12 Dicembre 2025 - 15:17:43
di Martina Colabianchi
La legge di bilancio 2026 al centro della mobilitazione nazionale della Cgil che ha coinvolto, per l’Abruzzo, il capoluogo di Regione che ha visto sfilare centinaia di manifestanti.
Raduno alla Villa comunale, corteo e conclusione davanti alla Prefettura con l’intervento di Fabrizio Russo, segretario generale della Filcams Cgil.
Al centro della protesta, secondo il sindacato, salari, fisco, precarietà, sicurezza sul lavoro, pensioni, sanità e istruzione.
«Ci aspettavamo la risposta che si è avuta nei luoghi di lavoro. Gli indici di adesione sono importanti, oscilliamo tra il 60 e il 70%, e questo ci conforta rispetto alle nostre posizioni sulla manovra finanziaria», commenta Fabrizio Russo.

La Cgil denuncia una manovra ritenuta ingiusta, priva di interventi sul potere d’acquisto e sugli investimenti nei servizi essenziali.
Per la confederazione, la legge di bilancio non sostiene pensionati, lavoratori precari e autonomi, e rischia di ampliare le disuguaglianze sociali.
Al centro anche il tema della sanità.
«In un Abruzzo con 125milioni di deficit e tagli continui e liste di attesa infinite c’è bisogno di una legge di bilancio che finanzi il servizio sanitario nazionale – spiega Carmine Ranieri, segretario Cgil Abruzzo e Molise -. In Italia si paga molto di meno per le rendite, invece si tartassano i lavoratori dipendenti e pensionati, quindi chiediamo una legge di bilancio totalmente diversa».
«Una presenza irrinunciabile quella del Partito Democratico a l’Aquila, accanto ai lavoratori e ai sindacati della Cgil, per una mobilitazione importante e necessaria. La grande partecipazione, con venti pullman arrivati dall’Abruzzo e dal Molise dimostra quanto sia forte e diffuso il disagio di fronte a una situazione economica e sociale sempre più complessa. Dalla mobilitazione che ha visto tra gli altri l’intervento del segretario nazionale della Filcams Cgil, Fabrizio Russo, si è levata una voce chiara: il Paese ha bisogno di risposte concrete, non di slogan», così il segretario regionale del Pd Daniele Marinelli e il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci.
«Le ragioni della protesta, illustrate in questi giorni dalla Cgil Abruzzo Molise, unite ai dati che vengono fuori sulla situazione dell’Abruzzo, ci dicono che la produzione industriale è ferma da oltre trenta mesi – continuano Marinelli e Paolucci – , che la cassa integrazione sta esplodendo con numeri drammatici, che la manifattura è in stallo e che anche i Comuni, a causa dei pesanti tagli ai trasferimenti, rischiano di non riuscire più a garantire i servizi essenziali ai cittadini. Di fronte a tutto questo, la legge di bilancio del Governo non interviene, non sostiene l’industria, non tutela il lavoro, non contrasta il declino economico, lasciando famiglie, imprese e amministrazioni locali senza strumenti adeguati. Siamo davanti a un Paese che arretra. Per queste ragioni oggi abbiamo scelto di essere presenti e di sostenere questa mobilitazione con convinzione. La difesa del lavoro e della coesione sociale è una priorità per il Partito Democratico, che continuerà a essere al fianco di lavoratori, studenti e sindaci e a chiedere con forza che Governo e Regione tornino ad occuparsi davvero dei bisogni delle persone e del futuro produttivo del nostro territorio. Alle carenze strutturali della legge di bilancio nazionale si aggiungono, per l’Abruzzo, le annunciate misure regionali: tagli per far fronte ai debiti della sanità, le nuove tasse, con l’incremento IRPEF in vigore dal 1° gennaio 2026, e nessun intervento per il rilancio dell’economia regionale. Siamo nella morsa della filiera di governo che ci costringerà ad anni di sacrifici: ascoltiamo l’appello del sindacato per costruire un’alternativa concreta che liberi l’Abruzzo da debiti sanitari e arretramento economico».
LAQTV Live