18 Aprile 2026 - 15:32:18

di Martina Colabianchi

La Regione Abruzzo si dice pronta a costituirsi parte civile contro i responsabili della morte dei dieci lupi trovati morti sulle montagne abruzzesi, in in’area prossima al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.

Il ritrovamento degli animali, scrive il presidente Marco Marsilio in una nota, suscita «grande dolore e profonda preoccupazione. L’ipotesi concreta che si possa trattare di un avvelenamento, rafforzata dal rinvenimento di esche, rende questo episodio ancora più grave e inquietante. La Regione Abruzzo chiede agli organi inquirenti di fare piena luce al più presto su quanto accaduto e di individuare i responsabili di questo gesto criminale. Si tratta di un fatto gravissimo, che colpisce il patrimonio naturalistico della nostra terra e offende il senso civico della comunità abruzzese. Sosterremo ogni azione utile perché venga fatta giustizia. La tutela della fauna, dell’ambiente e della legalità resta per noi una priorità assoluta».

«La notizia dei dieci lupi trovati morti nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con ogni probabilità avvelenati, rappresenta un fatto di una gravità inaudita che scuote profondamente le coscienze e chiama in causa responsabilità precise. Siamo di fronte a un episodio senza precedenti, che non può essere archiviato come un fatto isolato ma che assume i contorni di una vera e propria emergenza ambientale e criminale», dichiara anche la consigliera regionale del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini.

«Non si tratta solo di un atto crudele, ma di un gesto che mette a rischio l’intero sistema naturale e che dimostra una deriva pericolosa, alimentata da un clima di tensione e da una narrazione distorta sul ruolo dei grandi carnivori», aggiunge Alessandrini. «Le associazioni ambientaliste parlano apertamente di uno dei più gravi crimini contro la natura degli ultimi anni, segnalando una escalation che non può più essere ignorata. Un segnale allarmante che impone una risposta immediata e decisa da parte delle istituzioni».

«Colpire il lupo, specie simbolo della biodiversità appenninica e rigorosamente protetta, significa colpire l’equilibrio stesso dei nostri ecosistemi e l’identità naturalistica dell’Abruzzo – continua la consigliera del M5S – L’utilizzo di bocconi avvelenati, pratica vietata e particolarmente insidiosa perché indiscriminata, è in grado di sterminare interi branchi e di compromettere gravemente la fauna selvatica e domestica. A rischio non c’è solo il lupo: il veleno non conosce bersagli selettivi, e in un territorio come la Marsica, cuore dell’areale dell’orso bruno marsicano, ogni episodio di avvelenamento può rivelarsi letale per una popolazione che conta poche decine di esemplari e che non può permettersi ulteriori perdite».

«Chiediamo alla Regione Abruzzo di intervenire con urgenza rafforzando i controlli, sostenendo le attività investigative e mettendo in campo strumenti concreti di prevenzione e contrasto al bracconaggio. È indispensabile individuare i responsabili e garantire che episodi del genere non si ripetano mai più», incalza la consigliera.

«Qui non è in gioco solo la tutela di una specie, ma la credibilità stessa delle politiche ambientali e la capacità delle istituzioni di presidiare il territorio. Se passa l’idea che si possa agire nell’illegalità senza conseguenze, perdiamo tutti: istituzioni, comunità e futuro dei nostri ecosistemi», conclude Alessandrini.