19 Gennaio 2026 - 16:40:09

di Martina Colabianchi

Accertamento della continuità dell’attività produttiva e del rispetto delle condizioni previste e, qualora emergessero inadempienze, l’attivazione delle azioni legali inclusa la procedura di retrocessione dell’immobile al patrimonio comunale.

Sono questi gli step concordati nel corso della conferenza dei capigruppo del Comune dell’Aquila sulla vertenza occupazionale Aura. Sono più di 50 i lavoratori dell’azienda, operante nel settore dei rifiuti elettronici, che vedono a rischio il loro posto di lavoro a causa dei tagli al personale previsti dal piano aziendale proposto dalla Mival Connect, società svizzera che ha acquisito a marzo 2025 il 100% dell’azienda.

Nel corso della conferenza, richiesta dal consigliere comunale Paolo Romano, è stata ribadita in maniera unanime la volontà dell’amministrazione comunale di restare al fianco dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali, condividendone le preoccupazioni e sostenendo ogni iniziativa utile alla tutela dell’occupazione e della dignità del lavoro, a fronte di una crisi industriale che si protrae da mesi e che sta producendo ricadute economiche e sociali sempre più gravi sul territorio.

Sul piano politico, i consiglieri di opposizione Enrico Verini e Gianni Padovani chiedono uno «strumento straordinario di pressione sulla proprietà» perché lasci l’azienda senza tenere «ostaggio le maestranze», sostenendo che l’attività produttiva sia solida ma servano imprenditori interessati a investire.

«Il confronto si è concentrato in particolare su due questioni centrali – ha spiegato Romano -: da un lato la necessità di fare piena chiarezza sugli obblighi contrattuali assunti dalla società al momento del suo insediamento nello stabilimento comunale del Tecnopolo d’Abruzzo, oggetto di cessione da parte del Comune; dall’altro il tema urgente della totale assenza di reddito per i lavoratori».

Resta drammaticamente aperto il nodo degli ammortizzatori sociali: ad oggi i lavoratori non percepiscono stipendi dal mese di agosto e non ricevono la cassa integrazione dal mese di novembre. «È indispensabile – continua Romano – individuare una soluzione rapida ma efficace per garantire almeno un sostegno economico alle famiglie coinvolte, che stanno consumando i propri risparmi per far fronte alle necessità quotidiane. In questo quadro, appare necessario attivare senza ulteriori rinvii una cassa integrazione per cessazione dell’attività, in attesa di eventuali sviluppi legati alla vendita dell’azienda».

«Proprio per questo ho ritenuto doveroso avanzare al Presidente del Consiglio comunale la proposta di audire direttamente l’assessore regionale Magnacca per individuare insieme le risposte più adeguate e le soluzioni percorribili».

«Una cosa è certa – conclude il consigliere di opposizione -: continueremo a seguire la vertenza con la massima attenzione, mantenendo un confronto costante con lavoratori, sindacati e istituzioni competenti, nella convinzione che servano responsabilità, trasparenza e scelte nette. La tutela del lavoro e la difesa del patrimonio pubblico devono procedere insieme, senza ambiguità e senza dannosi rinvii».