01 Aprile 2026 - 09:12:42
di Martina Colabianchi
Seicentonove interventi in montagna, 611 le persone soccorse e 22 decessi: sono i numeri del bilancio dell’attività svolta nel 2025 dal Soccorso Alpino e Speleologico in Abruzzo.
Le attività hanno richiesto in regione un impegno complessivo di 6861 ore/uomo.
A livello nazionale, il Corpo ha effettuato 11.287 missioni di soccorso, mentre quelle svolte dal Soccorso Alpino Valdostano sono state 1.750, per un totale complessivo di 13.037 interventi di soccorso alpino, segnando un aumento dell’8% rispetto alle 12.063 del 2024 e alle 12.349 del 2023. Si tratta del valore più alto di sempre.

Le persone decedute in Italia sono in tutto 528, 9.624 i feriti di cui 1.649 recuperati dal Soccorso Alpino Valdostano e 4.231 illesi. Alto il numero dei dispersi, che si attesta a 140 persone. Il dato dei decessi segna un aumento significativo del 13% rispetto ai 466 del 2024 e ai 491 del 2023, invertendo il leggero trend di riduzione osservato negli ultimi anni. Tra i 50 e i 60 anni la fascia d’età più coinvolta.
Un’attività intensa, che ha visto soprattutto in estate il picco degli interventi con il 17,9% concentrato nel mese di agosto, il 13,6% a luglio e l’11,4% a settembre. Quasi la metà degli incidenti si verifica quindi nel periodo estivo di maggiore afflusso turistico e outdoor.
Le principali cause degli interventi restano sostanzialmente stabili, con la maggior parte degli incidenti che avviene per caduta o scivolata (45,0%), seguiti da malore (14,1%) e incapacità durante l’attività (8,1%).

Il dato sulle cadute, che rappresentano quasi la metà degli interventi, conferma come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi restino tra i principali fattori di incidente.
Negli ultimi anni, anche in Abruzzo, a favorire il verificarsi di incidenti in quota è il crescente peso di attività “accessibili” che attirano un numero sempre maggiore di praticanti anche poco esperti. Infatti, la principale attività coinvolta è l’escursionismo (43,6%), seguito dalla mountain bike (7,6%). A seguire ci sono lo sci (7,4%), l’alpinismo (5,2%) e la ricerca funghi (3,2%).
Nel 2025 cresce il ruolo di GeoResQ, l’app sviluppata da Soccorso Alpino e Speleologico e dal Club Alpino Italiano per la geolocalizzazione nelle emergenze in ambiente impervio. Le centrali operative hanno gestito 354 eventi, migliorando rapidità ed efficacia dei soccorsi grazie a coordinate GPS precise. Aumenta anche la diffusione: +55.000 nuovi utenti, per un totale di 256.000 utenti attivi. Il progetto è supportato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, a conferma del suo valore strategico nella gestione delle emergenze e nella prevenzione del rischio.
Il quadro complessivo, si legge nel report, conferma una pressione crescente sul sistema di soccorso e rafforza la necessità di investire in prevenzione, sensibilizzazione e formazione. Il Cnsas rinnova quindi l’invito «a frequentare la montagna con consapevolezza, preparazione e prudenza, ricordando che la sicurezza passa anche dalla capacità di rinunciare quando le condizioni non sono adeguate».
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