15 Aprile 2026 - 19:40:12

di Redazione

Un’opera nuova, intensa e profondamente simbolica chiude la 51ª Stagione dei Concerti dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese. Sabato 18 aprile, alle 20.30, nella suggestiva cornice della Basilica di San Bernardino da Siena, debutta in prima assoluta “Faccia a faccia con San Francesco. Poeta di Dio e del Mondo”, un progetto che intreccia musica, parola e canto in un affresco artistico di grande respiro. L’ingresso è libero fino a esaurimento posti.

L’evento si inserisce in un momento particolarmente significativo per la città: L’Aquila è Capitale italiana della Cultura 2026 e si prepara a celebrare l’ottavo centenario della morte di San Francesco. Non a caso, l’opera nasce anche come ponte ideale con Assisi, città simbolo di pace e dialogo interreligioso, in un intreccio di memoria, spiritualità e rinascita.

Il progetto porta la firma del direttore artistico dell’ISA, Ettore Pellegrino, che ha ideato una cantata moderna capace di rendere contemporanea la figura del Santo. I testi sono affidati al poeta Davide Rondoni, tra le voci più autorevoli della scena letteraria italiana, mentre le musiche sono composte e dirette da Roberto Molinelli, da anni collaboratore dell’istituzione.

Sul palco, insieme ai professori dell’Orchestra Sinfonica Abruzzese, si esibiranno le corali Gran Sasso e Novantanove dell’Aquila, affiancate dalla voce solista di Simona Molinari, artista aquilana dal timbro raffinato e riconoscibile, chiamata a dare corpo sonoro al messaggio francescano.

L’opera si sviluppa come un percorso a quadri, in cui parola e musica dialogano senza soluzione di continuità. Il titolo suggerisce un incontro diretto con Francesco, senza filtri, restituendone la complessità: figura luminosa, ma anche profondamente umana, capace di parlare al presente attraverso linguaggi antichi.

Dal punto di vista musicale, la partitura alterna grandi aperture orchestrali, quasi cinematografiche, a momenti di intimità sospesa. Il coro assume un ruolo centrale, muovendosi tra sonorità austere e trame più morbide e avvolgenti, mentre la voce solista disegna spazi lirici di intensa delicatezza. Non mancano episodi più ritmici e teatrali, che restituiscono anche il lato gioioso e “giullaresco” del Santo.

Particolarmente significativo il cuore dell’opera, dove emerge una sorta di “ballo spirituale”, simbolo di unione tra terra e cielo, fino al culmine rappresentato dal Cantico delle Creature, proposto nella lingua originale di Francesco. Qui passato e presente si fondono in un unico respiro, offrendo una sintesi potente tra tradizione e contemporaneità.

Per il sindaco Pierluigi Biondi, l’opera rappresenta «il senso più profondo del percorso culturale che L’Aquila sta vivendo: unire linguaggi diversi e restituire centralità alla cultura come motore di crescita». Dello stesso avviso il presidente dell’ISA Alberto Mazzocco, che sottolinea il valore di un progetto capace di coniugare tradizione e innovazione, in un anno cruciale per l’identità della città.

«Non raccontare Francesco, ma incontrarlo»: è questa l’idea alla base del lavoro, come spiega il compositore Molinelli. Un incontro che diventa anche confronto con sé stessi, con le proprie inquietudini e con la possibilità di trasformare il dolore in luce.

Ne nasce uno spettacolo che è insieme meditazione e teatro, coralità e confessione, capace di restituire San Francesco come figura viva, attuale, profondamente radicata nell’immaginario collettivo. Un viaggio artistico e spirituale che chiude la stagione concertistica dell’ISA e, allo stesso tempo, apre nuove prospettive sul dialogo tra arte e interiorità.