20 Aprile 2026 - 11:31:17

di Marianna Galeota

Il comitato Scuole sicure e la commissione Oltre il Musp tornano sulla questione della mancanza di scuole in centro storico.

I comitati precisano che «le scuole nei centri storici si possono fare. In sicurezza. Si fa ovunque in Italia. Perché le scuole in centro sono anche ricostruzione sociale» sottolineando che nelle città di Teramo, Lucca e Treviso c’è stata invece una grande attenzione all’argomento.

«Il 16 aprile 2026 il sindaco di Teramo ha consegnato i lavori della scuola Savini – affermano i comitati – Edificio storico, sotto vincolo, nel cuore della città. Adeguamento sismico e restauro conservativo. Le sue parole non lasciano spazio a interpretazioni: abbiamo deciso con convinzione di riportare le scuole in centro. La scelta scellerata di non intervenire ha contribuito in maniera pesante alle criticità del centro storico».

«A L’Aquila la si pensa diversamente -rimarcano – Pubblicamente il ritorno delle scuole in centro è stato definito un ‘modello che non esiste più’, liquidando ogni proposta come nostalgica. Eppure il 9 aprile 2026 Treviso ha inaugurato le scuole Stefanini, demolite e ricostruite nella sede originaria, in centro storico. A Lucca, nel 2025, l’Istituto Civitali è tornato nell’ex convento di San Nicolao, edificio del XIV secolo, dopo tre anni di cantiere con adeguamento sismico. A L’Aquila invece, a diciassette anni dal sisma, sono ancora 3.500 i bambini e le bambine nei MUSP. Il dossier comunale, datato settembre 2025, elenca 7 cantieri con fine lavori prevista nel 2026, ma nessuno nel centro storico, e su alcuni pesano già sospensioni e proroghe. Ad esempio il polo di Collemaggio, è ancora alla fase del documento di indirizzo».

All’assenza di edifici si aggiunge l’assenza di servizi, aggiungono, «come ad esempio lo scuolabus per le medie: un servizio che quasi ogni Comune italiano garantisce, e che L’Aquila non ha».

Tra pochi mesi inizia l’anno scolastico 2026/2027.

«L’Aquila, in Italia e all’estero, viene pubblicizzata dall’Amministrazione Comunale come ‘modello di rinascita’. Chiediamo allora pubblicamente all’Amministrazione Comunale: entro settembre 2026, all’avvio del nuovo anno scolastico 2026/2027, quanti MUSP saranno chiusi? Quali scuole verranno inaugurate? Verrà attivato lo scuolabus per le medie? E gli indici aggiornati di vulnerabilità sismica degli edifici esistenti, frequentati ogni giorno da migliaia di studenti, quando verranno pubblicati? L’attenzione 
per la scuola non è una questione di risorse. È, semplicemente, una questione di priorità»
, concludono.