04 Aprile 2026 - 12:53:07

di Martina Colabianchi

Il silenzio profondo, interrotto solo dalle note solenni del Coro del Venerdì Santo, ha avvolto ieri sera il cuore pulsante dell’Aquila. La città si è ritrovata unita per la tradizionale Processione del Cristo Morto, un rito che dal 1954 rappresenta uno dei momenti più intensi e identitari della Settimana Santa aquilana.
L’edizione di quest’anno ha visto il ritorno del simulacro del Cristo Morto nella Basilica di San Bernardino dopo un meticoloso intervento di restauro curato dall’Accademia di Belle Arti dell’Aquila.

L’opera, realizzata dall’artista Remo Brindisi, è tornata a sfilare ieri mostrandosi in tutta la sua forza espressiva, accompagnata dalle altre figure iconiche del corteo: la Vergine Addolorata e l’Angelo con il calice.

A rendere l’atmosfera ancora più suggestiva sono state le voci del Coro del Venerdì Santo, l’ensemble delle corali cittadine diretto dal maestro Carlo Mantini e coordinato dal maestro Enzo Vivio. Un tappeto sonoro che ha trasformato il cammino in un’esperienza di forte impatto emotivo, confermando la capacità di questo rito di sopravvivere al tempo e alle ferite della storia.

La processione, che si è interrotta solo in circostanze drammatiche come il sisma del 2009 e l’emergenza sanitaria del 2020, si conferma oggi come il simbolo di una comunità che ritrova se stessa nel mistero pasquale