02 Febbraio 2026 - 11:34:37
di Tommaso Cotellessa
Un colpevole silenzio da parte della politica. Questa per la consigliera del Partito Democratico Stefania Pezzopane sarebbe una delle cause che si celano dietro gli episodi di tensione e disagio avvenuti nei giorni scorsi all’interno dell‘Istituto penale per minorenni dell’Aquila. Per l’esponente dem quella che si è venuta generare è una situazione divenuta ormai «strutturale, grave, nota da tempo e colpevolmente sottovalutata»
Ringraziando il personale e i sindacati per lo sforzo quotidiano e le ripetute segnalazioni di denuncia, Pezzopane chiama in causa la politica descrivendo una situazione di vera e propria indifferenza.
«Da dicembre il Consiglio comunale non viene convocato – denuncia – E l’ordine del giorno presentato a novembre sul carcere minorile non è ancora stato discusso. Mi auguro che venga inserito all’ordine dei lavori: non possiamo continuare a voltare lo sguardo altrove mentre una realtà così delicata precipita nel silenzio e nell’indifferenza».
Le forze di opposizioni, infatti, avevano portato il tema all’attenzione dell’amministrazione e dell’opinione pubblica già a partire dallo scorso novembre attraverso un ordine del giorno presentato in Consiglio comunale e promuovendo in III commissione un’audizione con associazioni, operatori e organizzazioni sindacali della Polizia penitenziaria. In quell’occasione furono descritti con chiarezza e in modo allarmante i limiti strutturali, organizzativi e sociali della struttura. Ma, come ricorda la consigliera Pezzopane, «da allora, non è cambiato nulla».
Per Pezzopane si tratta, perciò, di un silenzio incomprensibile; in quanto di si è difronte ad un’emergenza improvvisa, ma si tratta di fare i conti con «una condizione costante, che affonda le radici nei problemi segnalati già dalla scorsa estate: sovraffollamento, carenza di personale, fragilità dei minori ospitati, insufficienza dei servizi educativi e di supporto». La consigliera giudica, inoltre, incomprensibile il fatto che «si sia proceduto all’inaugurazione della struttura senza interrogarsi sulla reale capacità di sostenere un carico così complesso in termini di accoglienza e sicurezza».
«La sicurezza – sottolinea – tanto evocata come parola d’ordine da chi governa, oggi non è garantita né agli agenti della Polizia penitenziaria né ai ragazzi detenuti. I sindacati lo hanno ribadito anche in queste ore, denunciando rischi quotidiani per il personale e un clima di crescente tensione. Solo nell’ultima settimana si sono registrati più episodi critici, segno evidente di un sistema al limite»
«Servono interventi immediati, coordinati e concreti – conclude – per garantire sicurezza, dignità e diritti a chi lavora nella struttura e ai minori ospitati. Ogni omertà e silenzio diventano gravi responsabilità politiche e istituzionali»
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