14 Aprile 2026 - 18:24:59

di Martina Colabianchi

«Ancora una volta i vertici della Partecipata Regionale dei Trasporti, TUA SpA, sfuggono al confronto delle commissioni regionali. Sfuggono, in partiolare, all’allarme lanciato dai pendolari della tratta L’Aquila-Roma».

Inizia così la dura nota della Cgil della provincia dell’Aquila a seguito della Seconda Commissione regionale. Secondo il sindacato, che è ripartito con la “Carovana dei Diritti” proprio su questo tema, la gestione dei vertici aziendali è distante dalle reali necessità del territorio: «Il vertice aziendale è ovviamente indaffaratissimo, tra un’esternazionalizzazione e un’altra, tra la progressiva privatizzazione dei servizi e la campagna elettorale nella propria città. Nel frattempo, i bisogni dei pendolari possono aspettare».

La critica si sposta poi sulla natura stessa del servizio, oggi penalizzato dalle logiche di profitto: «Abbiamo assistito, ancora una volta, ad una inutile rappresentazione di vincoli dell’azienda Regionale circa i limiti di una norma che ha trasformato ciò che è naturalmente un servizio essenziale in una relazione commerciale. Si tratta, in verità, di un racconto vecchio, sentito e risentito, ma distante anni luce dai bisogni dei cittadini e delle cittadine».

Il passaggio al libero mercato avrebbe prodotto un drastico taglio delle corse: «Siamo passati, per effetto delle nefaste determinazioni della politica regionale, da un servizio capillare di oltre 40 corse giornaliere ad un servizio assolutamente deficitario di circa 20 corse giornaliere. Questo è ciò che produce l’arretramento del servizio pubblico, questo è, in soldoni, l’effetto dell'”adoratissimo” MERCATO». Per la CGIL, questo sistema si è dimostrato «predatorio nelle fasce orarie appetibili e latitante nelle fasce orarie meno appetibili, ma necessarie per permettere alle persone di poter lavorare e studiare altrove per poi tornare nel nostro meraviglioso Abruzzo».

La posizione del sindacato è netta: «Noi siamo convinti che, oltre agli aggiustamenti possibili sull’attuale programma di esercizio a mercato, che andrebbe immediatamente e abbondantemente implementato, la vera necessità sia restituire alla tratta L’Aquila-Roma la qualità di servizio essenziale, con la relativa contribuzione».

Senza un intervento immediato, il rischio è l’abbandono delle aree interne: «In questa fase storica, poi, certamente non ordinaria, o si danno risposte serie, concrete e immediate alle fasce più deboli della popolazione, che pure, con sacrificio, continuano a vivere le aree interne, oppure, al di là dei proclami, sempre comodi e d’effetto, l’unica soluzione rimane, ancora una volta, migrare altrove».