31 Marzo 2026 - 09:36:19

di Marianna Galeota

Un impatto economico complessivo di poco più di 7 milioni di euro che, se si utilizza il moltiplicatore economico che converte la spesa turistica diretta in valore aggiunto per l’economia regionale, arriva a 16,9 milioni di euro.

Sono i risultati della ricerca condotta da studiosi delle Università dell’Aquila e di Perugia, volta a comprendere la nascita e l’evoluzione del Cammino del Gran Sasso, evidenziandone il contributo allo sviluppo del territorio delle aree interne su cui insiste, presentati in un convegno pubblico all’Aquila.

Nel 2024, l’impatto economico diretto è stato di circa 3,4 milioni di euro con una spesa media per viaggiatore di 635 euro, con un incremento, rispetto all’anno precedente, del 55% dei pernottamenti e un aumento dell’impatto economico di 823.500 euro. E i dati per il 2025 indicano una crescita continua, con un ulteriore aumento del 39% nei pernottamenti (da 15.480 a 21.472) e un impatto economico diretto di un milione di euro in più rispetto al 2024 (da 2.322.000 a 3.408.680 euro).

 In base alle evidenze emerse con riferimento alla nascita e allo sviluppo del Cammino, al profilo dei camminatori e all’impatto economico generato a favore del territorio, sull’itinerario che in 61 chilometri attraversa cinque comuni del versante aquilano del massiccio, nel 2023 si sono registrati circa 10mila arrivi, 15.480 nel 2024 e 21.472 nel 2025, con un incremento del 116% di arrivi e presenze.

Le presenze turistiche nei comuni attraversati dal Cammino – oltre a L’Aquila, Castel del Monte, Calascio, Santo Stefano di Sessanio e Barisciano – sono cresciute fino al 35 per cento.

La ricerca ha anche analizzato nel dettaglio il profilo dei camminatori, chi sono, da dove vengono e cosa cercano lungo il percorso. Ebbene, il 51 per cento sono uomini e il 49 per cento donne: una differenza minima tra i generi che dimostra come il Cammino del Gran Sasso rappresenti un’esperienza autenticamente inclusiva e equilibrata, capace di attrarre ugualmente uomini e donne in cerca di avventura, benessere e scoperta.

 La fascia d’età prevalente è quella tra i 35 e i 44 anni, seguita immediatamente da quella 45-54. Lazio, Lombardia ed Emilia Romagna sono le principali regioni italiane di provenienza, la maggior parte di chi percorre il Cammino lo fa in gruppo (35,06%), ma il 13 per cento circa lo fa da solo. È interessante notare anche la percentuale di chi viaggia in gruppi di sconosciuti (11,69%), suggerendo un desiderio di nuove connessioni sociali.

 Il camminatore del Gran Sasso si distingue per un alto livello culturale – il 65 per cento ha una laurea – che si traduce in una maggiore attenzione ai valori ambientali, sociali e alla qualità dell’esperienza. Questo profilo favorisce comportamenti consapevoli e sostenibili.

 Tra i comportamenti dei camminatori, è stato rilevato infine come il 60 per cento ha acquistato prodotti locali, il 30 per cento ha partecipato a iniziative culturali, eventi o feste integrandosi nella vita comunitaria.

 La ricerca ha una profonda natura collaborativa, non solo infatti ha visto il coinvolgimento di ricercatori di due Atenei ma anche la partecipazione attiva nel gruppo di lavoro di un referente dell’Associazione Il Cammino del Gran Sasso che ha sviluppato numerose precedenti esperienze di ricerca sui temi del turismo, con particolare attenzione al territorio della provincia dell’Aquila.

 Al convegno sono intervenuti, dopo i saluti istituzionali del vice presidente della Regione Emanuele Imprudente, del commissario del Parco nazionale del Gran Sasso Patrizio Schiazza, della consigliera regionale Carla Mannetti e del presidente del Gal Gran Sasso Velino Paolo Federico, il presidente del Cammino Federico Ciocca insieme al professor Antonio Picciotti su “Il Cammino come processo imprenditoriale dal basso”, Andrea Lolli del gruppo di ricerca insieme al professor Fabio Forlani su “Il profilo dei camminatori e i loro comportamenti di acquisto” e al ricercatore Riccardo Persio su “L’impatto economico del Cammino sul territorio”. Ha moderato il professor Luciano Fratocchi.