28 Gennaio 2026 - 17:33:59

di Martina Colabianchi

L’ultima decisione sulla zona di via Solaria/SS80 sotto la lente dei consiglieri comunali de “Il Passo Possibile” Emanuela Iorio, Elia Serpetti e Massimo Scimia, che denunciano una prassi ormai sistematica nel capoluogo di Regione che vede trasformare, attraverso varianti urbanistiche, l’ennesima area direzionale in commerciale per far posto a un nuovo supermercato.

I consiglieri ricordano che «la rotazione urbanistica prevista dall’art. 31 delle NTA non è uno strumento ordinario, ma un’eccezione ammessa solo in presenza di un interesse pubblico chiaramente dimostrato. Senza una valutazione basata su dati reali – occupazione, traffico, rete viaria, commercio di prossimità, equilibrio tra centro e periferie – ogni intervento rischia di diventare negoziabile e la pianificazione di perdere progressivamente senso e credibilità».

Ma il problema è anche profondamente politico. L’Aquila, spiegano i consiglieri del gruppo di minoranza, ha già una presenza di grandi e medie strutture di vendita sproporzionata rispetto alla media regionale e provinciale. «Il Piano commerciale, – spiegano – approvato con delibera di Consiglio n. 82/2020, evidenzia: “…In particolare, spicca il caso della media distribuzione in relazione alla quale la superficie disponibile per 100 abitanti del comune dell’Aquila è pari a 98,4 mq rispetto ai 78,3 mq della provincia e ai 63,8 mq della regione”. Oggi quei dati si confrontano con un contesto economico profondamente cambiato, caratterizzato da prezzi più alti, consumi più cauti e da una riduzione del potere d’acquisto. Non si tratta di mettere in discussione la legittimità degli investimenti, ma di interrogarsi sulla sostenibilità complessiva di un sistema commerciale così sbilanciato in quell’ambito. Da ciò derivano alcune questioni politiche che non possono essere eluse: la necessità di valutazioni preventive, l’importanza di privilegiare il riuso e la riqualificazione dell’esistente, la qualità dell’offerta e dei servizi come elemento centrale e la ricerca di un equilibrio tra grandi strutture e commercio di prossimità, che soprattutto nel centro storico sta attraversando una fase di forte sofferenza dalla quale la politica non può distrarsi».

«Quanto riportato – concludono i consiglieri de “Il Passo Possibile” – non è una posizione ideologica contro gli investimenti privati o contro chi sceglie di investire a L’Aquila, ma la richiesta di un’amministrazione capace di governare lo sviluppo, orientarlo nel tempo e valutarne gli effetti, anziché limitarsi ad approvarlo intervento dopo intervento. Purtroppo prendiamo atto che, dopo quasi dieci anni di governo, l’ennesimo intervento in tal senso non può che certificare inesorabilmente l’inadeguatezza programmatoria-urbanistica dell’amministrazione in carica e la conduzione “a chiamata” delle procedure, logica conseguenza del vivere alla giornata; il tutto ad evidente nocumento di un reale e tangibile sviluppo di mediolungo periodo della città».