14 Aprile 2026 - 10:14:43
di Vanni Biordi
Questa firma vale più di un adeguamento salariale.
È quella apposta giovedì 10 aprile nella sede del Collegio Costruttori ANIEM di Teramo, dove le rappresentanze datoriali di Confapi ANIEM Abruzzo, Bruno Facciolini, Enzo Marcozzi e Carlo Iarossi, e i segretari regionali dei sindacati di categoria Louis Panza (Feneal UIL), Giancarlo De Sanctis (Filca CISL) e Riccardo Zelinotti (Fillea CGIL) hanno siglato il rinnovo del Contratto Integrativo Regionale per i dipendenti delle piccole e medie imprese edili.
Un atto che le parti stesse si rifiutano di confinare nella categoria della routine contrattuale. Il documento si inserisce nel solco del rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale Edilizia PMI dell’aprile 2025, di cui rafforza e declina l’applicazione a livello territoriale.
È, formalmente, il primo rinnovo contrattuale integrativo regionale dell’edilizia in Abruzzo: un primato che non è soltanto cronologico, ma segnala una maturità delle relazioni industriali regionali capace di trasformare la cornice nazionale in strumento di governo concreto del settore.
«Non si tratta del solito rinnovo contrattuale, ma di un contratto innovativo», attraverso un utilizzo mirato delle risorse della Edilcassa, welfare e premialità si fondono in un modello inedito. Il cuore dell’accordo è la riconfigurazione del sistema bilaterale territoriale, incarnato nella Edilcassa, da semplice gestore di prestazioni a leva strategica di sviluppo. Attraverso un utilizzo mirato delle sue risorse, il contratto introduce un modello che integra welfare contrattuale e premialità nuove, con un filo conduttore esplicito, quello di valorizzare il legame tra regolarità, legalità e sviluppo. Un’equazione che le parti sociali propongono come risposta strutturale all’annoso problema del lavoro sommerso e della concorrenza sleale nelle costruzioni. Sul fronte dei lavoratori, le prestazioni vengono potenziate per rispondere ai bisogni concreti delle famiglie lungo le diverse fasi della vita lavorativa.
L’accordo prevede contributi per assistenza fiscale, sostegno all’istruzione e misure a favore della famiglia, nonché incentivi all’ingresso nel settore, una risposta diretta alla difficoltà strutturale di reclutamento che affligge l’edilizia italiana da oltre un decennio. Speculare, sul versante imprenditoriale, è il sistema strutturato di premialità introdotto per le aziende che investono in sicurezza, formazione, regolarità e qualità organizzativa. Il contratto premia i comportamenti virtuosi e sostiene il corretto inquadramento professionale delle maestranze: un segnale che la contrattazione integrativa può farsi strumento di politica industriale, non solo di redistribuzione del valore.
«Attraverso il potenziamento della bilateralità e delle prestazioni erogate dalla Edilcassa l’accordo intende rendere il settore edile regionale più attrattivo e competitivo, offrendo a lavoratori e imprese strumenti concreti che rendano conveniente lavorare e investire in edilizia, in un quadro di regole certe, tutele rafforzate e valorizzazione delle professionalità» dichiarano congiuntamente le parti. Una formula che suona come manifesto programmatico oltre che come clausola contrattuale, e che proietta il modello abruzzese come potenziale benchmark per le altre regioni chiamate a declinare il CCNL sul territorio.
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