12 Gennaio 2026 - 18:29:15
di Redazione
Il Consiglio dei ministri ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 l’incarico di Guido Castelli come commissario straordinario del governo per la ricostruzione e la riparazione post-sisma 2016.
«È una responsabilità che accolgo con senso del dovere, consapevole che l’anno che si apre ha un valore particolare – ha dichiarato Castelli -. Il 2026, infatti, segna il decennale di uno degli eventi catastrofali più drammatici della storia recente del nostro Paese. Una ricorrenza che impone di custodire la memoria per quanto è accaduto e un sempre maggiore, concreto, impegno per rendere ancora più efficace il lavoro svolto fin qui, nel segno dei cantieri e della velocizzazione della macchina amministrativa. Nella consapevolezza che la realtà di Amatrice necessita di una particolare attenzione e dedizione, l’obiettivo primario resta quello di riportare nelle loro case tutti i nostri cittadini, il prima possibile»
«In questi tre anni – prosegue Castelli – grazie al pieno sostegno del Governo e alla collaborazione delle Regioni, degli enti locali, degli Uffici speciali e di tutti gli attori coinvolti, abbiamo impresso un decisivo cambio di passo alla ricostruzione. I numeri testimoniano questa accelerazione: quasi 13.000 cantieri chiusi, 9 mila in corso e 1.500 opere pubbliche già avviate. Dei circa 14mila nuclei familiari che avevano perso l’abitazione, un terzo sono tornati nelle loro case. Grazie anche alle misure introdotte da Governo e Maggioranza, a partire all’intervento diretto dello Stato per la chiusura delle cosiddette ‘code’ del Superbonus (contenuto nella Legge di Bilancio), che garantisce la prosecuzione di circa cinque mila cantieri, il 2026 dovrà essere sempre più un anno nel segno dei cantieri e dei borghi dell’Appennino centrale che tornano a nuova vita. Oltre che per la ricostruzione materiale, continueremo a lavorare per quella riparazione economica e sociale che può consentire di garantire alle nostre comunità nuove, tangibili, opportunità di crescita e sviluppo. Il percorso intrapreso con crescente fiducia e determinazione nella consapevolezza che il decennale del sisma ci richiama a una riflessione e ad un dovere collettivo: trasformare una ferita profonda in una nuova prospettiva di futuro per l’Appennino centrale».
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