05 Marzo 2026 - 15:37:39

di Martina Colabianchi

Il Teatro San Filippo sta finalmente per essere riconsegnato alla città dell’Aquila, proprio nell’anno di Capitale italiana della Cultura.

Ad accogliere con gioia la notizia è anche la consigliera comunale del Pd Stefania Pezzopane che però, in una nota, sottolinea come la prossima inaugurazione non possa essere slegata dalla memoria di ciò che quel teatro è stato. Memoria che, questa l’accusa, sarebbe stata messa in ombra dall’amministrazione comunale nell’annunciare la prossima riapertura.

Prima del 6 aprile 2009, ricorda la consigliera, il San Filippo era uno spazio vivo e pulsante: basti pensare che proprio il 5 aprile si teneva la selezione finale del Premio Nazionale Scenario e che la compagnia L’Uovo aveva ospitato ben 26 realtà di teatro contemporaneo in pochi giorni. Quel teatro era un crocevia di linguaggi artistici e pubblici diversi, un luogo che pullulava di vita insieme a tanti altri spazi del centro storico poche ore prima del sisma.

Proprio per questo, la riapertura ha un valore che supera il semplice restauro architettonico: «Come ha ricordato in questi giorni anche Carlo Di Stanislao – dichiara Pezzopane -, cancellare o ignorare il lavoro e la visione di chi ha costruito e animato quel teatro per oltre vent’anni significa compiere una rimozione storica che non fa bene alla città».

«La riapertura del teatro è una festa. Ma deve essere anche l’occasione per raccontare questi sedici anni difficili, il lungo percorso di ricostruzione e soprattutto per rendere omaggio a chi quello spazio lo ha inventato e fatto vivere», ha detto ancora la consigliera.

È quindi doveroso raccontare tutta la storia del San Filippo, che non nasce oggi, ma è stato animato per oltre vent’anni da una realtà straordinaria come “L’Uovo – Teatro Stabile di Innovazione”. Dal 1986 al 2009, Antonio Massena, Maria Cristina Giambruno e Totò Centofanti hanno trasformato una chiesa sconsacrata in un centro di produzione culturale di rilievo nazionale, inventando uno spazio a disposizione di scuole, associazioni e cittadini.

Pezzopane esprime un profondo rammarico per l’omissione di questi nomi e di questa storia nel video recentemente pubblicato dal sindaco per annunciare la riapertura. «Per questo all’inaugurazione ci aspettiamo presenza, visibilità e riconoscimento per i protagonisti di questa storia – dichiara ancora Pezzopane -. Antonio Massena in particolare, prima e dopo il 6 aprile, ha dato l’anima per quel teatro straordinario. Ne sono testimone diretta. Tra il 2010 e il 2013 ho ricoperto il ruolo di assessore alla cultura e ho visto con i miei occhi cosa era accaduto in quel teatro distrutto dal sisma e quanto impegno, passione e determinazione Antonio abbia messo in tutti questi anni per non far spegnere quella storia».

«Non ringraziarlo, non citarlo, cancellare quella storia bella significa compiere una forma di cancellazione verso la città che quel luogo lo ha vissuto e frequentato per anni. Non possiamo permettere l’azzeramento di storie e identità così importanti. La rinascita dei luoghi della cultura deve sempre andare insieme al rispetto della loro memoria e delle persone che li hanno resi vivi. Solo così la riapertura del Teatro San Filippo potrà essere davvero una festa di tutta la città», ha concluso la consigliera del Pd.