08 Aprile 2026 - 10:54:28
di Tommaso Cotellessa
Sarà il cardinale José Tolentino de Mendonça, prefetto del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, ad aprire il Giubileo aquilano il prossimo 28 agosto.
La decisione si inserisce nel programma di L’Aquila Capitale Italiana della Cultura 2026, un percorso che vede impegnata anche la Chiesa aquilana nella valorizzazione del territorio, della sua storia e della tradizione cristiana locale.
«Il messaggio della Perdonanza è un messaggio universale – ha affermato l’arcivescovo Antonio D’Angelo – che dall’Aquila parla al mondo, come ci ha ricordato Papa Francesco durante la sua visita apostolica, quando definì L’Aquila capitale della cultura. È per questo che portiamo avanti uno stretto rapporto tra la Chiesa locale e quella universale».

L’annuncio è arrivato nel corso della conferenza stampa organizzata dalla diocesi dell’Aquila per presentare il calendario di iniziative legate all’anno da Capitale della cultura. Anche la Chiesa darà il proprio contributo, mettendo al centro gli elementi identitari del territorio e rileggendo la città attraverso il rapporto tra comunità civile ed ecclesiale.
Tra i luoghi simbolo che saranno valorizzati figurano le Catacombe di San Vittorino, il Convento di San Giuliano e, in occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, il legame tra il santo e Papa Celestino V.
Spazio anche all’arte e alla bellezza, con la valorizzazione di opere restaurate, espressione del cristianesimo attraverso il patrimonio artistico.
Il primo appuntamento è già in programma nei prossimi giorni: il cardinale Gianfranco Ravasi sarà protagonista di un incontro dedicato al tema della bellezza. Sabato 18 aprile, la pastorale universitaria promuove una giornata di studi nella sala Ipogea dell’Emiciclo, incentrata sulla bellezza come soglia e occasione di incontro con il divino, con l’altro e con sé stessi.
Il calendario proseguirà il 23 aprile con un incontro dedicato al restauro del complesso arcivescovile aquilano, con l’intervento della direttrice del MuNDA, Federica Zalabra. Il 2 maggio sarà invece la volta di una conferenza sul ruolo della presenza religiosa in città, con la partecipazione del vescovo Claudio Palumbo.
Ampio spazio sarà dedicato al ciclo “Le pietre raccontano”, una serie di appuntamenti distribuiti nei mesi successivi e incentrati sui principali interventi di restauro del patrimonio ecclesiastico cittadino. Tra questi, il recupero della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, della chiesa di San Silvestro, di Santa Margherita, della chiesa di San Pietro di Coppito e del santuario di Santa Maria della Croce a Roio, fino alla cattedrale dei Santi Massimo e Giorgio.
Non mancheranno momenti di riflessione spirituale e storica, come il convegno pastorale del 22 agosto a Palazzo dell’Emiciclo, gli incontri dedicati a San Vittorino e alla Chiesa di Amiterno a settembre e, a dicembre, la conferenza conclusiva sul tema “Celestino e Francesco nella Via del Perdono”, nuovamente nella basilica di Collemaggio.
Un programma articolato che accompagnerà l’intero anno, con l’obiettivo di intrecciare fede, cultura e identità, rilanciando il ruolo dell’Aquila come centro spirituale e culturale di riferimento.
«Accogliamo con profondo orgoglio e gratitudine l’annuncio dell’Arcidiocesi dell’Aquila sulla presenza del Cardinale José Tolentino de Mendonça per l’apertura della Porta santa della Perdonanza Celestiniana nell’anno di Capitale italiana della Cultura – ha dichiarato il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi -. Si tratta di una figura di altissimo profilo, prefetto del dicastero per la Cultura e l’Educazione, la cui partecipazione conferisce ulteriore prestigio a un rito che rappresenta il momento più autentico e sentito dalla nostra comunità, simbolo universale di perdono, riconciliazione e speranza. La presenza del prefetto vaticano del dicastero per la Cultura, assume un significato ancora più rilevante in un anno così importante per L’Aquila, rafforzando il legame tra la dimensione spirituale della Perdonanza e il percorso culturale che la città sta portando avanti con impegno e visione. La Perdonanza è parte integrante della nostra identità, grazie anche a scelte di questo livello, continua a proiettarsi sempre più in una dimensione internazionale, capace di parlare al mondo intero mantenendo salde le proprie radici».
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