21 Marzo 2026 - 09:40:12

di Vanni Biordi

Una macchina che ha cambiato la medicina moderna compie quarant’anni in Italia, e L’Aquila ne ha celebrato la storia al centro congressi Luigi Zordan, l’Università degli Studi dell’Aquila e la ASL 1 Abruzzo hanno organizzato una giornata dedicata alla risonanza magnetica, dalla sua introduzione alle prospettive future.

Era il 1986 quando Ansaldo Biomedicale, predecessore dell’attuale Esaote, installava nel nostro Paese il primo sistema di imaging a risonanza magnetica. I medici ricercatori dell’ateneo abruzzese collaborarono fin da subito allo sviluppo clinico della tecnologia. Pochi anni dopo, all’inizio del decennio successivo, quella stessa sinergia produsse un risultato ancora più significativo: la prima risonanza magnetica aperta al mondo, progettata specificamente per lo studio delle articolazioni.

La collaborazione tra ricerca accademica e innovazione industriale ha generato importanti risultati scientifici. Il polo aquilano ha contribuito con numerose pubblicazioni a consolidare un’eccellenza riconosciuta nel panorama radiologico italiano e internazionale.

A prendere parte all’evento, moderato da Angelo De Nicola, il rettore Fabio Graziosi, la direttrice del Dipartimento DISCAB Francesca Zazzeroni, il direttore generale ASL Paolo Costanzi e la presidente SIRM Nicoletta Gandolfo.

Franco Fontana, amministratore delegato di Esaote, ha rappresentato il partner industriale che da quattro decenni affianca il mondo accademico. Il programma scientifico vede interventi di figure storiche della radiologia aquilana: Ernesto Di Cesare che ha presentato il Centro interdipartimentale di Risonanza Magnetica, Carlo Masciocchi che ha dedicato una relazione alle radici della scuola radiologica locale, Bruno Beomonte Zobel e Alessandro Bozzao che hanno portato la testimonianza di chi si è formato in quel contesto.

Una sessione è stata dedicata ai sistemi a basso e bassissimo campo, con Antonio Barile sulla radiologia muscoloscheletrica e Alessandra Splendiani sulla neuroradiologia.

Si tratta di tecnologie che hanno reso l’esame accessibile anche in contesti dove i grandi magneti superconduttori non sono praticabili. Lo sguardo al futuro è affidato a Carlo Catalano, sulle prospettive della risonanza magnetica, e ad Andrea Giovagnoni, che sull’integrazione con l’intelligenza artificiale.

Gli algoritmi di deep learning stanno già migliorando la qualità delle immagini e accelerando i tempi di acquisizione, aprendo scenari impensabili solo un decennio fa.

«La grande avventura del Polo di Radiolodignostica avviata dall’Università degli Studi dell’Aquila negli anni Ottanta, è per noi una storia consolidata di innovazione condivisa, in cui è stata importante la collaborazione con l’industria – ha dichiarato Ernesto Di Cesare-. Per la nostra istituzione il suo valore più profondo si riflette soprattutto nell’impatto sulle nostre attività accademiche: ha creato un ambiente in cui ricerca, clinica e sviluppo tecnologico si integrano in modo naturale. In questi quarant’anni abbiamo trasmesso ai nostri specializzandi una mentalità precisa: la tecnologia non si limita a essere utilizzata, ma va compresa, sviluppata e adattata ai bisogni clinici. È questo approccio, nato e cresciuto anche grazie a Esaote, che continua oggi a caratterizzare il nostro modo di insegnare. Guardando al futuro, la collaborazione è focalizzata sulle applicazioni di intelligenza artificiale e sull’apertura verso nuove frontiere della diagnostica. Da non dimenticare gli importanti risultati scientifici che abbiamo raggiunto, che negli anni sono stati tradotti in numerose pubblicazioni e attività di ricerca, contribuendo a consolidare un’eccellenza riconosciuta nel panorama della radiologia italiana e internazionale»

Nel proprio saluto, Franco Fontana, CEO di Esaote,  ha sottolineato: «L’esperienza del polo aquilano rappresenta per Esaote un percorso straordinario di oltre 40 anni di collaborazione, innovazione e formazione. E di amicizia. Questa storia eccezionale ha radici ancora precedenti alla nascita dell’attuale  Esaote, quando, nel 1986, Ansaldo Biomedicale – da dove noi deriviamo – installava insieme ai medici e ricercatori dell’Università degli Studi dell’Aquila la prima risonanza magnetica in Italia. Da allora, lo scambio continuo di competenze e know-how con L’Aquila ha guidato la nostra capacità di innovare, portando all’introduzione della prima Risonanza Magnetica aperta dedicata alle articolazioni nei primi anni ’90 e allo sviluppo di soluzioni all’avanguardia in ecografia e IT medicale. Questa lunga e proficua collaborazione, che tutt’oggi continua e ci permette di introdurre nuove soluzioni all’avanguardia e sostenibili,  è un bellissimo esempio del nostro agire e conferma quanto sia strategico lavorare fianco a fianco con partner di eccellenza per sviluppare e migliorare tutte le nostre tecnologie, anticipando le esigenze della medicina e contribuendo a trasformare l’innovazione in valore concreto per i pazienti e i professionisti sanitari, in linea con il nostro impegno quotidiano di Health with Care».