercato instabili – dichiara il presidente di Coldiretti Abruzzo, Pietropaolo Martinelli -. La riduzione delle risorse è gravissima perché va contro il principio stesso che ispira il bando, uno strumento strategico pensato per favorire l’innovazione aziendale, sostenere i giovani agricoltori e aiutare le aziende delle aree interne e svantaggiate».

Non le manda a dire il direttore regionale Marino Pilati, che evidenzia come il taglio sia stato attuato senza alcun confronto e al di fuori del tavolo di partenariato. «Si sta togliendo il sostegno più concreto allo sviluppo delle imprese – afferma Pilati –. Questo taglio è un vero controsenso: occorrono più risorse, non meno. Le nostre aziende, soprattutto quelle guidate da giovani, devono investire in macchinari, serre, irrigazione per rimanere competitive e sostenibili. Tagliare 5 milioni significa lasciare tantissime imprese senza la possibilità di programmare e crescere».

Pilati aggiunge che Coldiretti Abruzzo presenterà la prossima settimana un documento ufficiale di richieste alla Regione, già annunciato al Villaggio Coldiretti di Pescara, chiedendo il ripristino immediato della dotazione iniziale e una maggiore trasparenza nelle scelte che riguardano le politiche agricole regionali.

Coldiretti ricorda inoltre che in Abruzzo la dimensione media delle aziende agricole è storicamente inferiore alla media nazionale e che il tessuto produttivo si regge in larga parte su piccole imprese.

«Il settore va incentivato e supportato – conclude Martinelli – mai come oggi sono necessarie scelte coraggiose e condivise. Ridurre le risorse è un passo indietro per l’agricoltura abruzzese e per l’intero sistema economico regionale».