18 Aprile 2026 - 15:24:34
di Martina Colabianchi
Morì nel 2028 dopo un intervento cardiochirurgico e successivi ricoveri tra Ancona, una casa di cura privata e l’ospedale di Chieti. Ora, la Corte d’Appello dell’Aquila ha condannato tre strutture sanitarie al risarcimento di circa un milione di euro complessivi in favore dei familiari del 74enne.
I giudici hanno accolto l’appello presentato dai familiari, assistiti dall’avvocato Andrea Colletti di Pescara, disponendo, «in totale riforma della sentenza gravata», il ribaltamento della decisione del Tribunale di Chieti che in primo grado, nel 2023, aveva respinto la richiesta di risarcimento.
Nel pronunciamento, la Corte ha dichiarato la responsabilità solidale dell’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, della casa di cura privata Villa Serena e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, ripartendo le rispettive colpe nella misura del 60%, 25% e 15%.
Secondo la Corte d’Appello, i sanitari hanno tenuto condotte non adeguate nelle diverse fasi della gestione del paziente, tra cui dimissioni ritenute inappropriate, criticità nella gestione della terapia e un errore nell’intervento eseguito a Chieti. I giudici hanno inoltre riconosciuto la sussistenza del nesso di causalità tra le condotte dei sanitari e il decesso del paziente.
«Questa sentenza – afferma l’avvocato Andrea Colletti – dimostra, ancora una volta, come scelte organizzative e gestionali possano incidere in modo determinante sulla sicurezza dei pazienti. È un caso che evidenzia come il progressivo definanziamento della sanità pubblica possa tradursi, nei fatti, in un abbassamento dei livelli di tutela e, in situazioni come questa, anche in conseguenze tragiche».
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