20 Aprile 2026 - 10:33:06

di Martina Colabianchi

Biondi, parlaci dell’Afm“.

Questa la scritta che campeggia su un nuovo striscione, affisso all’ingresso della sede comunale di Villa Gioia, con cui i consiglieri Paolo Romano e Lorenzo Rotellini tornano sul tema del contratto di servizio delle educatrici impiegate nel Polo Pedagogico di Afm.

Al centro della disputa c’è una disparità salariale annosa: le educatrici dell’asilo nido Casetta Fantasia percepiscono, a parità di mansioni, stipendi sensibilmente inferiori rispetto alle colleghe degli asili nido comunali a causa del diverso contratto nazionale applicato al momento dell’assunzione.

A questo si aggiungono le criticità dei lavoratori del Pre e Interscuola, che vivono in un’incertezza che dura da anni.

A febbraio, l’annuncio di una svolta decisiva attraverso l’approvazione del Documento Unico di Programmazione (DUP) e del Bilancio di Previsione 2026–2028: non solo una semplice intenzione, quindi, ma un indirizzo politico formale che demanda ad Afm il compito di definire, tramite la contrattazione decentrata, le modalità per erogare premi di risultato sotto forma di “fringe benefit” destinati alle maestre di Casetta Fantasia.

Ma, ad oggi, nonostante il trasferimento del contratto in bozza ai due assessori comunali competenti, di questo ancora non viene discusso né in commissione, né in Consiglio comunale.

«Il problema è che questo contratto di servizio viene sbandierato ad ogni commissione e ad ogni incontro, ma in realtà ancora non viene rinnovato – l’affondo di Romano -. È necessario perché, se vogliamo adeguare il contratto delle maestre del Pre e Interscuola e se vogliamo dare dei benefit alle maestre di Casetta Fantasia si è costretti per forza a fare questo contratto. Ora, dall’ultima commissione che si era fatta c’era stata una promessa di portare in discussione questo contratto, ma è passato un anno e, ad oggi, ancora non è accaduto».

«Priorità per noi è mantenere la parola data soprattutto verso chi oggi chiede legittimamente interventi e un adeguamento contrattuale, come è giusto e dovuto, al pari di tutte le altre maestre. Noi chiediamo celerità, ma soprattutto concretezza e una presa di coscienza e di responsabilità davanti a tutto quello che in tanti anni si è detto ma che ancora non viene fatto per la città», conclude Romano.